Vittorio Sgarbi

critico d'arte, storico dell'arte, saggista, politico, personaggio televisivo e opinionista italiano
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Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi daticamera 2018.jpg

Sindaco di Sutri
In carica
Inizio mandato 11 giugno 2018
Predecessore Guido Cianti

Assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana
Durata mandato 29 novembre 2017 –
19 marzo 2018
Presidente Nello Musumeci
Predecessore Aurora Notarianni
Successore Sebastiano Tusa

Sindaco di Salemi
Durata mandato 30 giugno 2008 –
15 febbraio 2012
Predecessore Biagio Mastrantoni
Successore Leopoldo Falco
(commissario prefettizio)

Sottosegretario di Stato al Ministero dei beni e delle attività culturali
Durata mandato 11 giugno 2001 –
25 giugno 2002
Cotitolare Mario Pescante
Nicola Bono
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Giampaolo D'Andrea
Carlo Carli
Successore Elena Montecchi
Andrea Marcucci
Danielle Gattegno Mazzonis

Sindaco di San Severino Marche
Durata mandato 9 dicembre 1992 –
24 dicembre 1993
Predecessore Alduino Pelagalli
Successore Tiziana Tombesi
(commissario prefettizio)

Deputato della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 23 marzo 2018
Legislature XI, XII, XIII, XIV, XVIII
Gruppo
parlamentare
PLI (XI)
FI (XII, XIV, XVIII fino al 4/10/2018)
Misto (XIII, XIV, XVIII dal 4/10/2018 - componente: Noi con l'Italia-USEI-Cambiamo!-Alleanza di Centro dal 6/12/2019 al 16/02/2021
Noi con l'Italia-USEI-Rinascimento ADC dal 16/02/2021
Circoscrizione Cagliari-Sassari-Nuoro-Oristano (XI)
Calabria (XII)
Friuli-Venezia Giulia (XIII)
Veneto 1 (XIV)
Emilia-Romagna (XVIII)
Sito istituzionale

Durata mandato 23 aprile 1992 –
27 aprile 2006

Europarlamentare
Durata mandato 20 luglio 1999 –
11 giugno 2001
Legislature V
Gruppo
parlamentare
PPE
Circoscrizione Italia nord-orientale
Incarichi parlamentari
  • Commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione, i mezzi d'informazione e lo sport (21 luglio 1999 - 11 giugno 2001)
  • Delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Slovenia (06 ottobre 1999 - 11 giugno 2001)
Membro sostituto
  • Commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni (21 luglio 1999 - 11 giugno 2001)
  • Delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Malta (08 ottobre 1999 - 11 giugno 2001)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Rinascimento (dal 2017)
Alleanza di Centro (dal 2019)
In precedenza:
vedi elenco
Titolo di studio Laurea in filosofia
Università Università degli Studi di Bologna
Professione Critico d'arte, saggista
Firma Firma di Vittorio Sgarbi

Vittorio Umberto Antonio Maria Sgarbi (Ferrara, 8 maggio 1952) è un critico d'arte, storico dell'arte, saggista, politico, personaggio televisivo e opinionista italiano. È stato più volte membro del Parlamento e di diverse amministrazioni comunali, tra le quali quella di Milano. È un personaggio televisivo famoso per l'irascibilità con cui ha fatto scoppiare numerosi diverbi, sfociati spesso in insulti e aggressioni, nei confronti di politici, giornalisti e personaggi televisivi.

BiografiaModifica

Figlio dei farmacisti Giuseppe Sgarbi e Rina Cavallini (Santa Maria Codifiume, 22 dicembre 1926Ro, 3 novembre 2015), dopo essersi diplomato a Ferrara, si è laureato con 110/110 e lode in Filosofia presso l'Università degli Studi di Bologna nel 1974[1], dove ha poi conseguito il perfezionamento in Storia dell'arte. Nel 1977 è assunto, quale Storico d'arte, presso la Soprintendenza ai beni storici e artistici in Veneto. Dall'inizio del 2019 è in pensione per collocamento a riposo per limiti di età. Ha insegnato per tre anni come docente a contratto all'Università degli Studi di Udine.

Nel 1996 passa in giudicato la sentenza che lo condanna per truffa aggravata e continuata e falso ai danni dello Stato. La condanna è a 6 mesi e 10 giorni di reclusione e 700.000 lire di multa. La condanna è relativa al periodo in cui lavorava presso la Soprintendenza di Venezia.[2]

Celibe, ha riconosciuto due figli. Nel 2011 la Corte d'appello di Ancona gli attribuisce la paternità di un terzo figlio, un'adolescente di tredici anni, avuta da una cantante lirica.[3]

In una puntata della trasmissione Confronti condotta da Gigi Moncalvo, Sgarbi ha dichiarato di "essere fiero di essere cattolico", cosa che altre volte ha invece negato.[4] Dal 1998 è legato a Sabrina Colle, sebbene abbiano un'unione "aperta".[5][6][7]

Carriera di critico d'arteModifica

L'inizioModifica

Parallelamente alla sua attività politica, continua a occuparsi di arte,[8] commentando in videocassetta alcune delle opere dei più importanti pittori e scrivendo numerosi saggi e libri specializzati. I titoli più rilevanti da lui pubblicati sono Carpaccio (1979), I capolavori della pittura antica (1984), La stanza dipinta (1989), Davanti all'immagine (1990, vincitore del Premio Bancarella), Onorevoli fantasmi (1994), Lezioni private (1995), Lezioni private 2 (1996), Davanti all'immagine (2005), Ragione e passione. Contro l'indifferenza (2006), Clausura a Milano, Da Suor Letizia a Salemi (2008, scritto con Marta Bravi).

