Stefano (figlio di Antifane)

commediografo ateniese della Commedia nuova

Stefano (in greco antico: Στεφάνος, Stephànos; in latino: Stephanus; IV secolo a.C.III secolo a.C.) è stato un drammaturgo greco antico.

BiografiaModifica

Figlio di Antifane, Stefano, secondo le fonti, avrebbe esordito proseguendo la tradizione di famiglia, con il mettere in scena alcune commedie del padre[1]: in questo, si adattò alla tradizione familiare degli autori teatrali, come aveva fatto Euripide jr. con il padre e Ararote con Aristofane.

CommedieModifica

Stefano fu autore della commedia Il Filospartano, di cui ci resta un solo frammento[2] di 5 versi. Si tratta di un dialogo tra uno schiavo, Sosia, ed un altro personaggio non identificato:

«SOSIA: Il re gli ha prestato un villaggio. B: Che stranoǃ Gli ha dato un nuovo tipo di coppa?

S: Macchéǃ Si tratta davvero di un villaggio, vicino Turi.

B: Quando hai detto "prestato", ho subito pensato alle coppe rodie,

Sosia, e a quelle schifezze di coppe efebie.»

(trad. A. D'Andria)

NoteModifica

  1. ^ Anon., De Com., p. 9 Kaibel.
  2. ^ In Ateneo, XI, 469a.

Collegamenti esterniModifica

  • J. M. Edmonds, The Fragments of "Attic Comedy, Leiden, Brill, 1959, pp. 530–531.
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