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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'emittente televisiva lombarda TeleColor, vedi TeleColor.
Telecolor
Logo dell'emittente
Stato Italia Italia
Lingua Italiano
Tipo generalista
Versioni Telecolor 576i 16:9 (SDTV)
(data di lancio: 23 dicembre 1976)
Telecolor HD[1] 576i 16:9 (SDTV)
(data di lancio: 9 maggio 2018)
Editore Mario Ciancio Sanfilippo
Sito www.telecolor.it
Diffusione
Terrestre
Digitale
Telecolor
Telecolor (Sicilia)
DVB-T - FTA
canale 12 SD
Digitale
Antenna Sicilia Mux 1
Telecolor (Sicilia)
DVB-T - FTA
canale 12 SD
Digitale
Antenna Sicilia Mux 2
Telecolor (Sicilia)
DVB-T - FTA
canale 12 SD

Telecolor, è un'emittente televisiva siciliana dell'azienda Telecolor International TCI S.p.A. di Catania, controllata dalla Domenico Sanfilippo Editore che fa capo all'imprenditore Mario Ciancio Sanfilippo. È la seconda emittente regionale per numero di ascolti con oltre 350.000 contatti medi giornalieri (dati 2009[2]).

Nascita e diffusioneModifica

La società editrice Telecolor International TCI S.p.A. nasce il 20 settembre 1976 nel capoluogo etneo su iniziativa di quattro soci provenienti da Teletna: Carlo Grasso, Mario Traina, Aldo Fede ed Orlando Branca, e maggiore azionista della società è l'imprenditore edile Mario Rendo[3].

Le trasmissioni prendono avvio il 23 dicembre[4], e il nome Telecolor lo si deve al fatto che l'emittente catanese fin dall'inizio va in onda con il sistema televisivo a colori - che allora costituiva una assoluta novità per un'emittente privata - trasmettendo dal canale UHF 47, che sarà la sua prima e definitiva stazione televisiva in modalità analogica alla quale poi, essendosi diffusa su tutto il territorio regionale, si aggiungerà anche la stazione UHF 25.

La redazione giornalistica si compone di giornalisti per gran parte provenienti dall'Espresso sera, tra cui Domenico Tempio che ne diviene il direttore.

Gli studi televisivi vengono allestiti in viale Alcide De Gasperi, vicino al lungomare di Ognina, per poi venir trasferiti nei primi anni ottanta in un nuovo ampio locale in via Francesco Crispi 147. Nel suo monoscopio aveva l'elefante, simbolo di Catania, poi tolto quando l'emittente raggiunge un livello di diffusione regionale.

Già nel 1984 Telecolor è una delle emittenti televisive più seguite della regione, con una media giornaliera di 550.000 spettatori, con un segnale che raggiunge tutte le province della Sicilia (ad eccezione di Palermo e Trapani) e Reggio Calabria[5].

Telecolor 2, Video 3 e Canale 8, e le syndication con i network nazionaliModifica

Nel 1981 nasce la seconda rete dell'emittente Telecolor 2, mentre l'anno successivo ne nasce una terza, Video 3. A queste poi nel 1984 vi si aggiunge anche una quarta rete, Canale 8, omonima oltretutto di altre due emittenti siciliane locali, Canale 8 di Ficarazzi in provincia di Palermo e Canale 8 di Avola in provincia di Siracusa. Telecolor 2 e Canale 8 scompariranno definitivamente alla fine degli anni ottanta e sopravviverà solamente Video 3 insieme alla rete principale.

Parallelamente, Telecolor avvia le syndication con i maggiori network nazionali: GRT (1979), con cui rimase fino alla fine del 1980. Dal 1º gennaio 1981, Telecolor si affiliò con Modulo '81, con la quale rimase legato per un anno, quando di conseguenza iniziò Italia 1 (1982, gruppo Rusconi), Euro TV (1983) ed infine Italia 7, della quale è stata tra le emittenti fondatrici nel 1987.

Il palinsesto di Telecolor Italia 7Modifica

Telecolor nei suoi primi anni di attività ha un palinsesto composto da importanti autoproduzioni e dirette. Tra le trasmissioni dell'epoca più seguite fu la ripresa del Pomofiore, condotto da Gianni Creati, il cui format riprende quello del programma di Enzo Tortora trasmesso su Antenna 3 Lombardia.

