Camillo Melzi D'Eril

L'apparecchio radio impiantato a Firenze nel marzo 1924. Melzi D'Eril è a sinistra in abito talare, a destra Ernesto Parodi

Camillo Melzi D'Eril (Pisa, 6 gennaio 1851Firenze, 10 gennaio 1929) è stato un sismologo e ingegnere italiano.

BiografiaModifica

Scienziato e sismologo, fu per un cinquantennio docente di matematica, scienze naturali e di lingua francese negli istituti scolastici dei barnabiti.[1]

Da parte di padre, discendeva dal ramo dei conti palatini di Magenta dell'anticha famiglia milanese dei Melzi di Vaprio. Nella prima infanzia, studiò a casa, educato da precettori privati, ma a 9 anni, il 19 ottobre 1861, entrò con i fratelli Francesco e Ludovico nel regio collegio Carlo Alberto di Moncalieri, diretto dai barnabiti[2]. Nel luglio 1868 sostenne l'esame di Stato nel liceo statale C. Beccaria di Milano. Intenzionato ad intraprendere la carriera religiosa, prese poi i voti semplici presso i barnabiti nel novembre 1869 e, dopo un tempo di apprendistato a Moncalieri, a Roma, il 20 dicembre 1873, venne ordinato sacerdote. Tornò quindi a Firenze, al collegio Alla Querce dei barnabiti, dove iniziò la sua lunga attività di docente[2].

Si dedicò alla didattica della matematica, per la quale scrisse numerosi libri, e alla microsismologia. Fu inventore del "tromometro" auto-fotografico, un tipo di sismografo a lenta oscillazione[3]. Si interessò anche alla radiofonia sin dal 1907 e poi ottenne di impiantare al collegio un piccolo ricevitore radio[2]. Nei suoi studi affrontò due secolari questioni: la data della morte di Cristo e quella della "visione" di Dante Alighieri che lo portò alla scrittura della Divina Commedia[1]. Quest'ultima sfociò nel 1908 in una pubblicazione, in collaborazione con il confratello Giuseppe Boffito, sulla scoperta di un documento astronomico conosciuto da Dante[4]. In un altro lavoro, attestò che la data della nascita di Cristo era il 14 Nisan (18 marzo) dell'anno 29 d.C.[5]

Fu presidente della "Società astronomica italiana" con sede a Milano, fondata nel 1920 e vicepresidente della corrispondente società francese. Fu membro delle società meteorologiche e sismologiche italiane, oltre che direttore dell'osservatorio meteorologico dei barnabiti a Firenze, fino alla morte. Lasciò 49 opere edite.[1]

ArchivioModifica

Il Fondo Camillo Melzi D'Eril è conservato presso la Curia generalizia padri Barnabiti a Roma.[6]

NoteModifica

  1. ^ a b c Melzi D'Eril Camillo, su SIUSA Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 16 marzo 2018.
  2. ^ a b c Giuseppe Cagni, Camillo Melzi D'Eril, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 73, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
  3. ^ C. Melzi D'Eril, Tromometro libero fotografico del collegio della Querce presso Firenze, in Riv. di fisica, matematica e scienze naturali, II, nº 15, 1901, pp. 204-223.
  4. ^ Almanach Dantis Aligherii, sive Prophacii Iudaei Montispessulani Almanach perpetuum ad annum 1300 inchoatum nunc primum editum ad fidem codicis Laurentiani, Firenze, 1908.
  5. ^ C. Melzi D'Eril, Alcune date dantesche secondo le Tavole Alfonsine, in Riv. di fisica, matematica e scienze naturali, V, nº 58, 1904.
  6. ^ Fondo Melzi D'Eril Camillo, su SIUSA Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 20 marzo 2018.

BibliografiaModifica

  • I primi cent’anni del Collegio 'Alla Querce' dei PP. Barnabiti in Firenze, in Enciclopedia Querciolina, Firenze, 1968.

Collegamenti esterniModifica

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