Alfred Herrhausen

banchiere tedesco

Alfred Herrhausen (Essen, 30 gennaio 1930Bad Homburg vor der Höhe, 30 novembre 1989) è stato un banchiere tedesco, a capo di Deutsche Bank, della quale era membro del board sin dal 1971. Perì in un attacco dinamitardo attuato da attentatori professionisti nel 1989, attribuito alla Rote Armee Fraktion.

BiografiaModifica

Figlio di un ingegnere minerario, con un dottorato di ricerca in finanza conseguito nel 1955 all'università di Colonia mentre già lavorava alla Ruhrgas, Herrhausen era entrato, all'inizio del 1956, nella Vew, una delle principali aziende elettriche ed energetiche tedesche.[1] Nel 1970 avvenne il suo ingresso alla Deutsche Bank con la qualifica di vice consigliere d'amministrazione.

Herrhausen si era distinto per la richiesta pronunciata all'assemblea del Fondo monetario internazionale e anche alla Banca Mondiale per la riduzione dei debiti del Terzo Mondo.

Fu inoltre membro del consiglio direttivo del gruppo Bilderberg.

Pochi giorni prima di morire, aveva scritto un articolo su Wall Street Journal in cui esponeva la sua "Ostpolitik" economica, ovvero la visione di una politica e di una Deutsche Bank attivi in uno sviluppo equilibrato dell'est e dell'ovest della Germania, all'indomani della riunificazione, e aperta ai rapporti con Mosca.[2] Herrhausen era stretto consigliere del cancelliere Kohl.

Il 4 dicembre 1989 avrebbe dovuto essere a New York dove avrebbe sostenuto, davanti all'establishment finanziario, la fondazione di una banca per lo sviluppo con sede a Varsavia che finanziasse la ricostruzione e l'integrazione dell'est uscito dal comunismo con l'ovest europeo.

La sua morte è stata collegata a quella successiva di Detlev Rohwedder.

NoteModifica

  1. ^ Herrhausen, il mistero che cambiò l'Europa - Cultura & Spettacoli - iltempo, su iltempo.it. URL consultato il 12 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 14 giugno 2015).
  2. ^ Herrhausen, un delitto in nome della Storia

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