Differenze tra le versioni di "Area naturale Baia di Ieranto"

==Storia==
Dalla preistoria al mito omerico l'area è ricca di riferimenti. L'avventura di [[Ulisse]] e il richiamo delle [[Sirene (religione greca)|Sirene]], diffondono ancora oggi il fascino nella Baia di Ieranto e su Punta Campanella dove, come riportano gli scrittori dell'antichità, i greci innalzarono il tempio di Atena, a cui in seguito i romani sovrapposero quello dedicato a [[Minerva]]. Ne danno testimonianza la scritta osca incisa sulla roccia dell'approdo di levante scoperta nel 1985 e il gran numero di reperti murari e fittili, d'epoca imperiale sparsi un po' dovunque.
 
Vicende legate alla [[pirateria]] legano la storia dei luoghi alla presenza delle torri costiere la cui costruzione, fu avviata in epoca vicereale (1516-1707). La Baia di Ieranto è infatti compresa tra la Torre di Montalto a levante e quella della Campanella sul lato opposto.
Presenze di architettura rurale connotano il territorio con le classiche linee mediterranee, ad esempio la [[casa colonica]] di proprietà del FAI. Essa mostra le antiche strutture murarie e la volta [[Intradosso|estradossata]] di battuto di [[lapillo]]. L'attività estrattiva della roccia [[calcare]]a, iniziata nei primi anni del ‘900, ha lasciato importanti segni sul territorio, contribuendo all'integrazione umana nell'ambiente, data dall'insediamento nella zona dei minatori sardi impegnati nella cava. La cava di Ieranto, passata all'[[Ilva]] nel 1918, fu ristrutturata nel 1925 per cessare definitivamente la sua attività nel 1952. Nel 1986 l'[[Ilva]], ultima società proprietaria, donò al [[Fondo Ambiente Italiano]] l'intero comprensorio, per un totale di 47 ettari.
 
L'attività estrattiva della roccia [[calcare]]a, iniziata nei primi anni del ‘900, ha lasciato importanti segni sul territorio, contribuendo all'integrazione umana nell'ambiente, data dall'insediamento nella zona dei minatori sardi impegnati nella cava. La cava di Ieranto, passata all'[[Ilva]] nel 1918, fu ristrutturata nel 1925 per cessare definitivamente la sua attività nel 1952. Nel 1986 l'[[Ilva]], ultima società proprietaria, donò al [[Fondo Ambiente Italiano]] l'intero comprensorio, per un totale di 47 ettari.
 
==Descrizione==
Utente anonimo