I Suhidi, o sovrani della dinastia di Suhis, furono una famiglia di quattro re della città Neo-ittita di Karkemiš, che governarono con il titolo luvio di tarwanis nel X secolo a.C., dopo l'esaurimento, pacifico o violento, della casata dei Grandi Re della Dinastia Arcaica di Karkemiš.

I reModifica

I sovrani della dinastia furono almeno quattro, e regnarono all'incirca tra il 950 e l'890 a.C.[1]

Suhis IModifica

Suhis I (?-950 a.C. ca.) ricoprì la carica di tarwanis sotto il regno dell'ultimo sovrano della Dinastia Arcaica di Karkemiš, Ura-Tarhunzas, cui apparentemente succedette al trono probabilmente in seguito ad un colpo di Stato. È anche possibile che a salire al trono con il titolo di tarwanis sia stato direttamente il figlio Astuwatamanza, giacché non si possiedono iscrizioni reali redatte da Suhis in persona[2].

AstuwatamanzaModifica

Astuwatamanza (?-950 a.C. ca.) succedette al padre Suhis e regnò per un periodo di tempo imprecisato. Fu il primo dei Suhidi a intraprendere operazioni architettoniche nella città[3].

Suhis IIModifica

Suhis II (?-925 a.C. ca.) fu sovrano dopo la morte di Astuwatamanza, di cui probabilmente era figlio. Notizie storiche (Iscrizione di Kelekli) informano che a suo tempo esistevano ancora discendenti della precedente casata, la Dinastia Arcaica di Karkemiš, coi quali il figlio di Suhis, Katuwas, ebbe a combattere in seguito. Suhis fu autore di opere architettoniche nella cittadella Neo-ittita[3].

KatuwasModifica

Katuwas (?-890 a.C. ca.) fu figlio e successore di Suhis II sul trono della città. Egli riferisce di avere combattuto contro una fazione di rivoltosi che definisce nipoti di Ura-Tarhunzas[4]. Fu attivo in guerra e raggiunse con le sue spedizioni la Cilicia, e terminò di edificare la maggior parte delle strutture che della città Neo-ittita ancora di conservano. Nulla si sa della fine del suo regno.

TarwanisModifica

Il titolo tarwanis è la titolatura con cui i membri della dinastia di Suhis regnarono a Karkemiš, e si diffuse anche in molti altri stati Neo-ittiti, come ad esempio Aleppo, o i piccoli regni del Tabal[5]. Il significato e l'etimologia del vocabolo non sono tuttora chiariti, come non del tutto chiaro (al di là di una probabile volontà di rompere con la tradizione dell'Età del Bronzo) è il motivo per cui i nuovi dinasti spesso preferivano questo titolo ad altre titolature tradizionali, come il logogramma luvio REX[1].

NoteModifica

  1. ^ a b Giusfredi, 2010:45-51.
  2. ^ Hawkins, 2000, 78ss.
  3. ^ a b Reallexikon der Assyriologie, s.v. Karkamis
  4. ^ Hawkins, 2000: 78ss.
  5. ^ Giusfredi, 2010:90-97.

BibliografiaModifica

  • John David Hawkins, 2000, Corpus of Hieroglyphic Luwian Inscriptions, Volume I, Inscriptions of the Iron Age, Brill.
  • Federico Giusfredi, 2010, Sources for a Socio-Economic History of the Neo-Hittite States, Universitätsverlag Winter.
  • Reallexikon der Assyriologie, Band VII (s.v. Karkamis), Harrasowitz.