Gli anni duemilaModifica

Nel 2008 una introduzione da lui firmata a un volume sul Botticelli venne riconosciuta come un plagio, in quanto copiata testualmente da frasi che la storica dell'arte Mina Bacci aveva scritto sul pittore quattrocentesco in un fascicolo dei "Maestri del colore".[9][10]

È editorialista del quotidiano il Giornale e cura una rubrica sul settimanale Panorama.

Nel 2010 viene nominato soprintendente della Soprintendenza speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare. La nomina venne successivamente annullata per ben 3 volte dalla Corte dei Conti.[11][12] Nel 2014 si dimette dall'incarico.[13]

Nel 2011, venne incaricato dal Ministero per i beni e le attività culturali, quale curatore del Padiglione Italia e dei padiglioni regionali per la 54ª Esposizione internazionale d'arte di Venezia organizzata dalla Biennale di Venezia, tra il 4 giugno e il 27 novembre 2011, per la prima volta dislocata sulla terraferma e dipinge un quadro completandolo insieme con il pittore Salvatore Garau. Viene anche nominato presidente della "Fondazione Gino De Dominicis"[14]. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a polemiche e dispute legali. L'Associazione Gino De Dominicis, l'Archivio Gino De Dominicis e la Fondazione Gino De Dominicis si contendono l'autorità culturale e legale nell'ordinamento del lavoro dell'artista morto nel 1998.[15]

 
Sgarbi nel 2012 a Riva del Garda

Nel 2014 viene indicato dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni come Ambasciatore dell'Expo 2015 per le belle arti[16] ed è inoltre nominato, quale rappresentante della Regione Lombardia, come componente del Consiglio di Amministrazione della "Fondazione di diritto privato Bagatti Valsecchi" di Milano[17] responsabile della gestione del Museo Bagatti Valsecchi.

Nell'aprile del 2019 viene nominato presidente del Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.[18]

La polemica a Expo 2015Modifica

 
Vittorio Sgarbi alla manifestazione "Pro USA" a Piazza del Popolo a Roma il 10 ottobre 2001.

Nel 2015 si è reso protagonista di un'accesa polemica concernente il possibile prestito dei Bronzi di Riace all'Expo 2015.[19] Al diniego dei responsabili del Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, basato su un pregresso parere di intrasportabilità valutato dall'Istituto superiore per la conservazione ed il restauro e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria,[20] Sgarbi ha dichiarato che le due statue sono «ostaggio della 'ndrangheta» e del «pregiudizio che siano inamovibili», aggiungendo che «non c'è nulla di più movibile dei bronzi».[19]

Al fine di ottenere le statue, Sgarbi e Maroni si sono rivolti al ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini, chiedendone l'intervento. La commissione ministeriale, presieduta dall'archeologo Giuliano Volpe dell'Università degli studi di Foggia, ha sconfessato le tesi di Sgarbi, ribadendo l'intrasportabilità delle opere, e tale parere venne accolto dal ministro Franceschini, mettendo fine alla polemica.

Carriera televisivaModifica

 
Vittorio Sgarbi

La polemica al Maurizio Costanzo ShowModifica

Sgarbi si affermò come personaggio televisivo negli anni '80 come ospite ricorrente della trasmissione televisiva Maurizio Costanzo Show, durante la quale alternava lezioni d'arte a dispute verbali nei confronti degli altri ospiti.[21] In seguito a una lite poi divenuta celebre, fu condannato a pagare una multa di 60 milioni di lire.[22][22][23]

L'uso strumentale della polemica per costruire un personaggio televisivo ha avuto eco anche nella serie a fumetti Alan Ford, nella quale il personaggio Insulto Ingiuria è palesemente ispirato a Vittorio Sgarbi.[24]

La polemica con Federico ZeriModifica

Nel 1989 augurò la morte al noto critico Federico Zeri[25] nel corso d'una puntata del programma di Costanzo.[26] Secondo Sgarbi, Zeri ne aveva infatti preteso il licenziamento perché convinto della sua colpevolezza riguardo alle accuse della contessa trevigiana Pia Bressanin della Rovere. La Bressanin affermò che Sgarbi l'aveva indotta a consegnargli un quadro di Giovanni Agostino da Lodi, La cena di Emmaus, che il critico d'arte aveva riconosciuto nel Museo civico Luigi Bailo di Treviso, a cui la contessa l'aveva affidato anni prima.

Gli anni '90Modifica

Nel 1990 Vittorio Sgarbi si aggiudica la 37ª edizione del premio Bancarella con il libro "Davanti all'Immagine" edito da Rizzoli.

