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Aramidopsis plateni

specie di uccello
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Rallo di Platen
Aramidopsis plateni 1898.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Ordine Gruiformes
Famiglia Rallidae
Genere Aramidopsis
Sharpe, 1893
Specie A. plateni
Nomenclatura binomiale
Aramidopsis plateni
(W. Blasius, 1886)

Il rallo di Platen (Aramidopsis plateni W. Blasius, 1886), unica specie del genere Aramidopsis Sharpe, 1893, è un uccello della famiglia dei Rallidi originario di Sulawesi.[2] Deve il nome al suo scopritore, il naturalista tedesco Carl Constantin Platen.

DescrizioneModifica

Il rallo di Platen è un rallo di medie dimensioni (29–30 cm di lunghezza) riservato e incapace di volare, ben adattatosi alla vita nella foresta. Il piumaggio è prevalentemente grigio, con una macchia rossiccia sulla parte posteriore del collo, la gola bianca e le ali e la coda marroni. I fianchi sono ricoperti da strisce bianche e nere. Le femmine sono simili, ma hanno la macchia rossiccia sul collo più estesa e quella bianca sulla gola più piccola.

Distribuzione e habitatModifica

Il rallo di Platen vive unicamente nelle foreste pluviali di pianura e collina delle regioni settentrionali, centrali e sud-orientali di Sulawesi, nonché sulla vicina isola di Buton. Si incontra prevalentemente lungo i torrenti, dal livello del mare fino a 1000 m di quota.

BiologiaModifica

La dieta del rallo di Platen consiste soprattutto di piccoli granchi e lucertole. Emette uno strano richiamo, un ee-orrrr simile al russare di un uomo. Non conosciamo molto sulle abitudini di questa specie, tanto sfuggente che in passato era stata addirittura considerata estinta.

Pochissime persone riescono a farsi un'idea delle difficoltà incontrate dagli ornitologi a riscoprire, soprattutto ai tropici, alcuni rari Rallidi ritenuti ormai estinti. Nel libro Der Vogel Schnarch («L'uccello che russa»), Gerd Heinrich narra come dal 1930 al 1932, in compagnia della moglie e della cognata, tra enormi difficoltà, percorse in lungo e in largo le «foreste montagnose costantemente grondanti umidità» di Sulawesi, e le paludi di palme di sagù di Halmahera, per trovare due Rallidi: il rallo di Platen e il rallo invisibile. Dopo aver rinvenuto quest'ultima specie, egli scoprì a Sulawesi, a prezzo di indicibili sforzi, il «rallo che russa», il vero e proprio scopo della spedizione.

«Con leggeri colpi decisi il coltello che avevo scelto proprio per queste operazioni recide qua e là i viticci che si avvinghiano alle mie gambe o mi ostacolano il cammino. I miei piedi cercano tastoni a ogni passo un posto su cui posarsi cautamente, silenziosamente. Centimetro dopo centimetro mi sposto con estrema prudenza, ora ritto ora strisciando attraverso la macchia. A ogni passo si deve cercare, con la volontà tesa allo spasimo, di non fare il minimo rumore. [...] Ma... che cosa è stato? Un suono che sembra un brontolio, rassomiglia alla voce del facocero; no, più ancora a un sordo russare! In questo attimo mi irrigidisco e rimango immobile, e mentre il suono si ripete una, due volte, mi faccio piccolo piccolo, e mi immergo senza accorgermene nella folta vegetazione che ricopre il terreno. Il brontolio continua, dapprima lontano, poi sempre più vicino. I minuti passano, o sono ore? Non lo so più. Tutto il mio essere è concentrato in due orecchie che stanno in ascolto e in due occhi che in una folle tensione cercano di penetrare la macchia davanti a me. Laggiù qualcosa si è mosso, alcuni steli tremolano, il peduncolo di una foglia vibra. Le mie mani imbracciano strettamente il fusto del fucile. Di nuovo si muove: è un becco rossiccio? Lo sparo lacera con uno schianto il silenzio della foresta. Ho colpito giusto e... che cosa era? A lunghi balzi attraverso la boscaglia e mi porto sul punto al quale ho mirato. A terra giace un uccello con strisce bianco-nere sotto le ali e il robusto becco parzialmente rosso: il rallo di Platen, l'uccello che russa.[3]»

ConservazioneModifica

Il rallo di Platen è minacciato dalla deforestazione, dalla caccia e dalla predazione da parte di specie introdotte dall'uomo. È specie protetta dal 1972 e ne rimangono circa 15.000 esemplari.

NoteModifica

  1. ^ (EN) BirdLife International 2012, Aramidopsis plateni, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Rallidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 12 maggio 2014.
  3. ^ Heinrich, G. (1932). Der Vogel Schnarch: zwei Jahren rallenfang und urwaldforschung in Celebes. D. Reimer, E. Vohsen.

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