Vaffanculo

espressione offensiva del registro colloquiale basso
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Vaffanculo (anche abbreviato in vaffa e fanculo) è un'espressione offensiva del registro colloquiale basso in lingua italiana che esprime rivolta o insofferenza verso qualcuno che dà fastidio o non si sopporta. Il termine sarebbe una contrazione dell'espressione volgare va 'ffa 'nculo o vai a fare in culo, con cui si invita terzi ad avere un rapporto anale.

StoriaModifica

Il termine è stato utilizzato per iscritto per la prima volta da Aldo Palazzeschi nel suo Roma (1953) che riporta:[1]

«La signora Sequi s'alzò dal divano sul quale sedeva lui, con gli occhi sbarrati e le mani sui fianchi gridò: «Va a ffanculo».»

L'espressione ha subito diverse variazioni e contrazioni mentre, per pudore linguistico, il termine è stato riportato con le vocali sostituite a degli asterischi.[1]

Secondo la sentenza 27966 emessa dalla Corte di cassazione italiana nel 2007, l'uso dell'espressione verso qualcuno non necessariamente integra la fattispecie di ingiuria.[2]

NoteModifica

  1. ^ a b Stefano Bartezzaghi, Come dire, Mondadori, 2011, "18 - Mamma non dire le parolacce - Come correggere la volgarità dei giovanilisti di oggi".
  2. ^ (EN) Vaffa... non è più un'ingiuria la Cassazione: è nel linguaggio comune, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 7 febbraio 2019.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

  • vaffanculo!, su treccani.it. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  • vaffanculo, su garzantilinguistica.it. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  • (EN) vaffanculo, su urbandictionary.com. URL consultato il 7 febbraio 2019.
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