Da Telecolor, inoltre, passarono molti popolari conduttori televisivi, come Nunzio Filogamo, Silvio Noto, Gianfranco D'Angelo e Pippo Franco e Gigi Sabani. Altri volti noti che hanno condotto programmi a Telecolor sono Memo Remigi, Michele Del Vecchio e Patrizia Pellegrino[4].

Altri programmi di successo erano Domenica alla grande condotto da Del Vecchio e Sfoglia la margherita, una rubrica a luci rosse che andava in onda ogni domenica notte.

A completare il palinsesto vi erano film, telefilm e cartoni animati e programmi di informazione sportiva: nel 1986 inizia Diretta Stadio, trasmissione che segue in diretta le partite di calcio delle squadre siciliane, inizialmente condotto da Davide Banfo e Guglielmo Troina, e infine da Angelo Micale. Diretta Stadio, tutt'oggi condotta da Micale, è la trasmissione sportiva più longeva dell'emittenza privata siciliana[6].

In quello stesso periodo, il segnale di Telecolor raggiunge pure Palermo, dove viene aperta anche una redazione.

Il sodalizio con Italia 7 si conclude nel 1999, quando la syndication si divide in due e cambiano nome in Europa 7 e 7 Gold. Telecolor decide di non aderire a nessuno dei due gruppi televisivi e preferisce, invece continuare a esporre il logo di Italia 7 fino al 12 gennaio 2009, trasmettendo una programmazione autonoma.

Gli anni novanta e il passaggio di proprietà al Gruppo CiancioModifica

Già dal 1992 la redazione giornalistica di Catania si amplia ulteriormente con l'arrivo dei giornalisti Michela Giuffrida, Nicola Savoca, Katia Scapellato, Walter Rizzo e Daniele Lo Porto. Alla direzione della testata, vi si alternano Vittorio Corona, Crisostomo Lo Presti, Turi Caruso, Carlo Ottaviano e Tano Gullo.

Nel contempo, l'emittente alla cui guida vi era Eugenio Rendo, figlio di Mario[7] passa di proprietà al commerciante di auto Augugliaro.

Il notiziario va in onda in tre edizioni giornaliere, con i nomi Ogginotizie ore 14, Oggisera ed Ogginotte. Tra le produzioni giornalistiche, oltre ai tg vi sono: Buongiorno Sicilia, Villaggio Sicilia, L'Ippogrifo ed inoltre la storica trasmissione di approfondimento medico Medicina & Società.

In quel periodo vi collabora un ancora poco conosciuto Sasà Salvaggio, che conduce il programma satirico di informazione Sgrilla la notizia, e cominciano le registrazioni del programma Playa Bonita, inizialmente condotto da Giancarlo Longo.

Dal 2000, l'emittente è di proprietà del Gruppo Ciancio, facente capo all'editore catanese Mario Ciancio Sanfilippo, che possiede un'altra importante emittente televisiva catanese, Antenna Sicilia, fino ad allora, sua storica e principale concorrente locale e regionale. Ciancio affida la presidenza dell'azienda alla figlia Angela, e chiama come direttore Nino Milazzo, ex vicedirettore del Corriere della Sera che rimase fino al 2006. Gli succederanno Rino Lodato e Michela Giuffrida.

Il passaggio al digitale terrestreModifica

Nel 2008, gli studi televisivi di Telecolor vengono gradualmente spostati in un nuovo edificio sito in viale Odorico da Pordenone 44, attuale sede della società.

Il 12 gennaio 2009 Telecolor rinnova il proprio logo e la grafica. Il telegiornale assume il titolo di PrimaLinea Tg, con tre edizioni giornaliere, una nuova scenografia e una nuova grafica. Nello stesso anno, Telecolor comincia a trasmettere sul digitale terrestre, nel mux dove si trovano anche Antenna Sicilia, Teletna e Video 3.

Dal 1º ottobre 2012, Telecolor è visibile sulla LCN 12 sui mux di Antenna Sicilia (canali UHF 23, 41 e 57)[8].

Dal 2016, insieme ad Antenna Sicilia, adotta l'aspect ratio 16:9 anamorfico.

Controversie e crisi aziendaleModifica

L'acquisizione di Telecolor da parte di Ciancio ha certamente decretato il monopolio assoluto dell'informazione nella città di Catania, nelle sue mani.