La sua apparizione televisiva nei primi anni Novanta fu in generale salutata come una novità,[senza fonte] anche se ci fu chi, come il critico televisivo Beniamino Placido, riconoscendo il fascino che il personaggio esercitava su un vasto pubblico, ne scherniva l'autorevolezza come critico d'arte unita allo stile poco ortodosso di divulgatore, definendolo in un suo articolo «il Fatuo Magico».[27]

Dal 1992 al 1999 condusse il programma Sgarbi quotidiani su Canale 5. In una puntata rimase in silenzio per l'intera durata della trasmissione, ben 15 minuti, per protesta contro Berlusconi, a causa del divieto di criticare il Cavaliere nella sua campagna elettorale del 1994 nelle reti Fininvest. Berlusconi aveva infatti dichiarato: «Alla prima che mi fate vi licenzio e ve ne andate». Durante gli istanti finali di quella puntata mostrò ai telespettatori un foglio di carta con scritto: «Basta Sì».[28] La puntata fu seguita da tre milioni e mezzo di spettatori, totalizzando il 20% di share.[29]

Altro record di ascolti venne raggiunto[senza fonte], nel dicembre del 1997, da una puntata girata in esterna e intervistato dal giornalista Antonio Panei, in occasione della restituzione ai monaci trappisti dell'Abbazia delle Tre Fontane, delle sculture raffiguranti 3 teste ritrovate da Sgarbi e trafugate dal luogo del martirio di San Paolo.[30]

Nel 1998 cerca di rompere l'embargo internazionale alla Libia di Gheddafi, violando il blocco aereo e atterrando a Tripoli con due piccoli Piper decollati da Lampedusa. All'impresa partecipano anche l'editore Nichi Grauso, l'esperto d'arte Peter Glidewell, il regista Filippo Martinez e un giornalista del Corriere della Sera, Francesco Battistini.[31]

 
Sgarbi presenta una mostra a Milano (2007)

Poco dopo Sgarbi ebbe l'occasione di doppiare un personaggio dei Simpson, il gestore del banco, "Il lancio degli anelli", nella puntata Bart Giostraio.[32]

Gli anni 2000Modifica

Nel 2006 è membro della giuria nella prima edizione del reality show La pupa e il secchione su Italia 1. Verrà però espulso dal programma a due puntate dalla fine, per via di un'accesa lite con un'altra giurata, Alessandra Mussolini.[33] Nel 2010 è membro della giuria in due programmi: Il più grande italiano di tutti i tempi, condotto da Francesco Facchinetti su Rai 2, e la seconda edizione de La pupa e il secchione, condotto da Enrico Papi e Paola Barale su Italia 1. Il 18 maggio 2011 conduce un nuovo programma su Rai 1 intitolato Ci tocca anche Vittorio Sgarbi, che fa registrare un bassissimo risultato d'ascolti già alla puntata d'esordio (2.064.000 telespettatori, 8,27%). Visto il risultato, assolutamente scarso per il primo canale RAI, il programma viene interrotto dopo una sola puntata. Poco dopo dichiarerà «Ho sbagliato io, ora chiudiamo». Nella trasmissione, dedicata al tema della paternità, tra le altre cose il critico d'arte ha criticato le forme di energia eolica e solare.[34]

 
Vittorio Sgarbi in visita al Museo di Saludecio e del Beato Amato, 24 dicembre 2016[35].

Nel 2015 è ospite fisso nella trasmissione Virus - Il contagio delle idee, talk-show politico di Rai 2, con il suo spazio artistico-culturale all'inizio di ogni puntata.

Carriera teatraleModifica

Dopo esser stato a cavallo del 1999 e 2000 Direttore Artistico del festival estivo AstiTeatro,[36][37] nel 2002 esordisce come regista teatrale con l'Opera Rigoletto prodotta dalla Fondazione Arturo Toscanini. Nel 2009 ha cominciato una sua tournée teatrale dal titolo, "Sgarbi l'altro". Nel 2010 ha dato vita a uno spettacolo teatrale con il pianista Nazzareno Carusi intitolato, "Discorso a Due" e dedicato agli Anni di pellegrinaggio di Franz Liszt e alle opere di Michelangelo e Dante che ne hanno ispirato i maggiori capolavori. Culmine del "Discorso a due" è l'esecuzione del melologo ideato da Carusi giustapponendo alla sua esecuzione della lisztiana "Fantasia quasi Sonata - Dopo una lettura di Dante" la lettura da parte di Sgarbi dell'intero V canto dell'Inferno dantesco.[38] Per questo progetto, nel 2011 gli viene assegnato il Premio Lunezia in coppia con Nazzareno Carusi.[39] Nel 2015 esordisce in qualità di autore e interprete con lo spettacolo teatrale Caravaggio: il calendario registra il tutto esaurito[senza fonte].

Attività politicaModifica

Politico spesso incline a cambiare schieramento, alcuni lo hanno definito "il più grande trasformista d'Italia".[40] Politicamente si è più volte definito un liberale e un libertario[41][42][43][44]. Si è dichiarato favorevole alla liberalizzazione delle droghe, di ogni tipo[45].

I primi anniModifica

Nel 1975 si iscrisse alla Federazione Giovanile del Partito Monarchico.[46]

Nel 1990 accetta di essere candidato al consiglio comunale di Pesaro per le liste del PCI, ma viene rifiutato per essersi proposto come candidato contemporaneamente nelle liste del Partito Socialista Italiano. Rinuncia così a Pesaro e si candida al consiglio comunale di San Severino Marche (con il Partito Socialista Italiano), risultando eletto, e diventando nel 1992 sindaco della città, sostenuto dalla Democrazia Cristiana e dal Movimento Sociale Italiano.

Dal 1992 al 2006Modifica

 
Sgarbi eletto alla Camera nel 1992

Sempre nel 1992 è deputato per il Partito Liberale Italiano nella XI Legislatura, eletto nel collegio di Cagliari[47].

Successivamente si avvicina al Partito Radicale di Marco Pannella, con cui sarà alleato nelle coalizioni guidate da Silvio Berlusconi nel 1994 e nel 1996. Nel 1994 è eletto deputato per Forza Italia, ma subito si iscrive al Gruppo misto. È presidente della VII Commissione parlamentare (Istruzione).[48] In questa legislatura è protagonista di una rissa con Umberto Bossi.[49] Nel 1996 è eletto alla Camera per Forza Italia con il sistema proporzionale nella circoscrizione IX Friuli-Venezia Giulia. Si iscrive al gruppo misto.[50]

Nel 1999 è candidato a sindaco di Ferrara con l'appoggio di Forza Italia e di una lista radicale,[51] arrivando secondo col 26,2% dei voti dietro il candidato di centrosinistra.[52]

Nel 2001 Sgarbi viene eletto deputato nella quota proporzionale in Forza Italia, dopo aver perso la lotta per un seggio uninominale in Veneto. Diventa quindi sottosegretario ai Beni culturali dal 2001 al giugno del 2002. L'incarico gli viene revocato dal Consiglio dei ministri a causa di numerose polemiche e tensioni con l'allora ministro Giuliano Urbani. Il casus belli è stata l'opposizione alla politica del governo sui beni artistici e culturali. Con il cosiddetto decreto taglia-deficit il governo prevedeva la possibilità di cedere dei beni dello Stato alla Patrimonio Spa e Infrastrutture Spa, società che avrebbero avuto il compito di gestire il patrimonio artistico e la facoltà di venderne alcune parti a privati. Sgarbi contestando la mancanza di un esplicito riferimento dell'inalienabilità dei tesori artistici e culturali italiani chiese le dimissioni di Urbani. La sua rinuncia all'incarico è avvenuta con una breve nota in cui Sgarbi afferma «non potendo condividere metodi e destino di questo ministero, metto a tua disposizione tutte le deleghe»,[53] mentre la conseguente risposta di Palazzo Chigi è stato un ugualmente stringato comunicato in cui si affermava «sono venute meno le condizioni per la permanenza dell'onorevole Sgarbi nella carica e nelle funzioni di sottosegretario».[54] La polemica tra Urbani e Sgarbi ha portato Urbani a esprimere giudizi piuttosto duri sul critico «Preferisco citare il Federico Zeri su Sgarbi: narcisista, presuntuoso, impreparato, superficiale. Non sono parole mie, insisto, ma di Zeri. Basta consultare i suoi archivi a Mentana».[55] In precedenza, prima della rimozione da sottosegretario, numerose polemiche avevano caratterizzato l'azione di Sgarbi fra cui far aprire fuori orario, spesso di notte, i musei per consentire ai suoi amici di visitarli. All'accusa, formalizzata in interrogazione parlamentare,[56] Sgarbi ha ribadito "che nelle vesti di sottosegretario ai beni culturali ha visitato musei nelle ore notturne, e comunque al di fuori degli orari d'apertura al pubblico, giustificando tale fatto come opera di controllo verso i musei pubblici".

In occasione delle elezioni europee del 2004 Sgarbi si candida nella lista Partito Repubblicano Italiano - I Liberal Sgarbi (detta anche "Partito della bellezza")[57], la quale ottiene tuttavia soltanto lo 0,7% dei voti e nessun eletto.

Nel 2005 abbandona la Casa delle Libertà e passa all'Unione. Propone la propria candidatura in vista delle elezioni primarie della coalizione di centrosinistra, ma deve successivamente ritirarsi in base alla regola che vietava la partecipazione alle primarie a chi avesse avuto incarichi politici nelle ultime due legislature guidate da Berlusconi. Alle Elezioni politiche del 2006 decide di candidarsi con la Lista Consumatori che appoggia la coalizione di centrosinistra, senza essere tuttavia eletto.

Dal 2006 al 2012Modifica

Nel 2006 si candida a sindaco di Milano, ma successivamente stipula un accordo con la candidata della Casa delle Libertà Letizia Moratti, che prevede il ritiro della propria candidatura. Dopo la vittoria dell'ex ministro dell'istruzione, Sgarbi ottiene l'incarico di assessore alla cultura. L'8 maggio 2008 la nomina ad assessore gli viene revocata dalla sindaca Moratti,[58] che prese tale decisione dopo che Sgarbi aveva falsificato una delibera della giunta comunale che concedeva il patrocinio del comune a una mostra a tema LGBT, che la Moratti giudicava imbarazzante per la cittadinanza.

Il 30 giugno 2008,[59] sostenuto dall'UDC, dalla DC e da una lista civica di centro è stato eletto sindaco del comune di Salemi. Il 29 luglio 2008 il TAR della Lombardia ha accolto il ricorso con cui l'animatore d'arte contestava il «licenziamento» dal Comune di Milano reintegrandolo, di fatto, nelle funzioni di assessore.[60] Il critico, tuttavia, con un comunicato, emanato il giorno successivo alla decisione dei giudici, si è spontaneamente dimesso dalla carica di assessore, risolvendo alla radice il problema della incompatibilità con il ruolo di primo cittadino del comune belicino.

