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Camilla Pio (Carpi, 14401504) è stata una nobile italiana, badessa e considerata beata dalla devozione locale[senza fonte].

Stemma dei Pio di Savoia

Indice

BiografiaModifica

Era figlia di Giberto I Pio e di Elisabetta Migliorati. Appartenne dunque alla famiglia Pio, dei signori di Carpi, e fu cugina di secondo grado di Alberto III Pio.

Donna colta e devota, ricevuta nel 1471 una ricca eredità dalla zia paterna Margherita Pio, vedova del condottiero Taddeo d'Este, scelse la via del chiostro, decidendo di fondare il primo monastero femminile di Carpi dedicato a Santa Chiara. Ottenne la bolla con l'autorizzazione di Papa Innocenzo VIII nel 1490, e diede subito inizio alla costruzione della chiesa e del monastero, ritirandosi durante la costruzione a vivere more monastico con alcune compagne in una casa adiacente, già considerata dalla gente il monastero, rinunciando alla vita di corte per vivere in povertà, sull'esempio di Santa Chiara d'Assisi. Nel 1494 Alberto Pio e il cugino Giberto II, cosignori di Carpi, le fecero dono di una vasta proprietà terriera, la Cassina (500 biolche di terreno) a nord di Carpi, e consentirono che inglobasse nell'orto del monastero una strada tracciata per l'urbanizzazione della zona, in modo che le sorelle disponessero di un ampio spazio verde per la meditazione, oltre al chiostro.

Terminati i lavori previsti dalla bolla pontificia, nel 1500 fece professione come novizia assieme alle sorelle che già avevano vissuto con lei e a Violante Pio, sorella di Giberto II. Eletta badessa, morì nel 1504.

Il monastero da lei fondato è tuttora attivo; in una cappella della chiesa di Santa Chiara è possibile vedere l'urna dove riposa il suo corpo incorrotto[1], più volte fonte di prodigi e miracoli. Il culto è diffuso sui martirologi francescani, ella viene già chiamata "Beata". Il processo di beatificazione, chiuso nella fase diocesana, è ancora oggi in corso presso la Congregazione dei Santi in Roma.

A lei è intitolata una strada nel comune di Carpi.

NoteModifica

  1. ^ Carpi da vedere..., caseificiosangiorgio.it. URL consultato il 20 settembre 2010.

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Controllo di autoritàVIAF (EN37850739 · LCCN (ENno2001080571 · GND (DE124413323 · CERL cnp01388662