Bit (rivista)

rivista mensile italiana di informatica e tecnologia
Bit
StatoItalia Italia
Linguaitaliano
Periodicitàbimestrale, poi mensile
Generestampa nazionale
Formatomagazine
Fondazione1978
Chiusura1997
SedeCinisello Balsamo
EditoreGruppo Editoriale Jackson
Redattore capoPietro Dell'Orco
ISSN0392-8837 (WC · ACNP)
 

Bit è stata una rivista mensile italiana di informatica e tecnologia, pubblicata tra il 1978 e il 1997 dal Gruppo Editoriale Jackson.

Indice

StoriaModifica

Uscita per la prima volta in edicola nel dicembre 1978, inizialmente a cadenza bimestrale, dopo alcuni numeri ha assunto la periodicità mensile. Fondata da Marcello Montedoro con il supporto del caporedattore Pietro Dell'Orco che ne assumerà la direzione dal numero di settembre 1988 al numero di luglio-agosto 1990, successivamente diretta da Sergio Mello-Grand e da Gianni Giaccaglini, è stata una delle prime, o, come recitava l'occhiello di copertina, "la prima e più diffusa rivista di personal computer"[1] in Italia.

La rivista si ispirava all'americana Byte e inizialmente alcuni articoli venivano tradotti dall'inglese, ma col procedere delle pubblicazioni la redazione degli articoli si è via via spostata interamente in Italia.

Finita l'era pionieristica dei personal computer, la rivista (come del resto l'intero suo gruppo editoriale) ha subito la sempre più forte concorrenza dei grossi editori, che via via sono entrati nel mercato dell'informatica, e ha cessato definitivamente le pubblicazioni nel 1997 con il numero 192.

RubricheModifica

Tra le rubriche salienti della rivista vi era il cosiddetto "Bitest", una prova approfondita di un computer ospitata mensilmente sulla rivista. Tra i primi "Bitest" vi sono stati quelli dell'Apple II e del PET della Commodore, due dei computer che hanno iniziato e caratterizzato la cosiddetta "era degli 8 bit".

CollaboratoriModifica

Bit ha ospitato, spesso per la prima volta, firme poi diventate di rilievo nel panorama editoriale informatico italiano, come Luca Accomazzi ed Enrico Colombini. La redazione è stata anch'essa spesso composta da nomi importanti per l'informatica editoriale italiana come Paolo Capobussi.

Pesci d'aprileModifica

Sempre ispirandosi all'operato di Byte, la redazione non ha disdegnato di pubblicare burle nel numero di aprile. Si ricorda per esempio l'annuncio di uno scanner a doppia faccia con una risoluzione impossibile per i tempi, che lavorava in rete FishingNet, usava un protocollo di codifica detto Ocean e veniva importato dalla Shark Technologies.

NoteModifica

  1. ^ Copertina del n. 47 del febbraio 1984.

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