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Carlo Vulpio

Carlo Vulpio (Altamura, 28 luglio 1960) è un giornalista e politico italiano.

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BiografiaModifica

Carlo Vulpio si è laureato in Giurisprudenza all'Università di Bari, con una tesi in diritto processuale penale. Nel 1986 fonda e dirige il giornale locale Piazza e collabora con varie testate, tra le quali l'Espresso, Avvenimenti, l'Unità ed il Corriere della Sera. Nel 1990, il Corriere della Sera, allora diretto da Ugo Stille, decide di chiamarlo prima nella redazione di Milano e poi in quella di Roma. Nel 1993, dopo la caduta del regime di Enver Hoxha, è stato tra i primi a sbarcare in Albania, e nel 1995 ha seguito le guerre jugoslave. Ha insegnato per quattro anni alla Facoltà di Lettere dell'Alma mater studiorum Università di Bologna.[1]

Dall'inizio del 2007 seguiva le inchieste "Poseidon", "Why Not" e "Toghe Lucane" per il Corriere della Sera. Per aver nominato diversi magistrati, politici e imprenditori tutti coinvolti nell'inchiesta che la Procura di Salerno stava conducendo sulle Procure di Potenza e di Matera, è stato sollevato telefonicamente dall'incarico da Paolo Mieli, all'epoca direttore del Corriere.

Il 18 marzo 2009 presenta la propria candidatura indipendente alle elezioni europee del 2009 nelle liste dell'Italia dei Valori, ma non viene eletto nonostante le circa 40.000 preferenze ricevute.[2][3] Attualmente è inviato e si occupa di cultura, grandi fatti di cronaca e inchieste, in Italia e all'estero.

Con Vittorio Sgarbi, Vulpio è stato coautore del programma televisivo Ci tocca anche Vittorio Sgarbi, andato in onda il 18 maggio 2011 su Rai 1. La trasmissione, molto dibattuta ancor prima della sua messa in onda, fu chiusa dopo la prima puntata (primo caso nella storia della Rai per un programma culturale) causa scarsi ascolti.[4]

OpereModifica

  • Roba Nostra, Il Saggiatore, 2008 - Premio "Rosario Livatino" 2009
  • La città delle nuvole. Viaggio nel territorio più inquinato d'Europa, Edizioni Ambiente, 2009 - Premio "Magna Grecia Awards" 2012
  • Un nemico alla Rai (con Mauro Masi), Marsilio, 2012 - Premio "Città di Alghero" 2012.
  • L'Italia nascosta, Skira, 2016

NoteModifica

  1. ^ Carlo Vulpio - CURRICULUM VITAE (PDF), Italia dei Valori.com. URL consultato il 18 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 21 gennaio 2012).
  2. ^ Francesco Toscano, ONORE A CARLO VULPIO, Il Cannocchiale.it, 9 giugno 2009. URL consultato il 18 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  3. ^ Giuliano Foschini, Europee, in lista una delle preferite del premier, in la Repubblica - Bari, 30 aprile 2009, p. 2.
  4. ^ Sgarbi, show sospeso: "Io non mi pento" [collegamento interrotto], in leggonline.it, 19 maggio 2011.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN304019748 · ISNI (EN0000 0004 1001 4131 · SBN IT\ICCU\UFEV\362711 · LCCN (ENno2008089207 · GND (DE1036531813