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Apollinare di Laodicea il Vecchio

filosofo greco antico

Apollinare di Laodicea il Vecchio detto anche Apollinare di Alessandria (Alessandria d'Egitto, 310 (?) – 390 (?)) è stato un filosofo greco antico.

BiografiaModifica

Docente di grammatica a Berito e Laodicea, dopo la sua conversione al cristianesimo fu ordinato sacerdote.[1] Benché gli fosse stato proibito dal vescovo Teodoto frequentò, assieme al figlio Apollinare il Giovane, il circolo del retore pagano Epifanio e per questo fu temporaneamente scomunicato. Riabilitato, in contrapposizione all'imperatore Flavio Claudio Giuliano, che nel 362 aveva vietato ai cristiani di insegnare lettere classiche, Apollinare compose una grammatica illustrata da esempi ricavati da letterati cristiani e un poema, probabilmente assieme al figlio, in 24 libri sulla storia degli ebrei dalla creazione a Saul. Scrisse poi varie opere classiche dove imitava Omero, Pindaro, Euripide, Platone, Menandro. Di tutta questa produzione letteraria a noi non è giunto nulla.

Nel 346 Apollinare, pur non avendo partecipato all'eresia del figlio, uno dei massimi oppositori dell'arianesimo, fu nuovamente scomunicato assieme a quest'ultimo dal vescovo ariano di Laodicea Giorgio per aver ospitato il vescovo antiariano Atanasio di Alessandria dal suo ritorno dall'esilio.

Scrisse tra il 376 e il 380 una Dimostrazione dell'Incarnazione divina dove trattava una concezione eretica [2] del dogma dell'incarnazione riferita in particolare alla concezione virginale della Madonna avvenuta, secondo Apollinare, perché il Verbo divino si era sostituito nel corpo di Maria all'anima razionale. [3]

NoteModifica

  1. ^ Ove non indicato diversamente, le informazioni contenute nella voce hanno come fonte Apollinare di Laodicea il Vecchio, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  2. ^ Ricostruita tramite le citazioni nell Antirrheticus adversus Apollinarem di Gregorio di Nissa
  3. ^ Georges Gharib, Testi mariani del primo Millennio: Padri e altri autori greci, Città Nuova, 1988, pp. 340, 341

Collegamenti esterniModifica