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BiografiaModifica

 
Un libero acquarello

Figlio di un ingegnere civile navale, studiò sotto la guida di Anne-Louis Girodet-Trioson e Louis Lafitte (1770-1828).[1][2]

Nel 1822 incominciò le sue esposizioni al Salon di Parigi dove ottenne, come il fratello Eugène (1800-1857), un grande successo, stimolando la nascita e la diffusione del Romanticismo. Nell'atelier dei due fratelli si riunirono numerosi letterati ed artisti di fama, da Victor Hugo a Sainte-Beuve che formarono il nucleo di base del Romanticismo.[1]

 
Piccoli e innocenti giochi

Differentemente dal fratello Eugène, dallo stile ridondante ed enfatico, Achille si dedicò soprattutto alla litografia, ritraendo tutta una serie di personaggi, soprattutto femminili, immortalati nelle mode peculiari contemporanee,[3][2] oltre che di eventi del suo tempo che costituirono una sorta di album storico del movimento e dell'era romantica.[4]

Tra i personaggi ritratti si annoverano Alexandre Dumas, Sir Walter Scott, David, Alfred de Musset, Sainte-Beuve, Honoré de Balzac, Victor Hugo, Marie Dorval, Alphonse de Lamartine, Alfred de Vigny e Franz Liszt.[3] Fu anche rinomato illustratore di numerose opere di scrittori, tra i quali, Racine, Molière, Rabelais.[3]

 
Honoré de Balzac, c. 1820

Per i disegni utilizzò anche la tecnica dell'acquerello.[3]

Nel 1849 Devéria ricevette la nomina di conservatore del Gabinetto delle Stampe al Louvre e di direttore della Biblioteca nazionale e di curatore del dipartimento di Egittologia al Museo del Louvre e per un breve periodo abbandonò l'attività artistica a causa dei numerosi impegni.[1][2]

Negli anni successivi, insegnò le tecniche litografiche e pittoriche al figlio Théodule, e insieme lavorarono fino alla morte di Achille Devéria.

Devéria soggiornò gli ultimi anni in Egitto, dove era impegnato a raccogliere immagini e manoscritti.

I lavori di Devéria sono visibili al Louvre al Fine Arts Museums di San Francisco, al J. Paul Getty Museum, al Norton Simon Museum, e all'Università di Liegi.[5]

NoteModifica

  1. ^ a b c le muse, IV, Novara, De Agostini, 1964, p. 176.
  2. ^ a b c (FR) Achille Devéria, su la-fontaine-ch-thierry.net. URL consultato il 28 luglio 2018.
  3. ^ a b c d Achille Deveria nell’Enciclopedia Treccani, treccani.it. URL consultato il 28 febbraio 2015.
  4. ^ (FR) Achille Devéria, su larousse.fr. URL consultato il 28 luglio 2018.
  5. ^ (EN) Portrait of a young lady, probably Cécile Devéria, su getty.edu. URL consultato il 28 luglio 2018.

BibliografiaModifica

  • (EN) Achille Devéria - Print Collection, Wake Forest University - Department of Art - Print Collection, 2005.
  • (EN) Achille and Théodule Devéria, Getty Museum, 2005 (archiviato dall'url originale l'11 febbraio 2005).
  • (EN) Stephen Bann, Achille Deveria and French Illustration in the Romantic Period, in Print Quarterly, XXIX, nº 3, 2012, pp. 288–299.
  • (FR) Maximilien Gauthier, Achille et Eugène Devéria, Parigi, H. Floury, 1925.
  • (FR) Laure Beaumont-Maillet, Achille Devéria, in Achille Devéria, témoin du romantisme parisien (Parigi, département des Estampes et de la Photographie de la Bibliothèque nationale de France), 1985.

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Controllo di autoritàVIAF (EN9845516 · ISNI (EN0000 0000 8355 7146 · LCCN (ENnr87000853 · GND (DE116088451 · BNF (FRcb118999753 (data) · ULAN (EN500008053 · CERL cnp00385048 · WorldCat Identities (ENnr87-000853