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Antologia (periodico)

mensile di letteratura pubblicata a Firenze fra il 1821 e il 1833
Antologia
StatoBandiera del granducato di Toscana (1562-1737 ).png Granducato di Toscana
LinguaItaliano
Periodicitàmensile
Genereletterario
FondatoreGiovan Pietro Vieusseux
Fondazione1821
Chiusura1833
SedeFirenze
DirettoreGiovan Pietro Vieusseux e Gino Capponi
 

Antologia fu una rivista con periodicità mensile, pubblicata a Firenze dal 1821 al 1833, promossa da Giovan Pietro Vieusseux e da Gino Capponi, cui collaborarono molti intellettuali del tempo.

StoriaModifica

L'indirizzo della rivista fu sempre nazionale, intendendo abbracciare i problemi generali della cultura italiana del periodo. Prima di dar vita alla rivista, Viesseux aveva istituito, con sede a palazzo Buondelmonti, un "gabinetto scientifico-letterario" (il celebre Gabinetto Vieusseux) che, oltre a far conoscere la stampa italiana e straniera, diventò un luogo di incontri e discussioni.[1] Furono collaboratori dell'Antologia quasi tutti gli intellettuali attivi fra il 1821 e il 1831, tra i quali Giuseppe Poerio, Gabriele Pepe, Pietro Colletta, Pietro Giordani, Niccolò Tommaseo, Giuseppe Montanelli, Francesco Domenico Guerrazzi e Carlo Cattaneo. Vieusseux fu il primo editore che compensò i propri collaboratori. Fino ad allora infatti, in Italia le collaborazioni non venivano retribuite[2].

Pur accogliendo le istanze più disparate, la rivista vantava un orientamento comune: una preoccupazione pedagogica, che si sviluppava in chiave antirivoluzionaria; una filosofia eclettica, che escludeva però le ideologie radicali dell'Illuminismo; un'idea di "letteratura impegnata" per fini utili. Sulla rivista le questioni letterarie ebbero un posto marginale, mentre ci si occupò sistematicamente di argomenti sociali (storia, diritto, ecc.) ed economici (economia, statistica, ecc.).

Sul numero di novembre-dicembre 1832 due articoli incontrarono i rigori della censura preventiva, uno dei quali conteneva critiche all'Austria[3]. L'uscita fu ritardata al gennaio 1833. Le autorità chiesero al direttore di rivelare i nomi degli autori dei due pezzi. Al rifiuto del direttore di uniformarsi alla decisione governativa, la rivista fu chiusura d'autorità da parte del granduca Leopoldo II di Toscana, su pressione dell'Austria.

L'Antologia fu per una decina di anni un elemento centrale della cultura italiana, superando di gran lunga, coi suoi oltre 500 abbonati, il numero di lettori delle riviste milanesi (si pensi al Conciliatore): la diffusione delle idee della rivista promosse la nascita di una borghesia liberale in Toscana e contribuì alla formazione del concetto di egemonia culturale[senza fonte].

NoteModifica

  1. ^ Dopo l'«Antologia», nel 1842, Vieusseux fondò un periodico contenente saggi storici e cronache municipali, l'«Archivio storico italiano».
  2. ^ Giovanni Spadolini, "Il sogno della Biblioteca nazionale“ ne Il mondo in bloc-notes. 1986-1988, Longanesi & C., 1988, pag. 297.
  3. ^ L'Austria e la soppressione dell'«Antologia», su risorgimento.it. URL consultato il 30 giugno 2013.

BibliografiaModifica

  • Antologia della «Antologia» (1821-1832). Rassegna di una rivista, a cura di Emiliano Zazo, 2 voll., Milano, Bompiani, 1945.
  • Umberto Carpi, Letteratura e società nella Toscana del Risorgimento. Gli intellettuali dell'«Antologia», Bari, De Donato, 1974.
  • Angiola Ferraris, Letteratura e impegno civile nell'«Antologia», Padova, Liviana, 1978.
  • Paolo Prunas, L' «Antologia» di Gian Pietro Vieusseux. Storia di una rivista italiana, Roma, Società editrice Dante Alighieri, 1906.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Biblioteca digitale italiana, «Antologia» (raccolta digitalizzata)
  • Biblioteca Nazionale Centrale di Roma: «Antologia» (annate 1821-22 e dal 1826 al 1832)
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