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Il Capitolare di Mersen (o Meerssen) è un testo normativo dell'847, con cui si invitavano gli uomini liberi a individuare un capo, scelto tra il re o tra i signori più potenti del territorio, per ottenere protezione. Prescriveva inoltre che tale rapporto non potesse essere risolto se non per una giusta causa.

Il regno di Carlo il Calvo dopo il trattato di Meerssen (870)

Promulgato da Carlo il Calvo nell'847, a Meerssen, nei Paesi Bassi.[1][2]

Indice

Significato e conseguenzeModifica

La norma si poneva l'obiettivo di smilitarizzare i ceti più bassi, ma con essa andava affermandosi il principio secondo cui i vassalli dovessero obbligatoriamente seguire il re solo contro nemici stranieri.

In questo modo il capitolare sanciva un passaggio di poteri dalla sfera regale a quella dei vassalli e l'avanzata di un sistema di rapporti di potere che costituiva la base per l'affermazione di una società di tipo feudale.[3]

NoteModifica

  1. ^ Marcia L. Colish, The Mirror of Language: A Study of the Medieval Theory of Knowledge p. 34, Nebraska Press, 1983, ISBN 978-0-8032-6447-2.
  2. ^ Nella città si tennero altri tre incontri, nell'851, 870 e 878, il più celebre dei quali fu quello dell'870, che sancì la stipula del Trattato di Meerssen.
  3. ^ The Encyclopedia of world history: ancient, medieval, and modern, chronologically arranged, sesta edizione p. 176. Di Peter N. Stearns, William Leonard Langer. Houghton Mifflin Harcourt, 2001 ISBN 9780395652374

BibliografiaModifica

  • Storia d'Italia nel medio evo, Colla Notizia dei maggiori stati d'Europa. Di Florido Zamponi, editore Regia Tipografia, 1867

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica