Assedio di Tlemcen (1335-1337)

Assedio di Tlemcen
DataDal 1335 al 1337
LuogoTlemcen
EsitoVittoria merinide, conquista di Tlemcen
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
SconosciutoSconosciuto
Perdite
SconosciuteSconosciute
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L'assedio di Tlemcen durato dal 1335 al 1337 è stato condotto dal sultano merinide del Maghreb al-Aqsa (Marocco) Abū al-Ḥasan ʿAlī ibn ʿUthmān contro la città di Tlemcen, capitale del Regno di Tlemcen (Maghreb centrale) della dinastia degli Zayyanidi. Si trattò del secondo assedio merinide della città: il primo, durato dal 1299 al 1307 fu condotto da Abū Yaʿqūb Yūsuf al-Nāṣr, nonno di Abū al-Ḥasan, ed era terminato con un fallimento; il secondo assedio finì invece con la conquista merinide della città.

StoriaModifica

Il sultano zayyanide del Regno di Tlemcen Abū Tāshfīn avviò le ostilità contro l'Ifriqiya della dinastia hafside nel 1319, invadendo la regione e assediando Bijaya, e mandando un esercito che sconfisse il sultano hafside Abū Yaḥyā Abū Bakr II, che fuggì a Costantina, permettendo ad Abū Tāshfīn di occupare Tunisi.[1]

Il sultano merinide del Maghreb al-Aqsa (Marocco) Abū l-Ḥasan ibn ʿUthmān era sposato con una principessa hafside, e nel 1334 gli Hafsidi gli chiesero aiuto, dandogli una scusa per invadere il Maghreb al-Awsaṭ e l'Ifriqiya (le attuali Algeria e Tunisia).[2] Nei primi mesi del 1335, le forze merinidi, guidate da Abū l-Ḥasan, invasero il Regno di Tlemcen da ovest, allo stesso tempo il sultano mandò una forza navale in aiuto agli Hafsidi ad est. Abū l-Ḥasan assediò Tlemcen per quasi tre anni.

Nel 1337, Abū l-Ḥasan fu costretto a sospendere l'assedio di Tlemcen a causa di suo fratello, Abū ʿAlī, che, fomentato dagli Zayyanidi, si era proclamato sultano indipendente di Sigilmassa, e minacciava di dividere in due i domini merinidi.

Nel maggio 1337, dopo aver sconfitto il fratello, riprese d'assedio Tlemcen, che si arrese ai Merinidi.[3] Abū Tāshfīn morì durante l'assalto finale, assieme a tre dei suoi figli.[1] I suoi fratelli furono catturati e messi a morte, quindi il Regno di Tlemcen (che comprendeva circa la metà dell'odierna Algeria) fu annesso ai domini dei Merinidi. Abū l-Ḥasan ricevette delegati provenienti dall'Egitto, Granada, Tunisi e dal Mali, che si congratularono con lui per la sua vittoria, grazie alla quale egli otteneva il controllo completo del commercio trans-sahariano.[2]

La prima occupazione merinide del Regno di Tlemcen durò fino al 1348, quando il sultano Abū Saʿīd ʿUthmān II restaurò il controllo zayyanide su Tlemcen.

Durante l'assedio a servizio di entrambi gli schieramenti c'erano dei mercenari cristiani (farfanes): aragonesi e castigliani.[4]

NoteModifica

  1. ^ a b Tarabulsi, p. 84
  2. ^ a b Fage e Oliver, p. 357
  3. ^ Niane 1984, p. 94
  4. ^ Le rêve de l'unité du Maghreb et la fiscalité dans les réformes d'Abû al-Hasan.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica