You Still Touch Me

You Still Touch Me
ArtistaSting
Tipo albumSingolo
Pubblicazioneaprile 1996
Durata3:46 (versione album)
3:17 (versione singolo)
Album di provenienzaMercury Falling
GenerePop rock
Soul
Fusion
EtichettaA&M
ProduttoreHugh Padgham, Sting
Registrazione1995
FormatiCD, digipack, vinile
Sting - cronologia
Singolo successivo
I Was Brought To My Senses
(1996)

You Still Touch Me è una canzone di Sting, estratta come secondo singolo dal suo quinto album solista, Mercury Falling del 1996.

La canzone è fortemente ispirata alle atmosfere soul tipiche della musica del duo Sam & Dave.[1] Sting l'ha descritta come "una tipica canzone di amore e smarrimento".[1]

Il pezzo è stato presentato in diretta televisiva al Saturday Night Live assieme al singolo precedente Let Your Soul Be Your Pilot.[1]

Il lato B del singolo, Lullaby for an Anxious Child, sarà reinterpretato da Sting per l'inserimento nell'album di musica tradizionale If on a Winter's Night... nel 2009.

TracceModifica

CD
  1. You Still Touch me (versione singolo) – 3:17
  2. Lullaby for an Anxious Child – 2:50
  3. Beneath A Desert Moon – 4:28
  4. Sister Moon (Hani Commissioned Club Mix) – 7:54
Digipack
  1. You Still Touch me (versione singolo) – 3:17
  2. Lullaby for an Anxious Child – 2:50
  3. Beneath A Desert Moon – 4:28
  4. You Still Touch Me (versione album) – 3:46
Vinile
  1. You Still Touch me – 3:46
  2. Lullaby for an Anxious Child – 2:50
  3. The Pirate's Bride – 5:04
  4. Twenty Five To Midnight – 4:09

ClassificheModifica

Classifica (1996) Posizione
massima
Canada[2] 7
Regno Unito[3] 27
Stati Uniti[4] 60
Stati Uniti (adult contemporary)[5] 19
Stati Uniti (adult top 40)[6] 21

NoteModifica

  1. ^ a b c Songfacts: You Still Touch Me by Sting
  2. ^ (EN) Top Singles - Volume 63, No. 21: Jul 08, 1996, su bac-lac.gc.ca. URL consultato il 12 dicembre 2014.
  3. ^ David Roberts, British Hit Singles & Albums, 19ª ed., Londra, Guinness World Records Limited, 2006, ISBN 1-904994-10-5.
  4. ^ Allmusic.com
  5. ^ (EN) Sting – Chart History: Billboard 200, Billboard, su billboard.com, Billboard. URL consultato il 20 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 2 gennaio 2015).
  6. ^ (EN) Sting – Chart History: Billboard 200, Billboard, su billboard.com, Billboard. URL consultato il 20 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 2 gennaio 2015).

Collegamenti esterniModifica

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