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Il frammento 7Q5

7Q5 è un frammento di un rotolo di papiro rinvenuto in una grotta di Qumran, in Cisgiordania ("7Q5" sta per "grotta 7, Qumran, frammento 5"), e facente parte della collezione dei cosiddetti manoscritti del Mar Morto, che contengono opere della biblioteca della comunità religiosa degli Esseni. Il frammento 7Q5 misura circa 39x27 mm e presenta su di un unico lato un testo in lingua greca, di cui sono visibili una decina di lettere, non tutte chiaramente identificabili, disposte su quattro righe; in base all'analisi paleografica, questo frammento fu scritto tra il 50 a.C. e il 50 d.C.

Indice

La scoperta a QumranModifica

 
Grotte a Qumran.

Qumran era una località sulla riva occidentale del Mar Morto, nell'attuale Cisgiordania, vicino alle rovine di Gerico e a sud-est di Gerusalemme. Il sito costruito tra il 150 a.C. e il 130 a.C. era abitato da una comunità di esseni dediti alla lettura e scrittura dei Testi sacri. Nell 66 d.C., quando Tito Flavio Vespasiano assediò Gerusalemme, quegli esseni sigillarono in vasi di terracotta la loro letteratura sacra manoscritta e la nascosero nelle diverse grotte che circondavano il luogo in cui vivevano, affinché non cadesse nelle mani dei pagani romani. Nel 1947 un pastore arabo inseguendo una pecora del suo gregge entrò in una di quelle grotte deposito di manoscritti scoprendone uno dei tanti vasi. Le spedizioni che seguirono questo ritrovamento, portarono alla scoperta di undici grotte in cui erano depositati vasi ricolmi di manoscritti. Nel 1955, nella grotta n.7, gli archeologi recuperarano 19 frammenti di papiro scritti in greco.[1] Fra gli altri reperti fu trovato anche un frammento di quello registrato col numero progressivo 5 che misurava 3,9 per 2,7 centimetri per un totale di sole 20 lettere disposte su 5 righe e nominato 7Q5.[2]

L'ipotesi di O'CallaghanModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ipotesi O'Callaghan.

La celebrità di questo frammento è legata all'ipotesi, formulata nel 1972 dal papirologo gesuita spagnolo José O'Callaghan e riproposta negli anni ottanta dallo studioso tedesco Carsten Peter Thiede, che il testo visibile sul frammento 7Q5 sia parte del Vangelo secondo Marco, precisamente dei versetti 6,52-53, cosa che farebbe di 7Q5 il più antico manoscritto dei vangeli conservatosi, scritto al massimo 20 anni dopo la Crocifissione di Gesù.[3] La proposta di identificazione avanzata O'Callaghan, che ha incontrato tuttavia lo scetticismo del mondo accademico[4][5][6][7], è la seguente:

Vangelo secondo Marco, 6,52-54
[ου γαρ]
[συνηκαν] ε[πι τοις αρτοις],
[αλλ ην α]υτων η[ καρδια πεπωρω-]
[μεν]η. και δι[απερασαντες]
[ηλθον εις γε]ννησ[αρετ και]
[προσωρμισ]θησα[ν. και εξελ-]
[θοντων αυτων εκ του πλοιου ευθυς]
[επιγνοντες αυτον.]
Traduzione CEI
perché non avevano
compreso il fatto dei pani:
il loro cuore era indurito.
Compiuta la traversata fino a terra,
giunsero a Gennèsaret e approdarono.
Scesi dalla barca,
la gente subito lo riconobbe;

I sostenitori dello studio del papirologo, archeologo e studioso della Bibbia, Padre O'Callaghan, fanno notare che ci furono diversi metodi scientifici che comprovavano l'identificazione del frammento di papiro con il Vangelo di Marco 6:52-53, non ultimo il computer con un programma dedicato: "Ibikus". «Il gruppo testuale del 7Q5 messo a confronto con tutta la letteratura greca dell'epoca [ come ] unico responso che (il computer) ha continuato a dare è stato: Marco 6: 52-53»[8]