La sua gestione di Telecolor è stata oggetto di diversi fatti successi dal 2006: in detto anno, vengono licenziati i giornalisti Alfio Sciacca, Fabio Albanese, Ada Mollica, Nicola Savoca, Katia Scapellato, Walter Rizzo e sette lavoratori del personale tecnico-amministrativo; ufficialmente le motivazioni espresse dall'editore, sono le difficoltà economiche dell'azienda, ma in realtà nel 2004 l'azienda aveva registrato un utile di 2 milioni di euro nel proprio bilancio grazie agli introiti ottenuti dalla cessione delle frequenze di Video 3, e quindi pare che in realtà a causare questi licenziamenti siano stati i dissensi di quei giornalisti con i Ciancio, in merito alla linea editoriale[9].

Sei anni più tardi però, la Corte d'appello di Catania sentenzia l'obbligo di reintegro per i sei giornalisti dell'emittente catanese licenziati senza giusta causa, e al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali[10].

La crisi aziendale sembra però manifestarsi realmente nell'estate 2012 quando a causa delle difficoltà economiche dovute alla diminuzione degli introiti pubblicitari e alle spese sostenute per la digitalizzazione, l'editore attua un piano di ridimensionamento del 50% del personale, che ha causato scioperi e agitazioni da parte dei lavoratori[11].

La crisi si acuisce sempre più nel mese di ottobre, quando proprio a seguito della sentenza in appello del Tribunale di Catania per il reintegro dei sei giornalisti licenziati, che ai Ciancio costa oltre 1 milione di euro, viene a concretizzarsi l'ipotesi della chiusura dell'emittente[12], e la cosa ha portato a nuovi scioperi e agitazioni.

Nel settembre 2014 è iniziata la nuova testata giornalistica sportiva di Telecolor, che ha sostituito le precedenti trasmissioni della stessa Telecolor e della "cugina" Antenna Sicilia fra le quali Corner e Diretta Stadio, ma anche il celebre Sala Stampa. La testata si chiama Sport Sicilia ed è ramificata in varie trasmissioni che vanno in onda attualmente dal venerdì al lunedì in prima serata.

Nel maggio 2015 vengono effettuati altri 17 licenziamenti [13].

NoteModifica

  1. ^ Copia del canale SD.
  2. ^ INDUSTRIA DELLA COMUNICAZIONE IN ITALIA - Fondazione Rosselli (PDF), su culturaincifre.istat.it. URL consultato il 17-10-2012.
  3. ^ G. Dotto, S. Piccinini, Il mucchio selvaggio: la strabiliante, epica, inverosimile ma vera storia della televisione locale in Italia, Mondadori, 2006, p. 57
  4. ^ a b Scelta TV - Aperiodico 2008 n.90 (PDF), su sceltatv.eu. URL consultato il 18-10-2012.
  5. ^ Dal 1976 una grande realtà nel panorama dell'emittenza privata siciliana 550.000 ascoltatori - Il Mondo n. 14, RCS, 1984, p. 120
  6. ^ Il Calcio Catania nei Mass Media - Teleradioe.eu, 16 settembre 2011, su teleradioe.eu. URL consultato il 18-10-2012.
  7. ^ G. Sangiorgi, Piazza del Gesù: la Democrazia cristiana negli anni Ottanta: un diario politico, Mondadori, 2005, p. 384
  8. ^ Telecolor adesso trasmette anche da Valverde - Teleradioe.eu, 2 ottobre 2012, su teleradioe.eu. URL consultato il 18-10-2012.
  9. ^ Mario Ciancio smantella Telecolor - Girodivite.it, 2 marzo 2006, su girodivite.it. URL consultato il 18-10-2012.
  10. ^ Condannato il gruppo Ciancio. Reintegro per sei giornalisti- Livesicilia.it, 25 settembre 2012, su livesicilia.it. URL consultato il 18-10-2012.
  11. ^ Telecolor, crisi del mercato televisivo- Palermoreport.it, 27 agosto 2012, su palermoreport.it. URL consultato il 18-10-2012.
  12. ^ Antenna Sicilia: storia di una crisi - Tg3.rai.it, 14 ottobre 2012, su tg3.rai.it. URL consultato il 17-10-2012.
  13. ^ http://www.assostampasicilia.it/lista-topnews/373-istanza-di-fallimento-ed-esposto-alla-procura-di-catania-per-gli-amministratori-di-telecolor.html

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica