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Tre pezzi facili
CompositoreIgor' Fëdorovič Stravinskij
Epoca di composizione1914-1915
Prima esecuzione22 aprile 1918
PubblicazioneA. Henn, Ginevra, 1917
DedicaAlfredo Casella, Eric Satie, Djaghilev
Durata media3 minuti
Organicopianoforte
Movimenti
Marche, Valse, Polka

I Tre pezzi facili per pianoforte a quattro mani sono una serie di tre brani scritti da Igor' Fëdorovič Stravinskij fra il 1914 e il 1915.

StoriaModifica

Nell'inverno fra il 1914 e il 1915 Stravinskij si era trasferito a Clarens dove aveva subaffittato una casetta dall'amico Ernest Ansermet. Mentre lavorava a Les Noces, si dilettò a comporre alcuni pezzi per pianoforte a quattro mani con lo scopo di far esercitare i suoi figli su questo strumento; infatti i brani sono scritti con la seconda parte facilitata[1]. Il primo pezzo scritto fu la Polka, completato a Clarens il 15 novembre 1914; quattro settimane più tardi terminò la Marche e a Château-d'Œx in montagna, dove il musicista soggiornò con la famiglia per due mesi, terminò il terzo brano, Valse, il 6 marzo 1915. Questa vacanza fu interrotta da un periodo trascorso a Roma su richiesta di Djagilev che attraversava un periodo difficile e aveva bisogno dell'appoggio e dei consigli dell'amico. Stravinskij portò con sé i tre pezzi da poco composti; egli aveva deciso di dedicare il primo a Alfredo Casella, il secondo a Eric Satie e la Polka allo stesso Djagilev. Quando fu a casa dell'amico si mise con lui al pianoforte per suonare i tre pezzi affidandogli la parte più facile. Arrivati alla Polka Stravinskij gli confidò di averla scritta immaginandolo con frac, tuba e un frustino in mano come se fosse un direttore di circo che faceva lavorare un cavallo. Djagilev sulle prime rimase un po' sconcertato, poi capì l'ìronia della cosa e finirono col ridere di gusto tutti e due[1].

La prima esecuzione pubblica dei tre pezzi avvenne a Losanna il 22 aprile 1918 alla Sala del Conservatorio eseguiti da Nino Rossi e Ernest Ansermet.

AnalisiModifica

I Tre pezzi facili sono così definiti in quanto la seconda parte, che esegue la parte del basso, è suonata a due mani su motivi semplicissimi che vengono ripetuti da cima a fondo; nella Marche si tratta di un basso ostinato, nella Valse viene eseguito il tradizionale accompagnamento in tre tempi e nella Polka è soltanto un banalissimo susseguirsi di quattro crome[2]. La parte principale ha il carico di tutta la difficoltà di esecuzione.
Questi Tre pezzi si possono definire una farsa musicale e sottolineano un aspetto della personalità di Stravinskij meno conosciuto, quello ironico[3]. Il compositore sembra prendersi gioco dei più vieti clichés della musica ottocentesca, unendo, come aveva già fatto in certi brani di Petruška, a una cera rigidità di scrittura una visione deformata di tipologie musicali largamente note, a cui aggiunge volutamente piccole stonature e distorsioni tonali[4].

Ulteriori versioniModifica

Stravinskij realizzò in seguito una serie di arrangiamenti dei tre pezzi. La prima trascrizione del 1915 fu una versione de la Valse per sette strumenti solisti e una della Marche per otto solisti. Seguì poi un adattamento della Polka per cimbalom e piccolo complesso strumentale. Nel 1921 fece una trascrizione dei tre brani, a cui aggiunse il Galop tratto dai Cinque pezzi facili, in una Suite per orchestra da camera con pianoforte[5].

NoteModifica

  1. ^ a b Igor Stravinskij, Chroniques de ma vie, Parigi 1935 Édition Danoël, (trad. italiana di Alberto Mantelli, Feltrinelli, Milano, 1979).
  2. ^ Roman Vlad, Strawinsky, Torino, Einaudi, 1958, p. 80.
  3. ^ Robert Siohan, Stravinsky, Parigi, Editions du Seuil, 1959, p. 66.
  4. ^ Roman Vlad, Strawinsky, Torino, Einaudi, 1958, p. 81.
  5. ^ Roman Vlad, Strawinsky, Torino, Einaudi, 1958, p. 85.
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