ArgoMoon

microsatellite

ArgoMoon è un microsatellite realizzato da Argotec, azienda aerospaziale italiana, e coordinato dall'Agenzia Spaziale Italiana, che lanciato a bordo del lanciatore statunitense Space Launch System (SLS) durante la sua prima missione (Artemis 1) avvenuta nel 2022. Il satellite è di tipo CubeSat 6U, ha dimensioni 20×30×10 cm e massa di 14 kg.[1]

ArgoMoon
Dati della missione
OperatoreItalia ASI
Stati Uniti NASA
NSSDC ID2022-156G
DestinazioneSpazio cislunare
Satellite diSole
Piattaforma satellitareCubeSat 6U
VettoreSLS Block 1
Lancio16 novembre 2022

7:47 (1:47 EST)

Luogo lancioJohn F. Kennedy Space Center, Complesso di lancio 39
Proprietà del veicolo spaziale
CostruttoreArgotec
Parametri orbitali
OrbitaEliocentrica

L’obiettivo di ArgoMoon è di fornire alla NASA immagini significative a conferma della corretta esecuzione delle operazioni del SLS, che sarà privo di trasmissioni al momento del rilascio dei CubeSat. Sarà inoltre un’occasione per testare nanotecnologia nello spazio profondo. ArgoMoon completerà le operazioni di puntamento attraverso l’utilizzo di un software per la navigazione autonoma e per le manovre orbitali di rientro sulla Terra e di fine vita.[2][3]

La storiaModifica

Nel 2015 NASA ha aperto un bando per la partecipazione alla missione Exploration Mission 1, poi rinominata Artemis 1, attraverso lo sviluppo di 13 nanosatelliti (6U, secondo lo standard CubeSat). Tra le proposte vagliate dall’Agenzia Spaziale Italiana, dall'Agenzia spaziale europea e dalla NASA, è stata scelta quella di Argotec: ArgoMoon sarà l’unico satellite europeo a partecipare alla missione. Insieme ad ArgoMoon era previsto che venissero lanciati 10 CubeSat statunitensi e 2 giapponesi[4][5][6] ma al momento del lancio sono stati selezionati complessivamente solo 10 CubeSat.

La configurazione del satelliteModifica

ArgoMoon è basato sulla piattaforma Hawk 6 di Argotec ed è dotato di due ottiche: la prima a ristretto campo di vista che permette di effettuare fotografie con un’elevata risoluzione e la seconda dal campo di vista maggiore che fornisce al computer di bordo delle immagini da elaborare per la navigazione autonoma. L'assenza della protezione normalmente fornita dalla magnetosfera ai satelliti ad altezze più basse ha reso necessario l'utilizzo di componentistica resistente alle radiazioni. Infine, ArgoMoon è dotato di un sistema di propulsione miniaturizzato.[7][8]

NoteModifica

  1. ^ Emilio Cozzi, Argotec, l'italiana che porta le aziende in orbita, su forbes.it, 23 settembre 2019, URL consultato il 19 marzo 2020.
  2. ^ "ArgoMoon: l'eccellenza italiana ad uno "scatto" dalla Luna.", (Comunicato stampa). Argotec. 2 Febbraio 2016. URL consultato il 19 marzo 2020.
  3. ^ Antonio Lo Campo, "ArgoMoon", il primo satellite italiano (e torinese) sul satellite naturale della Terra, su La Stampa, 29 agosto 2017, URL consultato il 19 marzo 2020.
  4. ^ "International partners provide science satellites for America's Space Launch System Maiden Flight.", su nasa.gov, 26 maggio 2016, URL consultato il 19 marzo 2020
  5. ^ Riccardo Luna, Gli italiani di ArgoMoon "Sarà il drone del futuro", su La Repubblica, 3 febbraio 2016, URL consultato il 19 marzo 2020.
  6. ^ Giovanni Caprara, Il primo nano-satellite Made in Italy, su Corriere della Sera, 2 febbraio 2016, URL consultato il 19 marzo 2020.
  7. ^ Marco Stefanelli, Anche i satelliti si fanno intelligenti, su AirPress, n.103 - settembre 2019, URL consultato il 19 marzo 2020.
  8. ^ Marco Stefanelli, Così andiamo nello spazio profondo, su AirPress, n.106 - dicembre 2019, URL consultato il 19 marzo 2020.
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