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Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Per anestesia gassosa si intende una tecnica anestesiologica che prevede l'utilizzo e la somministrazione di farmaci allo stato gassoso al fine di rendere possibile l'atto chirurgico.

Questi farmaci sono diversi dai derivati eterei alogenati (sevoflurano, desflurano, isoflurano), che, pur essendo somministrati per via inalatoria, non sono gas ma liquidi volatili, di cui si sfrutta la fase di vapore: infatti essi vengono conservati in flaconi di vetro, mentre i gas anestesiologici, come qualsiasi altro gas, vengono conservati in bombole.

Gli unici tre gas utilizzati in anestesia sono: ossigeno, aria, protossido d'azoto. Ossigeno ed aria non sono gas anestesiologici in senso stretto perché non hanno azione farmacologica e servono solo a consentire un'adeguata ossigenazione; il protossido di azoto (propriamente chiamato ossido di diazoto) invece è l'unico gas anestetico perché è in grado di produrre una depressione del sistema nervoso centrale attraverso meccanismi non ancora univocamente noti; ha, tra i vari effetti, un ottimo potere analgesico, permettendo la riduzione della concentrazione dei gas alogenati nella miscela utilizzata.

Esso non viene usato puro, ma in miscele con l'ossigeno e con gli altri gas alogenati. Il protossido di azoto viene sempre conservato in bombole di colore blu.

Attualmente l'anestesia inalatoria con miscele di aria, ossigeno e gas alogenati è sempre più comune; il protossido d'azoto vede un lento declino.

Il suo uso da solo, però, è comune per l'analgesia durante il travaglio di parto e lo si può tuttavia occasionalmente ritrovare in ambulatori odontoiatrici.

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