Eletto sinda, nomina il cantante Morgan assessore all'ebbrezza,[61] Oliviero Toscani e Peter Glidewell assessori al nulla[62] e un poliziotto assessore all'antimafia.[63] Tra le altre iniziative, nell'agosto 2008 Sgarbi ha proclamato Salemi "prima capitale dell'Italia tibetana", per esprimere solidarietà nei confronti dei monaci tibetani e per condannare le ripetute violazioni dei diritti umani che essi hanno subìto da parte della Cina.[64]

Su idea di Oliviero Toscani, assessore alla creatività del comune, viene avviato un progetto per salvaguardare il patrimonio artistico della città vendendo al prezzo simbolico di 1 euro le case di Salemi distrutte dal terremoto del Belice. a chi voglia restaurarle e risiedervi. L'iniziativa mediatica avrebbe riscosso l'interesse di varie personalità come i coniugi Moratti, il cantante Lucio Dalla, il ministro Renato Brunetta, il giornalista Philippe Daverio.[65]. Il 28 dicembre 2008 Sgarbi, ad Agrigento in occasione della presentazione di un suo libro, fu accolto da un'accesa contestazione. Il 2 febbraio 2010 a seguito di un'indagine della Guardia di Finanza sull'uso illecito delle auto blu, preannuncia le sue dimissioni da sindaco di Salemi,[66] ma non furono mai ufficialmente confermate. Tra le altre cose, fece istituire in Salemi, un museo della mafia, intitolato a Leonardo Sciascia, e inaugurato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dove offriva documentazioni e materiale d'archivio per non dimenticare la storia oscura della Sicilia.[67] Nel febbraio 2012 gli ispettori nominati dall'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni portano alla commissione tecnica del Viminale la proposta di scioglimento del comune di Salemi per "infiltrazioni mafiose". Sgarbi preannuncia le sue dimissioni da sindaco il 6 febbraio 2012[68] e si dimette effettivamente il 15;[69] il 23 marzo 2012 il Consiglio dei Ministri scioglie l'amministrazione comunale di Salemi guidata da Vittorio Sgarbi[70] per infiltrazioni mafiose. Dopo lo scioglimento per mafia del Comune di Salemi (TP), del quale Vittorio Sgarbi era sindaco, il critico d'arte ha contestato duramente la gestione del Commissario straordinario Leopoldo Falco, e ha continuato fino a quando Falco è stato nominato Prefetto di Trapani e finanche in occasione delle morte di quest'ultimo[71][72][73][74][75].

Nell'aprile 2012 si candida come sindaco di Cefalù, sostenuto da tre liste civiche.[76] Sia in primo sia in secondo grado i giudici lo ritengono incandidabile in virtù dell'art. 143 del D. Lgs. n. 267/2000 che prevede l'incandidabilità al primo turno elettorale utile per gli amministratori di enti sciolti per infiltrazioni mafiose,[77][78] ma le elezioni si svolgono regolarmente il 6 e 7 maggio 2012 e Vittorio Sgarbi partecipa come candidato a sindaco perdendo la competizione elettorale, piazzandosi solo al terzo posto tra i vari candidati con il 16,8% dei voti, contro il 34,5% ottenuto dal sindaco eletto Rosario Lapunzina del Partito Democratico.[79]

Attività dal 2012 al 2021Modifica

 
Sgarbi nel 2015

Il 7 luglio 2012 viene nominato Assessore alla Rivoluzione del comune di Baldissero d'Alba[80]; fino al 13 maggio 2014[81].

Nel 2012 fonda il "Partito della Rivoluzione-Laboratorio Sgarbi".[82] Sotto l'emblema di questo nuovo partito, si ricandida come sindaco di Salemi alle elezioni amministrative del 25 maggio 2014 e viene sconfitto.

Nel 2014 viene nominato Assessore alla Rivoluzione, alla Cultura, all'Agricoltura, alla tutela del Paesaggio e del Centro Storico[83][84] del Comune di Urbino. Incarico dal quale minaccia di dimettersi il 21 dicembre 2015, in seguito a una polemica contro l'installazione e la mancata rimozione di un albero di Natale, da lui non autorizzato e definito "un'inutile bruttura immorale"[85]; ma non formalizza le dimissioni e rimane assessore[86]. Mantiene tale carica fino alla scadenza naturale del mandato, nel 2019[87]. In seguito alla rielezione del sindaco uscente, viene riconfermato in giunta, con la carica di Prosindaco con delega alla cultura e alle celebrazioni raffaellesche del 2020[88].

Il 3 giugno 2015 annuncia la propria candidatura come sindaco di Milano[89] (elezioni del 2016) ma dopo aver annunciato ufficialmente la candidatura[90] e aver tentato inutilmente di proporsi come candidato del centro destra, il 10 febbraio 2016, rinuncia.[91].

Tra il 2016 e il 2017, per 8 mesi, è assessore al comune di Cosenza con delega al centro storico.

