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Ambrogio II
vescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricopertiVescovo di Bergamo
 
NatoBergamo
Ordinato presbitero1022
Consacrato vescovo1022
Deceduto1057
 

Ambrogio II (Bergamo, ... – Bergamo, 20 settembre 1057) è stato un vescovo italiano.

Indice

BiografiaModifica

Difficile farne una ricostruzione biografica esatta, ogni indicazione nasce da ricerche che non sempre hanno portato ad una esatta storiografia, Ambrogio viene indicato figlio del conte Lanfranco, difficile identificare se sia il Lanfranco II conte di Bergamo, o il Lanfranco Ghisalbertini de loco di Martinengo, l'omonimia dei due presenti nel medesimo contesto e tempo rende difficile l'esatta attribuzione. Viene considerato uomo di grande conoscenza specialmente dei Vangeli, vengono infatti ricordate in antichi documenti le sue omelie e le sue spiegazioni teologiche[1].

La sua fedeltà agli imperatori tedeschi e la corrispondente attenzione di questi alla chiesa di Bergamo sia da Enrico II che da Corrado II e Enrico III, fanno presumere la sua attività di cappellano presso la corte di Enrico II. Però fu sempre attento alla sua diocesi, a lui si deve la consacrazione della chiesa di san Vincenzo, con la decorazione e la cura della pietra tombale di sant'Alessandro ora l'altare della Chiesa di Sant'Alessandro della Croce, così come a lui si deve la traslazione della salma di santa Grata dalla chiesa in Borgo canale a quella in via Arena[2].

Ambrogio partecitò presumibilmente subito dopo la sua nomina, ad un concilio a Bramath nel 1023, con l'imperatore Enrico II, dichiarandosi alla sua morte favorevole a Corrado II che era presenta a Bergamo nel 1026, mentre il vescovo viene indicato presente alla sua incoronazione a Roma il 25 marzo 1027, partecipando alla prima assempblea dei laici il 26 aprile del medesimo anno alla presenza dell'imperatore[3].

Il 30 luglio 1026 il vescovo riuscì ad acquisire dalla canonica di san Martino di Tours i beni dell'alta Val Seriana e della val di Scalve appartenenti alla iudiciaria Bergomensis scambiati nel 774 da Carlo Magno, ricchi di miniere di ferro e d'argento, cedendoli alcuni territori di Pavia, Torino e Milano, la permuta venne confermata dal conte Arduino di Bergamo[4][5].

La sua presenza è documentata nel sinodo di Vercelli del 1050 quando Berengario di Tours fu condannato, a Zurigo nel 1054 a discutere della situazione italiana da parte di laici e ecclesiastici italiani, a Pavia nel monastero di Santa Maria Teodata a discutere una controversia con il vescovo di Cremona, così nel 1055 con l'imperatore Enrico III, il 27 gennaio 1056 è presente in un contratto d'infiteusi enel giugno del 1057 viene registrata una compera di beni.

NoteModifica

  1. ^ Margherita Giuliana Bertolini, AMBROGIO, Treccani. URL consultato il 21 luglio 2017.
  2. ^ Giuseppe Ronchetti, Memorie istoriche della città e chiesa di Bergamo, 1807.
  3. ^ Corrado II imperatore detto il Salico, I libri dei patriarchi. URL consultato il 21 luglio 2017.
  4. ^ Pietro Antonio Brasi, Memoria storica intorno alla valle Seriana superiore, 1823.
  5. ^ Gianni Barachetti, Possedimenti del vescovo di Bergamo nella valle di Ardesio documenti del se.XI-XV, Secomandi.

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Ronchetti, Memorie istoriche della città e chiesa di Bergamo, 1807.
  • Pietro Antonio Brasi, Memoria storica intorno alla valle Seriana superiore, 1823.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica