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Tirggel
Migros-Tirggel quadratisch.jpg
Origini
Altri nomiZüri-Tirggel
Luogo d'origineSvizzera Svizzera
RegioneCanton Zurigo
Dettagli
Categoriadolce
Ingredienti principalimiele, spezie
 
Esempi di Tirggel
Produzione industriale di Tirggel

I Züri-Tirggel o semplicemente Tirggel sono dei biscotti tipici del Canton Zurigo, in Svizzera, a base di miele e spezie[1][2], che si caratterizzano per il fatto di essere decorati da varie figure e che erano originariamente consumati in occasione di festività[1] (in particolare, in occasione delle festività natalizie[3])[4].

Indice

Origine del nomeModifica

Tirggel o Türggeli o Dirggel era un nome con cui si indicavano piccoli biscotti di vario genere, forniti di decorazioni.[1]

StoriaModifica

Le origini di questo biscotto risalgono al XV secolo.[1]

In origine, secondo le credenze popolari, questi biscotti veniva usati per guarire dalle malattie.[1] Nel 1460, una donna della zona di Zurigo fu murata viva dopo aver confessato di aver spezzato uno di questi biscotti.[1]

Tra il XV e il XVI secolo, il Tirggel era considerato un bene di lusso, in quanto il suo prezzo era piuttosto alto.[1]

Fino al 1840, il diritto di produrre Tirggel era concesso soltanto ai pasticceri della città di Zurigo.[1] Con l'avvento del libero commercio, però, poterono produrlo anche i pasticceri delle aree periferiche.[1]

Con la diffusione della produzione, anche i soggetti raffigurati nei Tirggel iniziarono ad essere i più svariati.[1]

Ingredienti (80 porzioni)Modifica

Per preparare i Tirggel, occorrono i seguenti ingredienti[2]:

  • 800 g di farina
  • 800 g di miele
  • 30 g di zenzero
  • 30 g di cannella
  • 5 g di chiodi di garofano
  • 5 g di noce moscata
  • acqua di rose
  • pimento

PreparazioneModifica

La cottura dura 2 minuti.[2]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j Tirggel su Kulinarisches Erbe
  2. ^ a b c Tirggel su Das Kochrezept
  3. ^ cfr. Bowler, Gerry, Dizionario universale del Natale (The World Encyclopedia of Christmas), ed. italiana a cura di C. Corvino ed E. Petoia, Newton & Compton, Roma, 2003, p. 328
  4. ^ (EN) Alan Davidson, The Oxford Companion to Food, OUP Oxford, 2014, p. 461, ISBN 978-0-19-104072-6.

Voci correlateModifica

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