Nel 2017 Sgarbi annuncia anche la sua candidatura a governatore alle imminenti elezioni regionali in Sicilia. Il 29 settembre ritira la sua candidatura in cambio della promessa di essere nominato assessore alla Cultura in caso di vittoria di Nello Musumeci.[92]

Il 29 novembre 2017 è infatti nominato dal presidente della Regione Siciliana Musumeci assessore ai Beni culturali e all'identità siciliana[93]. In vista delle elezioni politiche italiane del 2018 il 28 gennaio con Sentenza di cassazione sez. elettorale, N. 01/2018, Rinascimento fa togliere il nome Sgarbi dalla lista "Rinascimento Sgarbi - MIR" in Friuli Venezia Giulia e si federa con Forza Italia, che indica Sgarbi come candidato della coalizione di centro-destra all'uninominale nel collegio uninominale di Acerra[94] perdendo nettamente la sfida contro il candidato Premier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio (63,41% contro 20,37%); Sgarbi viene comunque eletto come capolista del proporzionale di Ferrara e Modena.[95] Per incompatibilità tra i due incarichi, il 4 aprile 2018 si dimette da assessore ai Beni culturali della regione Sicilia.

Alle elezioni amministrative del 10 giugno seguente viene eletto sindaco di Sutri, in provincia di Viterbo, con il 58,79% delle preferenze, pari a 2 207 voti, con la lista civica Rinascimento Sgarbi. Il 4 ottobre dello stesso anno decide di abbandonare il gruppo di Forza Italia alla Camera perché Silvio Berlusconi aveva annullato la sua visita a Sutri e si iscrive al gruppo misto.[96]

Il 6 dicembre 2019 aderisce a una nuova componente del misto di nome "Noi con l'Italia-USEI-Cambiamo!-Alleanza di Centro". Il 27 dicembre seguente viene annunciato come candidato capolista di Forza Italia alle regionali in Emilia-Romagna del 26 gennaio 2020 per le province di Bologna, Parma e Ferrara.[97] Risulta l'unico eletto per il partito Forza Italia, ricevendo 1.605 preferenze nel collegio di Bologna, mentre in quello di Parma ne raccoglie 755 e in quello di Ferrara 741.[98] Tuttavia non siederà nel consiglio regionale, data l'incompatibilità tra la carica di deputato e quella di consigliere regionale.[99]

Alle elezioni regionali in Valle d'Aosta del 20/21 settembre 2020 il movimento di Sgarbi raccoglie 3.289 voti pari al 4,96% senza ottenere alcun seggio mentre alle amministrative ad Aosta la lista di Rinascimento con candidato sindaco Giovanni Girardini con il 24% (4 seggi) accede al ballottaggio venendo sconfitto due settimane più tardi, nonostante la convergenza del centro-destra, dato che il candidato del centro-sinistra ha la meglio con il 53%.[100][101] Invece a Trento, dove sostiene Carli insieme all’UDC e una civica, con il 2,84% ottiene un seggio.

Il 18 febbraio 2021, diversamente dagli altri membri della componente di Noi con l'Italia-USEI-Rinascimento ADC, si astiene dal votare la fiducia al Governo Draghi. Il mese seguente dichiara di avere avuto, senza saperlo, il COVID-19 come asintomatico e di avere un tumore.[102]

Affiliazioni politicheModifica

Sgarbi, che da giovane ha fatto parte dell'Unione Monarchica Italiana[103], ha strettamente collaborato con:

 
Sgarbi durante il Festival di Venezia 2020
 
Sgarbi a Casalpusterlengo durante la lezione "I tesori di Lodi, Codogno e Casalpusterlengo"

I Liberal SgarbiModifica

Il 21 marzo del 1999 fonda il movimento I Liberal - Sgarbi, con l'obiettivo di partecipare alle elezioni europee di quell'anno. Il simbolo tuttavia venne ricusato, in quanto il contrassegno elettorale conteneva anche il logo del PSDI e l'Ufficio elettorale della Cassazione negò che esso potesse essere validamente usato da Enrico Ferri, che non era più legale rappresentante di quel partito[113]. Pochi mesi più tardi il movimento si federò con Forza Italia, ma partecipò comunque alle elezioni amministrative e regionali del 2000 con il simbolo dei Liberal Sgarbi - I Libertari, eleggendo anche un consigliere regionale in Calabria.

In occasione delle elezioni europee del 2004 Sgarbi presenta la lista Partito Repubblicano Italiano - I Liberal Sgarbi (detta anche "Partito della bellezza")[57], la quale ottiene tuttavia soltanto lo 0,7% dei voti e nessun eletto.

RinascimentoModifica

Nel 2017 fonda Rinascimento, un nuovo movimento che pone al centro del proprio programma politico la bellezza, sulla quale ritiene essere necessario investire.[114]

Alle comunali di La Spezia con la Lista Civica - un Rinascimento per La Spezia sostiene Giulio Guerri, consigliere di opposizione al sindaco del PD e sostenuto anche dai fuoriusciti del Movimento 5 Stelle; al primo turno prende il 6,25% ma la lista di Sgarbi con 372 voti (0,97%) non ottiene alcun seggio.[115]

Per Rinascimento e Moderati in Rivoluzione (MIR) dell'imprenditore Gianpiero Samorì si candida come governatore alle Elezioni regionali in Sicilia del 2017. Del movimento è entrato a far parte anche l'ex ministro Giulio Tremonti insieme al quale Sgarbi ha scritto il libro "Rinascimento. Con la cultura (non) si mangia".[116]

Procedimenti giudiziariModifica

CondanneModifica

Sgarbi ha subito diverse condanne penali e civili, principalmente pene pecuniarie per i reati di diffamazione e ingiuria; ha subito anche una condanna a 6 mesi e 10 giorni di reclusione con la condizionale.

