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Tiburzio de Fiechis

organaro italiano

BiografiaModifica

Organaro itinerante originario di Asti, ma attivo a Genova tra il 1503 e il 1506. Il 23 gennaio 1504 stipulava un contratto per la costruzione di un organo di 10 piedi e 6 registri (presumibilmente Principale, VIII, XV, XIX, XXII e Flauto in XV) per la Chiesa di San Domenico, al prezzo di 225 ducati d'oro, più l'organo vecchio desfactum cum omnibus suis fulcimentis. Il prezzo era comprensivo della cassa, con esclusione però della tela, delle ante dipinte e della doratura. La cassa avrebbe dovuto essere simile a quella della Cattedrale di San Lorenzo.

Quattro mesi dopo, il 21 maggio 1504, si impegnava con i massari della Basilica di Santa Maria delle Vigne a rifare il somiere[1] secondo l'uso moderno, la tastiera, la canna maggiore e anche gli organetti morti. Si trattava probabilmente di un intervento di trasformazione di un Blockwerk[2] medievale, adeguato all'uso moderno. Il compenso pattuito era di 45 ducati, con la condizione di eseguire il lavoro entro settembre.

OpereModifica

NoteModifica

  1. ^ Struttura che fornisce aria alle canne.
  2. ^ Antico organo privo di registri, nel quale tutte le canne suonavano insieme contemporaneamente.

BibliografiaModifica

  • Maurizio Tarrini, Organari del Rinascimento in Liguria: II - Tiburzio De Fiechis da Asti, XXXVII, 2004, pp. 196-185.

Voci correlateModifica