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Al-Mujādala (in arabo: المجادلة‎ «La Disputante») è la 58ª Sūra del Corano rivelata dopo il 5 H. (627), probabilmente dopo l'Accordo di al-Hudaybiyya tra Maometto e i pagani coreisciti di Mecca.[1]

ContenutoModifica

Il primo versetto si riferisce quasi certamente alla circostanza che avrebbe visto una donna medinese ripudiata con la formula cosiddetta ẓihār, con la quale il marito pronunciava consecutivamente, e senza rispetto dei tre previsti periodi di "ritiro intermestruale" (ʿidda), la formula di ripudio, contravvenendo così alla cautela voluta dalla sharīʿa di evitare qualsiasi dubbio circa un'eventuale paternità, qualora la ripudiata si fosse immediatamente risposata con un altro uomo.

Maometto accolse il reclamo della donna, chiarendo che l'Islam non riconosceva valida e operante la triplice consecutiva pronuncia della formula di ripudio, che doveva semmai essere pronunciata dopo acconcia riflessione e non sotto l'impeto dell'ira. . . . (segue)

TestoModifica

AraboModifica

TraslitterazioneModifica

ItalianoModifica

  1. Iddio ha ascoltato le parole di colei che disputava con te del suo sposo e se ne lagnava presso Dio. Iddio infatti ascolta il vostro conversare, Poiché Iddio è ascoltante veggente.
  2. Quelli di tra voi che ripudiano le mogli loro dicendo: "Sii per me come il dorso di mia madre!" sappiano che esse non solo le loro madri, e che le loro madri son solo quelle che li hanno generati, ed essi così facendo profferiscono abominio e falsità: Iddio è però perdonatore, indulgente.
  3. . . . (segue)

NoteModifica

  1. ^ Il Corano, Firenze, Sansoni, 1961, p. 661

BibliografiaModifica

Nel testo.

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