Condanna per assenteismo e produzione di documenti falsi
Nel 1996, con sentenza della Pretura di Venezia, è stato condannato a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, per produzione di documenti falsi[117] e assenteismo nel periodo 1989-1990, mentre era dipendente del Ministero dei Beni culturali, con la qualifica di funzionario ai Beni artistici e culturali del Veneto, e al tempo della sua partecipazione al Maurizio Costanzo Show. Condannato a pagare un indennizzo di 700.000 lire, il critico d'arte si giustificò affermando che la sua assenza dall'ufficio dipendeva dall'impegno per la redazione d'un catalogo d'arte, e parlando di "arbitrio, discrezionalità e follia" a proposito della sentenza.[118][119][120][121][122] All'inizio del 2016 Vittorio Sgarbi è stato riammesso in servizio nei ruoli della Soprintendenza di Venezia grazie al pronunciamento della sezione lavoro del Tribunale di Venezia (Presidente dottor Luigi Perina)[123].
Condanna per diffamazione aggravata contro Caselli e il pool di Milano
Il 14 agosto 1998, dopo il suicidio del magistrato Luigi Lombardini, in un'intervista a Il Giornale ne attribuisce la responsabilità alle "inchieste politiche di Caselli [...] uomo di Violante", in quanto "il suicidio di Lombardini ha evidenziato la natura esclusivamente politica dell'azione di Caselli e i suoi" che "impudentemente frugano nella sua tomba [...] sul suo cadavere"; il 17 agosto 1998, ignorando i ringraziamenti dell'avvocato di Lombardini per la correttezza tenuta da Caselli nella conduzione dell'interrogatorio nonché il positivo pronunciamento del CSM in merito, ne chiede "l'immediato arresto" nonché la "sospensione dal servizio e dallo stipendio". Alla successiva querela, l'intervistatore Renato Farina e il direttore Mario Cervi scelgono il patteggiamento, mentre Sgarbi la via del processo; a una delle udienze, tenute a Desio, «non si presenta in Tribunale, dicendo di essere a Bologna per un altro processo; il giudice telefona a Bologna e scopre che lì Sgarbi ha fatto lo stesso sostenendo di essere a Desio».[124] Per queste affermazioni nel 1998 verrà condannato dalla Cassazione per diffamazione aggravata sulle indagini del pool antimafia di Palermo, guidato da Gian Carlo Caselli, oltre a 1.000 € di multa.
Vi è chi, di fronte a questo pronunciamento, ha sostenuto che la condanna sarebbe occorsa per aver Sgarbi definito le indagini "politiche",[125] esercitando il proprio diritto di critica[126] Questa ricostruzione è stata contestata da Marco Travaglio, per il quale "criticare significa affermare che un'inchiesta è infondata, una sentenza è sbagliata. Ma sostenere che un PM e l'intera sua Procura sono al servizio di un partito, agiscono per finalità politiche, usano la mafia contro lo stato, non è criticare: è attribuire una serie di reati gravissimi, i più gravi che possa commettere un magistrato".[127]
Condanne civili per ingiurie contro Marco Travaglio
Il 1º maggio 2008, durante la puntata televisiva di AnnoZero,[128] Vittorio Sgarbi si rivolse al giornalista Marco Travaglio con insulti molto pesanti: "Siamo un grande paese con un pezzo di merda come te". Il 10 dicembre 2009 il Tribunale Civile di Torino condanna Sgarbi a 30.000 € di risarcimento per ingiurie e al pagamento delle spese legali.[129] Il giudice ha anche stabilito la pubblicazione della sentenza su la Repubblica e La Stampa.[130]
Il 6 ottobre 2010 è stato nuovamente condannato al pagamento di 35.000 €, avendo rimarcato "Mi correggo. Travaglio non è un pezzo di merda. È una merda tutta intera", sulle colonne del quotidiano online "La voce d'Italia" e due giorni dopo dagli studi di Domenica Cinque, il programma televisivo condotto da Barbara D'Urso.[131][132]
Condanna per diffamazione contro Roberto Reggi
Nel luglio 2009 Sgarbi è stato condannato per diffamazione: la sentenza è stata emessa dal tribunale di Monza.
Il critico d'arte infatti insultò Roberto Reggi, il sindaco di Piacenza, dai microfoni di Rtl 102.5; il pubblico ministero aveva chiesto 4 mesi, ma la pena è stata poi inasprita a 6 mesi. Tuttavia grazie all'indulto la pena è stata sostituita da un risarcimento, da versare nelle casse del comune piacentino.[133]
Condanna per diffamazione contro Raffaele Tito
Nonostante la sopraggiunta prescrizione che ha "cancellato" il reato di diffamazione, il 26 maggio 2010 Sgarbi è stato condannato dalla Corte d'Appello di Venezia al pagamento di 110.000 € come risarcimento al procuratore aggiunto di Udine ed ex pm di Pordenone, Raffaele Tito per averlo pesantemente diffamato, nel 1997, nel corso di alcune puntate di Sgarbi quotidiani andate in onda su Canale 5. L'ammontare del risarcimento è stato ridotto di un quarto rispetto a quello stabilito in primo grado, in quanto per una delle trasmissioni incriminate Sgarbi è stato dichiarato non punibile. L'intero iter giudiziario è durato ben 13 anni in quanto i legali di Sgarbi, dopo la condanna di primo grado a un anno e un mese di reclusione intervenuta nel 2001, avevano fatto ricorso alla Corte costituzionale rilevando l'insindacabilità delle sue affermazioni in quanto all'epoca il critico era parlamentare, ma la Consulta rispedì gli atti al Tribunale rigettando l'istanza e dando il via libera al processo.[134]
Condanna per ingiuria contro Gianfranco Amendola
Con sentenza del 15 settembre 2003 del Tribunale Civile di Roma, Sgarbi è stato condannato al pagamento a favore del magistrato Gianfranco Amendola di 30.000 euro più spese legali per le frasi ingiuriose pronunciate nel corso di una serata del Maurizio Costanzo Show nel 1993, quali, come da sentenza, "incapace, ignorante, bugiardo, maiale". Dieci anni di causa di primo grado scandite da intervenute modifiche di legge e da una sentenza della Corte Costituzionale che annullò[135] la delibera di insindacabilità a favore di Sgarbi adottata dalla Camera dei Deputati. Sentenza confermata nel 2009 dalla Corte d'Appello di Roma con condanna a ulteriori spese legali, passata successivamente in giudicato. A oggi Sgarbi non risulta aver onorato la sentenza.
Condanna per diffamazione contro Ilda Boccassini (confermata in Cassazione)
Nel maggio 2011 la Corte di Cassazione con sentenza n. 10214, conferma la condanna al risarcimento per danni da diffamazione, a favore del pm milanese Ilda Boccassini, a carico di Sgarbi e del circuito televisivo di Mediaset. La Suprema Corte respinge il ricorso con il quale Sgarbi e Reti Televisive Italiane sostenevano la liceità di alcune espressioni usate nella trasmissione Sgarbi quotidiani, andata in onda il 16 febbraio 1999, durante la quale la Boccassini veniva criticata in relazione all'inchiesta sul capo dei gip della Capitale, Renato Squillante. Sgarbi e RTI sono stati condannati a rifondere in solido il pm Boccassini con 25.822 euro.[136][137]
Condanna civile per diffamazione contro il pool di Mani pulite (confermata in Cassazione)
Nel 2011, a seguito di una vertenza che durava dal 1994, Sgarbi si accordò a versare 60.000 euro a tre ex pm del pool di Mani pulite di Milano, Piercamillo Davigo, Gherardo Colombo e Francesco Greco, per poi rifarsi sui giornali che avevano pubblicato le dichiarazioni (Avvenire e il Giornale), peraltro pronunciate e ripetute nel programma tv Sgarbi quotidiani; la Cassazione ha invece addebitato nel 2015 al solo Sgarbi il risarcimento, obbligandolo a pagare tale somma ai tre diffamati. Sgarbi li aveva definiti "assassini", in riferimento al suicidio in carcere di Gabriele Cagliari e quelli di altri indagati a piede libero, come Raul Gardini e Sergio Moroni.[138] Sgarbi disse in particolare:[139][140][141]

