Battaglia di al-Hira

Battaglia di al-Ḥīra
parte della conquista islamica della Persia,
delle conquiste islamiche (632-750)
e delle campagne di Khalid ibn al-Walid
Mohammad adil rais-Khalid's conquest of Iraq.png
Datamaggio 633
Luogoal-Ḥīra (Mesopotamia)
EsitoVittoria arabo-musulmana[1]
Modifiche territorialiLa Umma arabo-musulmana annette quello che era stato l'antico regno di al-Ḥīra, tornato sotto il diretto controllo dell'Impero sasanide che governava tramite un suo governatore (marzubān) e annette i territori ex-lakhmidi mesopotamici
Schieramenti
Comandanti
Khālid ibn al-WalīdIyas,[2]
ʿAbd al-Masīḥ
Effettivi
10.000-15.000[3]ignoti
Perdite
Scarsescarse
Voci di battaglie presenti su Wikipedia

La battaglia di al-Ḥīra (in arabo: معركة الحيرة‎, Maʿrakat al-Ḥīra) fu combattuta tra Sasanidi e il califfato dei Rashidun nel 633. Fu una delle prime battaglie della conquista islamica della Persia.

ContestoModifica

La città lakhmide di al-Ḥīra, nota per la sua grandezza e benessere, era la capitale di un regno arabo infeudato all'Impero sasanide.[4]. I suoi abitanti, arabi per lo più cristiani, pattugliavano per conto di Ctesifonte il deserto, venendo per questo sovvenzionati dai Sasanidi.[1] Secondo lo storico dell'antica Roma Procopio, i Lakhmidi erano "esperti di guerra, (e) assolutamente leali nei confronti dei Persiani", almeno fino al 608, anno in cui Ctesifonte mise fine, per fatti banalmente personali dello Shāhanshāh, alla loro ampia autonomia, imponendo un governatore (marzbān).[5] Durante il califfato di Abū Bakr, Khālid b. al-Walīd inviò al Califfo una missiva in cui diceva: "la conquista di al-Ḥīra e Kufa è assicurata". [6]

Nel maggio del 633, gli Arabi musulmani, al comando di Khālid b. al-Walīd, attaccarono la città a dispetto delle sue difese murarie e dell'uso da parte lakhmide di proiettili contro gli aggressori. Il combattimento fu di breve durata e i cittadini di quella che era stata la capitale lakhmide si arresero rapidamente e inviarono donativi a Khālid b. al-Walīd per ingraziarselo.[7] In seguito, cinque palazzi (o castelli, quṣūr) superbamente adornati caddero nelle mani dei musulmani dopo essersi arresi a dopo aver acconsentito a pagare tributo. Gli abitanti non si opposero nemmeno a mandare loro uomini ad agire come spie ai danni dei Sasanidi, esattamente come avevano fatto prima di loro gli abitanti di Ullays.[8]

NoteModifica

  1. ^ a b Jamsheed Kairshasp Choksy, Conflict and Cooperation: Zoroastrian Subalterns and Muslim Elites in Medieval Iranian Society, p. 14
  2. ^ Eric Schroeder, Muhammad's People: An Anthology of Muslim Civilization, p. 160
  3. ^ Lieutenant-General Agha Ibrahim Akram,Sword of Allah, Rawalpindi, Nat. Publishing. House, 1970, cap. 23 ISBN 978-0-7101-0104-4
  4. ^ Fletcher Pratt, The Battles that changed History, p. 80
  5. ^ Elton L. Daniel, The History of Iran, p. 65
  6. ^ Washington Irving, Lives of Mahomet and His Successors, p. 177
  7. ^ The Caliphate, Its Rise, Decline, and Fall. From Original Sources, di William Muir, p. 56
  8. ^ Michael G. Morony, Iraq After the Muslim Conques, p. 233