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Caduta degli angeli ribelli

dipinto di Pieter Brueghel il Vecchio
Caduta degli angeli ribelli
Pieter Bruegel the Elder - The Fall of the Rebel Angels - Google Art Project.jpg
AutorePieter Bruegel il Vecchio
Data1562
TecnicaOlio su tavola
Dimensioni117×162 cm
UbicazioneMuseo reale delle belle arti del Belgio, Bruxelles
Dettaglio

La Caduta degli angeli ribelli è un dipinto a olio su tavola (117x162 cm) di Pieter Bruegel il Vecchio, datato 1562 e conservato nel Museo reale delle belle arti del Belgio di Bruxelles. È firmato "M.D.LXI BRVEGEL".

Indice

StoriaModifica

L'opera si trovava nella collezione Stappaerts quando venne ceduta, nel 1846, al museo di Bruxelles. Attribuita allora a Bruegel il Giovane, venne fatto il nome anche di Bosch prima di scoprire, sotto la cornice, la firma originale e la datazione.

Con Dulle Griet e il Trionfo della Morte, simili per dimensioni e per richiami evidenti al mondo di Bosch, fu probabilmente dipinta per un medesimo committente e destinata a formare una serie.

Descrizione e stileModifica

Dalla luce divina del paradiso, che disegna un semicerchio chiarissimo nella metà superiore del dipinto, le schiere celesti si lanciano per sconfiggere il male, rappresentato dagli angeli ribelli che, precipitando verso l'inferno, si trasformano in orribili mostri. Al centro della scena Michele Arcangelo, con l'armatura, lo scudo crociato e la spada, si scaglia contro il drago dell'Apocalisse, il mostro capovolto che, travolto dalla sferzata dell'arcangelo, precipita arrivando a sfiorare con le sue teste coronate il bordo inferiore della tavola.

La mostruosità morale dei demoni si riflette in tutta la loro deformità fisica, ottenuta fondendo con estrema fantasia pezzi fuori scala di vari esseri: rettili, insetti, molluschi, anfibi, mammiferi, vegetali. Ma se per Bosch i mostri sono sempre protagonisti secondari, Bruegel li mette in risalto. Spicca al centro una figura con ali di farfalla, che copre addirittura il mostro apocalittico: forse, visto anche il suo volo in risalita, si tratta di un'allusione a come anche il peccato possa essere attraente.

La distinzione tra paradiso e inferno è qui resa anche coloristicamente, con la contrapposizione luce/ombra. Grande attenzione è riservata alla resa dei dettagli e dei vari materiale, dalle setose vesti degli angeli, alle lucide squame dei demoni.

Bruegel attinse dunque al repertorio boschiano, dimostrando di conoscerlo bene, ma lo utilizzò per comporre un messaggio figurativo diverso, più razionale e moderno nella disposizione sulla superficie della tavola.

Altre immaginiModifica

BibliografiaModifica

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