Apri il menu principale

Tavolario era il nome che veniva dato ai tecnici (ingegneri e architetti) che nel regno di Napoli erano incaricati di redigere mappe accurate del territorio colle indicazioni delle strade, dei palazzi e dei proprietari. Essi possono essere considerati i padri del catasto. La competenza dei tavolari in una materia così tecnica era indiscussa. Anche quando subentrò la legislazione napoleonica l'autore di un testo sulle servitù prediali mise in copertina la sua cessata carica di tavolario.[1]

Il gran numero di atti redatti dai tavolari, che si qualificano con tale loro carica, e tuttora reperibili permette anche allo storico contemporaneo di accedere ad un grande numero di notizie.[2]

Erano riuniti in un Collegium tabulariorum e la loro normativa era retta da una serie di prammatiche che disciplinavano la loro elezione, i loro compiti, minacciava sospensioni e ammende.[3]

In altri testi compaiono le suppliche alle autorità.[4]

NoteModifica