Annika Strandhäll

politica svedese
Annika Strandhäll
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Ministro per il clima e l'ambiente
In carica
Inizio mandato 30 novembre 2021
Capo del governo Magdalena Andersson
Predecessore Per Bolund

Ministro per gli affari sociali
Durata mandato 27 luglio 2017 –
21 gennaio 2019
Capo del governo Stefan Löfven
Predecessore Gabriel Wikström
Successore Lena Hallengren

Ministro per la previdenza sociale
Durata mandato 3 ottobre 2014 –
1º ottobre 2019
Capo del governo Stefan Löfven
Predecessore Ulf Kristersson
Successore Ardalan Shekarabi

Ministro degli affari sociali, della salute e dello Sport
Durata mandato 5 maggio 2017 –
27 luglio 2017
Capo del governo Stefan Löfven
Predecessore Gabriel Wikström
Successore sé stessa (come Ministro per gli Affari sociali)

Membro del Riksdag
Durata mandato 1º ottobre 2019 –
30 novembre 2021

Dati generali
Partito politico Partito Socialdemocratico
Università Università di Göteborg

Annika Viktoria Strandhäll (Göteborg, 30 aprile 1975) è una sindacalista e politica svedese.

Dal 30 novembre 2021 riveste la carica di ministro del clima e dell'ambiente.

È stata in precedenza ministro della previdenza sociale dal 2014 al 2019, quando si dimise in seguito alla morte del suo compagno. È stata anche ministro degli affari sociali dal 2017 al 2019[1] e ministro ad interim per la sanità pubblica e lo sport da maggio a luglio 2017.

BiografiaModifica

Annika Strandhäll è cresciuta nel quartiere Bergsjön di Göteborg, dove ha frequentato Bergsjöskolan e poi ha studiato tre anni di liceo per parrucchiera femminile.[2][3][4] Ha poi lavorato con progetti nel comune di Göteborg.[3] Alla fine degli anni Novanta, è stata coinvolta nel lavoro sindacale e nel 1999 è diventata membro del consiglio di amministrazione dell'Associazione svedese dei funzionari comunali di Göteborg.[5] Nel 2005 ha assunto la presidenza del dipartimento di Göteborg e nel 2008 è diventata seconda vicepresidente dell'Associazione dei funzionari comunali.[5]

Dal 2007 al 2008 ha studiato psicologia del lavoro e delle organizzazioni e teoria organizzativa presso l'Università di Göteborg.[5]

Il 14 giugno 2011 è stata eletta nuovo presidente dell'Associazione dei funzionari comunali,[6] che in seguito ha cambiato nome in Vision.[7]

Ministro della Previdenza e degli Affari socialiModifica

Strandhäll è stata Ministro di Stato e Capo del Ministero degli Affari sociali dal 3 ottobre 2014. Si è dimessa da capo dipartimento il 21 gennaio 2019 e da consigliere di Stato il 1º ottobre 2019. È stata, nel governo Löfven I e inizialmente anche nel governo Löfven II,[5][8][9] Ministro della Previdenza sociale dal 3 ottobre 2014 al 26 luglio 2017 e di nuovo dal 22 gennaio 2019 al 1º ottobre 2019. Dal 27 luglio 2017 al 21 gennaio 2019 è stata Ministro degli Affari sociali. Durante la primavera e l'estate del 2017, è stata anche Ministro ad interim della sanità pubblica, della salute e dello sport, quando Gabriel Wikström era in congedo per malattia.[10]

Nel maggio 2019, su richiesta dei moderati, si è tenuto un voto di sfiducia contro la Strandhäll dopo che il direttore generale dell'Agenzia svedese di previdenza sociale, Ann-Marie Begler, è stata allontanata dall'incarico e Strandhäll ha fornito informazioni contrastanti sul motivo del trasferimento. In 172 hanno votato a favore di una mozione di censura, 113 i contrari e 59 si sono astenuti. Il governo ha criticato l'opposizione per non aver aspettato il "Rapporto del Comitato Costituzionale".

Dimissioni da MinistroModifica

Il 30 settembre 2019, in seguito alla morte del suo compagno, Strandhäll ha annunciato che si sarebbe dimessa dall'incarico di Ministro della Previdenza sociale.[11] Nel febbraio 2020, ha parlato pubblicamente in un'intervista televisiva e su Facebook del suo compagno Thomas Wolf, padre dei suoi due figli, che si è suicidato dopo la loro separazione.[12] Wolf era stato un ufficiale di alto rango presso l'agenzia assicurativa gestita dal governo. Strandhäll ha detto che, sebbene sapesse che soffriva di depressione già prima della loro separazione, non si era resa conto della gravità della situazione.[12] Ha dichiarato al quotidiano Expressen che intendeva rimanere in politica come deputata, ma che la sua nuova situazione di piena responsabilità per i bambini avrebbe avuto un impatto su eventuali impegni futuri.[13] Strandhäll ha chiarito di aver parlato pubblicamente della morte dell'ex compagno per porre fine alle speculazioni sulla causa della tragedia.[13]

NoteModifica

  1. ^ (EN) Regeringen och Regeringskansliet, Ministry of Health and Social Affairs, su Regeringskansliet, 24 novembre 2014.
  2. ^ (SV) Arne Lapidus, Bäst & sämst i klassen: Här är politikernas gymnasiebetyg, in Expressen, 15 marzo 2020. URL consultato il 2 novembre 2021.
  3. ^ a b (SV) Per Sydvik, Annika Strandhäll ny socialförsäkringsminister, in Göteborgs-Posten, 3 ottobre 2014. URL consultato il 31 agosto 2019.
  4. ^ (SV) Cecilia Axelsson, Yngre fackprofil, in Svenska Dagbladet, 26 agosto 2011. URL consultato il 31 agosto 2019.
  5. ^ a b c d (SV) CV Annika Strandhäll, in Regeringskansliet. URL consultato il 13 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 26 maggio 2019).
  6. ^ (SV) Vision.se: Annika Strandhäll ny SKTF-ordförande, su vision.se, 5 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2013).
  7. ^ (SV) Vision.se: SKTF byter namn till Vision, su vision.se, 5 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2013).
  8. ^ (SV) Fredrik Mellgren, Nya trion på Socialdepartementet, in Svenska Dagbladet, 3 ottobre 2014. URL consultato il 5 ottobre 2014.
  9. ^ (SV) Annika Strandhäll på regeringen.se, su regeringen.se, 19 febbraio 2020-02-19.
  10. ^ (SV) Gabriel Wikström sjukskriver sig, su expressen.se, 5 maggio 2017.
  11. ^ (SV) Socialförsäkringsministern Annika Strandhäll avgår – efter sambons död, su expressen.se. URL consultato il 30 settembre 2019.
  12. ^ a b (SV) Gusten Holm, Strandhäll: Vi såg inte att han mådde dåligt, in Expressen, 7 febbraio 2020. URL consultato l'8 febbraio 2020.
  13. ^ a b (SV) Niklas Svensson, Strandhälls första ord om sambons död, in Expressen, 6 febbraio 2020. URL consultato l'8 febbraio 2020.