Lo studio condotto da padre O'Callaghan e supportato da Carsten Thiede, è rilevante perché, se fosse vero che il papiro 7Q5 è stato scritto verso il 50 d.C., sposterebbe la datazione del Vangelo secondo Marco prima della distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 d.C., e quindi dai quarant'anni dopo la morte di Gesù a circa venti, ragion per cui anche «la possibilità di trasformazione delle fonti si ridurrebbe sensibilmente. Considerato poi che il testo di Marco contenuto nel frammento è un brano di transizione, ossia di colui che pose mano alla stesura definitiva del Vangelo, si potrebbe pensare che il rotolo a cui apparteneva 7Q5 fosse solo una copia di quello originale. E che, quindi, vi fossero in circolazione versioni più antiche, risalenti perfino al 40 d.C.» [9]

La papirologa prof.ssa Orsolina Montevecchi, «uno dei più famosi studiosi in materia e presidente onorario dell'Associazione internazionale dei papirologi»[10] d'altronde affermò: «Come papirologa posso dire che la identificazione del 7Q5 fatta dal Padre O'Callaghan mi sembra sicura. Le cinque righe ancora visibili sul frammento corrispondono a Marco 6: 52, 53. È estremamente improbabile la corrispondenza con un altro testo»[11][12].

Il biblista e teologo prof. Enrico Rodolfo Galbiati ha affermato che «le opposizioni a O'Callaghan sono preconcette. O'Callaghan ha ragione non solo per le argomentazioni scientifiche che adduce, ma anche per la controprova matematica, per il calcolo delle probabilità. La successione e la posizione delle lettere del 7Q5 corrispondono con tanta precisione al Vangelo di Marco che è estremamente improbabile che siano frutto del caso»[8].

Il Prof. Hunger, docente dell'Università di Vienna e già direttore della collezione di papiri della stessa, ha affermato: "Dal punto di vista papirologico è un'attribuzione autentica. Io sono convinto che si tratta di Mc 6,52-53. Non ho obiezioni da fare"[13]. Ed ancora Joan Maria Vernet afferma "Lo studio ed il metodo scientifico di O'Callaghan e di altri autori favorevoli all'identificazione del 7Q5 con Mc 6, 52-53 sono corretti, seri e scientifici"[14].

Altre ipotesiModifica

Il dibattito sulle possibili identificazioni di 7Q5 con altri scritti ha portato nel tempo alla proposta di diverse altre soluzioni. Di particolare credito gode l'ipotesi che il testo pervenutoci sia un frammento del libro apocrifo di Enoch[15], ma è stata proposta anche una identificazione con il Libro di Zaccaria 7,4-5[16]. Il problema non è in ogni caso di facile soluzione, poiché il frammento è molto piccolo e contiene così poche lettere da potersi comunque prestare a molteplici interpretazioni[17].

ConclusioneModifica

Nel 2007 Thomas J. Kraus ha pubblicato un'approfondita rassegna dei principali studi su 7Q5[18] in cui giunge a questa conclusione: "All'inizio di questo paragrafo è stato menzionato che dato il carattere ipotetico di tutte le proposte e le possibilità, dopo aver pesato i loro pro e contro, esse devono essere considerate allo stesso livello per una successiva discussione; e questo è il massimo che si può affermare affrontando questo o qualsiasi altro frammento paragonabile proveniente da Qumran e altrove."[19]

