Alberto Tedeschi

giornalista, editore e traduttore italiano

Alberto Tedeschi (Bologna, 1908Milano, 16 maggio 1979[1]) è stato un giornalista, editore, traduttore e scrittore italiano, primo direttore del Giallo Mondadori.

BiografiaModifica

Manifestò fin dall'età giovanile attitudine per le lingue straniere e la letteratura. Nel 1930 fondò una propria casa editrice (ATEM, acronimo di Alberto Tedeschi Editore Milano), che chiuse tuttavia dopo un solo anno di attività. La qualità delle sue traduzioni delle opere di P. G. Wodehouse attirò l'attenzione della casa editrice Mondadori, la quale nel 1933 gli affidò la direzione della collana "I Giali Economici Mondadori" di cui Tedeschi curò, oltre che la selezione, la traduzione di parecchie delle opere pubblicate. Nel dopoguerra diresse la collana "I Libri Gialli-Nuova Serie, poi Il Giallo Mondadori" quasi ininterrottamente fino alla sua morte, avvenuta nel 1979.

Con la promulgazione delle leggi razziali (1938), Tedeschi, di religione ebraica, aggiunse al cognome paterno (Tedeschi) quello materno (Borio). Nel 1941, chiuse le collane gialle di Mondadori, Tedeschi assunse la direzione editoriale della casa editrice Garzanti. Nel 1949, con la ripresa della collana "Gialli Mondadori", ritornò alla Mondadori. Nel 1960 fu il primo direttore della collana di libri di spionaggio Segretissimo, fino al N. 171 del Marzo 1967.

Oltre all'opera di traduttore, nel 1935 Tedeschi pubblicò un romanzo storico (Washington e l'indipendenza degli Stati Uniti) con l'editore Barion di Sesto San Giovanni.

Nel 1979, poco prima della sua morte, gli fu assegnato il prestigioso "Raven Award" dall'associazione Mystery Writers of America. Nel 1980 è stato istituito in suo onore il "Premio Tedeschi" destinato agli autori italiani di romanzi gialli inediti.

TraduzioniModifica

NoteModifica

  1. ^ Alfredo Barberis, Morto a 70 anni Alberto Tedeschi - Inventò le collane del <<giallo>>, in Corriere della Sera, 17 maggio 1979, p. 9.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN58147129 · ISNI (EN0000 0001 1765 2265 · SBN CFIV007561 · LCCN (ENn87904394 · J9U (ENHE987007604714705171 · WorldCat Identities (ENlccn-n87904394
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