Bisillabo

Secondo la metrica italiana, il bisillabo è il verso formato, nella sua forma piana, da due sillabe e nel quale l'ultimo accento è ovviamente sulla prima sillaba.

EsempiModifica

È un verso molto raro, anche se si possono citare i seguenti esempi:

«Pei putti
brutti
[...]
dirò la favola
del cuoco
Troll

(Arrigo Boito, Re Orso, I, VI, 1-2 e 6-8[1])

«Dietro
Qualche
vetro
qualche
viso
bianco»

(Giovanni Alfredo Cesareo, Locomotiva, 1-6[2])

NoteModifica

  1. ^ L'esempio è citato da G. Lavezzi, I numeri della poesia, Roma, Carocci, 2002, p. 26
  2. ^ L'esempio è tratto da A. Menichetti, Metrica italiana, Padova, Antenore, 1993, p. 130

BibliografiaModifica

  • G. Lavezzi, I numeri della poesia, Roma, Carocci, 2002
  • A. Menichetti, Metrica italiana, Padova, Antenore, 1993
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