Stazione di Lenna

stazione ferroviaria italiana
Lenna
stazione ferroviaria
già San Martino de' Calvi Sud
Lenna - ex stazione ferroviaria.jpg
L'ex fabbricato viaggiatori nel 2010
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàLenna
Coordinate45°56′28.16″N 9°40′24.28″E / 45.941155°N 9.673412°E45.941155; 9.673412Coordinate: 45°56′28.16″N 9°40′24.28″E / 45.941155°N 9.673412°E45.941155; 9.673412
Lineeferrovia della Valle Brembana
Caratteristiche
TipoStazione in superficie, passante
Stato attualeDismessa
GestoreSocietà Anonima della Ferrovia Elettrica di Valle Brembana
Attivazione1926
Soppressione1966

La stazione di Lenna sorgeva lungo l'ultima tratta realizzata della ferrovia della Valle Brembana, attiva fra il 1926 e il 1966, a servizio dell'omonimo comune. Assunse il nome definitivo nel 1956, allorché la località mutò il nome da San Martino de' Calvi Sud a quest'ultimo.

StoriaModifica

 
Un treno sul caratteristico viadotto di Lenna

La stazione fu aperta nel 1926, al completamento della seconda tratta della ferrovia della Valle Brembana, per essere chiusa nel 1966 insieme all'intera linea[1].

Così come il servizio lungo la linea, le infrastrutture di stazione erano gestite dalla Società Anonima della Ferrovia Elettrica di Valle Brembana (FVB), cui il 15 ottobre 1903 era stato subconcesso l'esercizio da parte della deputazione provinciale[2].

Dopo decenni di intenso utilizzo da parte dei viaggiatori e nonostante l'esistenza di una domanda di traffico merci, l'impianto fu chiuso nel 1966 insieme all'intera linea[1].

Il sedime della stazione venne in seguito riutilizzato quale segmento della Ciclovia Valle Brembana.

Strutture e impiantiModifica

Dotata di binario di raddoppio, la stazione disponeva di un fascio merci dotato di magazzino ed era raccordata con un'impresa che spediva il legname proveniente dall'alta valle[3].

Fra i materiali spediti figuravano inoltre carichi di laterizi prodotti da una fabbrica fondata dall'imprenditore Giuseppe Oberti, attiva fra il 1876 e il 1964, che produceva mattonelle in cemento per pavimentazione e di piastrelle per mosaici commerciate in tutt'Italia; proprio in virtù dell'attivazione della ferrovia l'azienda arrivò ad occupare fino a un centinaio di persone[4].

MovimentoModifica

La stazione costituiva fermata per quasi tutti i servizi viaggiatori a carattere locale svolti dalla FVB sulla propria linea sociale classificati Omnibus e Accelerati.

Il traffico merci era costituito da treni raccoglitori che sostavano nelle diverse località della linea.

NoteModifica

  1. ^ a b G. Leopardi, C. Ferruggia e L. Martinelli, Le ferrovie delle valli bergamasche, op. cit., p. 24.
  2. ^ C. Ferruggia, G. Leopardi e L. Martinelli, La ferrovia della valle Brembana, op. cit., p. 6.
  3. ^ C. Ferruggia, G. Leopardi e L. Martinelli, La ferrovia della valle Brembana, op. cit., p. 7.
  4. ^ Roberto Boffelli e Gabriele Medolago, Lenna e le sue contrade, Comune di Lenna, 2004, pp. 261-262.

BibliografiaModifica

  • Carlo Ferruggia, Giulio Leopardi e Luigi Martinelli, La ferrovia della valle Brembana, in Mondo Ferroviario, n. 64, ottobre 1991, pp. 6-13.
  • Carlo Ferruggia, Giulio Leopardi e Luigi Martinelli, Le ferrovie delle valli bergamasche, in Tutto treno & storia, n. 15, aprile 2006, pp. 22-33.
  • Marco Cacozza, Le ferrovie delle valli bergamasche, in Tutto treno & storia, n. 31, aprile 2014, pp. 10–15.
  • Felice Riceputi, La ferrovia di Valle Brembana, in "Il sogno brembano. Industrializzazione e progresso sociale nella Valle Brembana del primo Novecento", Centro Storico Culturale Valle Brembana, 2006, pp. 13-128.
  • Giulio Leopardi, Carlo Ferruggia, Luigi Martinelli, Treni e tramvie della Bergamasca, Clusone, Editrice Cesare Ferrari, 1988. ISBN non esistente

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