NoteModifica

  1. ^ Nella grotta n.1 era stato scoperto il noto rotolo del profeta Isaia in lingua ebraica
  2. ^ La storicità dei vangeli, una guerra vinta!, di Massimo Astrua, pag.22-24
  3. ^ O'Callaghan.
  4. ^ «Il manoscritto di Qumran 7Q5 [...] è indicato come se contenesse un frammento di Marco: fu ovviamente O'Callaghan che pronunciò quella controversa — e ora quasi universalmente rigettata - identificazione di questo testo del Mar Morto come un pezzo del Nuovo Testamento.«K. K. Elliot (2004), "Book Notes", Novum Testamentum, Volume 45, Number 2, 2003, p. 203; Gundry (1999), p. 698; Graham Stanton, Jesus and Gospel, Cambridge University Press, 2004, ISBN 0-521-00802-6, p. 203; Joseph A. Fitzmyer, The Dead Sea scrolls and Christian origins, Wm. B. Eerdmans Publishing, 2000, ISBN 0-8028-4650-5, p. 25 (si veda la nota 24 per altra bibliografia critica delle posizioni di O'Callagan e Thiede)
  5. ^ Joseph A. Fitzmyer, Qumran, Queriniana, Brescia, 1994, pp. 37-38
  6. ^ Gabriele Boccaccini, Oltre l'ipotesi essenica, Morcelliana, Brescia, 2003, pp. 232-233
  7. ^ James H. Charlesworth, Gesù nel giudaismo del suo tempo, Claudiana, Torino, 1998, p. 82
  8. ^ a b La storicità dei Vangeli una guerra vinta di Massimo Astrua, Mimep-Docete, Pessano con Bornago 2009, ISBN 978-88-8424-170-2
  9. ^ Il libro segreto di Gesù di Simone Venturini, pag. 26, Newton Compton editori, Roma 2011
  10. ^ Il libro segreto di Gesù di Simone Venturini, pag. 29, Newton Compton editori, Roma 2011
  11. ^ Vangelo e storicità di Alberto Stefano, Bur, Milano 2002 pagina 211-212
  12. ^ 30 Giorni, luglio-agosto 1994 pag. 75 - 77
  13. ^ A. Socci, La guerra contro Gesù, p. 379, Rizzoli, 2011
  14. ^ A. Socci, op.cit. pag. 400
  15. ^ Craig A. Evans, Holman QuickSource Guide to the Dead Sea Scrolls, 2010
  16. ^ Ipotesi questa proposta nel 1992 da Vittoria Spottorno, cfr. Bible Review, Volumi 18-19, Biblical Archaeology Society, 2002.
  17. ^ Joseph A. Fitzmyer, The Dead Sea scrolls and Christian origins, Wm. B. Eerdmans Publishing, 2000
  18. ^ "7Q5—Status Quaestionis and Fundamental Remarks to Qualify the Discussion of the Papyrus Fragment", Capitolo 13 del suo libro Ad Fontes. Original Manuscripts and Their Significance for Studying Early Christianity — Selected Essays. Leiden, Brill, 2007, pp. 231-254, con un'ampia bibliografia, pp. 254-269 (si tratta di una versione riveduta ed aggiornata di "7Q5: Status quaestionis und grundlegende Anmerkungen zur Relativierung der Diskussion um das Papyrusfragment, Revue de Qumran 74, 1999, pp. 239–258).
  19. ^ "At the beginning of this paragraph it was mentioned that the hypothetical character of all proposals and possibilities that, after weighing their pros and cons, must be regarded as being on the same level for a subsequent discussion; and this is considered as the maxim for dealing with this or any comparable fragment from Qumran and elsewhere." p. 249.

BibliografiaModifica

  • Marie C. Ceruti-Cendrier, I vangeli sono dei reportages. Anche se a qualcuno non va, Mimep Docete Editrice, Pessano con Bornago 2009, ISBN 9788884241597
  • Massimo Astrua, La storicità dei Vangeli una guerra vinta, Mimap-Docete Editore, Pessano con Bornago 2009, ISBN 978-88-8424-170-2
  • Carsten Peter Thiede, The Earliest Gospel Manuscript?: the Qumran Papyrus 7Q5 and its Significance for New Testament Studies, Exeter, Paternoster Press, 1992, ISBN 0-85364-507-8.
  • Stefan Enste, Kein Markustext in Qumran. Eine Untersuchung der These: Qumran-Fragment 7Q5 = Mk 6,52-53, Freiburg/Göttingen 2000 (NTOA 45).
  • Robert H. Gundry, No NU in Line 2 of 7Q5: A Final Disidentification of 7Q5 With Mark 6:52-53, Journal of Biblical Literature, volume 118, pagine 698–707, dicembre 1999, n 4 doc.10.2307/3268112
  • Vito Sibilio, La datazione dei Vangeli. Una messa a punto della situazione, in Christianitas. Rivista di storia cultura e pensiero del Cristianesimo I/1 2013 gennaio pp. 15–29 http://www.christianitas.it/n.1-incipit-indice.pdf
  • José O'Callaghan, "¿Papirios neotestamentarios en la cueva 7 de Qumran?", Biblica 53 (1972), Roma. pp. 91–100.
  • Simone Venturini, Il libro segreto di Gesù, Newton Compton editori, Roma 2011, ISBN 978-88-541-4346-3

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