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Stivali assiani

Gli assiani sono un tipo di stivali divenuti popolari nel XVIII secolo. Nati come calzature militari e usati soprattutto dagli ufficiali, si sono in seguito diffusi anche in ambito civile.[1] Gli assiani hanno un tacco basso e punta semiappuntita che li rende pratici per l'uso a cavallo, in quanto permette di usare facilmente le staffe.[2] Arrivano al ginocchio e tipicamente hanno un fiocco decorativo al termine della cavigliera.

Riferimenti nell'arteModifica

Nella descrizione del fantasma di Jacob Marley in Canto di Natale, Charles Dickens cita i fiocchi dei suoi stivali, indicando che erano in stile assiano. Nel terzo capitolo de La fiera della vanità di William Makepeace Thackeray, in una scena durante le guerre napoleoniche, Joseph Sedley calza degli stivali assiani.

Nell'operetta Patience di Gilbert e Sullivan, il colonnello Calverley canta una canzone sull'uniforme militare, su quanto colpisce allo sguardo e fa colpo sulle donne, nella quale menziona gli stivali assiani. La rima in inglese si basa non sulla pronuncia moderna ma su quella arcaica di Hessian.

(EN) «

When I first put this uniform on,
I said, as I looked in the glass,
"It's one to a million
That any civilian
My figure and form will surpass.
Gold lace has a charm for the fair,
And I've plenty of that, and to spare,
While a lover's professions,
When uttered in Hessians,
Are eloquent everywhere!"
A fact that I counted upon,
When I first put this uniform on!

»
(IT) «

Quando indossai questa uniforme per la prima volta
io dissi, guardandomi allo specchio,
"È uno contro un milione
che qualche civile
possa superare la mia forma e la mia figura.
I lacci d'oro hanno fascino per il giusto,
e io ne sono pieno, e ne ho d'avanzo,
mentre le professioni d'un amante,
quando espresse in assiani,
sono eloquenti ovunque!"
Un fatto sul quale contai,
quando indossai questa uniforme per la prima volta!

»
(Gilbert e Sullivan, When I first put this uniform on (da Patience))

NoteModifica

  1. ^ Fiona McDonald, Shoes and Boots Through History, Gareth Stevens, 30 luglio 2006, ISBN 978-0-8368-6857-9. URL consultato il 26 gennaio 2012.
  2. ^ Chambers's encyclopaedia: a dictionary of universal knowledge, W. & R. Chambers, Limited, 1901, pp. 321–. URL consultato il 27 gennaio 2012.

Voci correlateModifica