«Di Pietro, Colombo, Davigo e gli altri sono degli assassini che hanno fatto morire della gente. Vanno processati e arrestati. È giusto che se ne vadano, nessuno li rimpiangerà. Vadano in chiesa a pregare per tutta quella gente che hanno fatto morire: Moroni, Gardini, Cicogna, Cagliari. Hanno tutte queste croci sulla coscienza. Ringrazio Iddio che, con questo decreto [Decreto Biondi], eviteranno essi stessi l'arresto per tutti gli assassinii che hanno commesso.»

Non sono invece rientrati nel procedimento gli altri giudici: Borrelli, Di Pietro e il defunto D'Ambrosio.
Condanna per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale
In seguito a un episodio in cui Vittorio Sgarbi avrebbe insultato quattro Carabinieri e intimato al suo autista a non fermarsi di fronte al loro stop, presso Expo 2015 a Milano, il soggetto è stato condannato nel luglio 2016 a versare 11.000 euro di risarcimento, 1.000 all'Arma dei Carabinieri e 10.000 ai quattro carabinieri.[142]
Condanna per diffamazione di Nino Di Matteo
Nel maggio 2018 il giudice monocratico di Monza Bianchetti ha condannato Vittorio Sgarbi a sei mesi di reclusione per avere diffamato, su Il Giornale, il magistrato palermitano Nino Di Matteo, dato che il 2 gennaio 2014 scrisse: «Riina non è, se non nelle intenzioni, nemico di Di Matteo. Nei fatti è suo complice». A tre mesi, per omesso controllo, è stato condannato il direttore del quotidiano Alessandro Sallusti. Entrambi hanno avuto la sospensione della pena.

PrescrizioniModifica

Condanna per diffamazione contro Caselli e Orlando (prescritta in Cassazione)
Il 7 aprile 1995 ha letto a Sgarbi quotidiani una lettera sui "veri colpevoli" dell'assassinio di Don Pino Puglisi, non rilevandone le generalità essendo priva di firma, ma da lui attribuita a un sedicente amico del sacerdote assassinato; la missiva accusava come mandante il procuratore Caselli e, secondo quanto riportato da Marco Travaglio, come «killer Leoluca Orlando e Michele Santoro», intendendo quindi che tutti e tre erano i responsabili morali, avendone fatto "un sicuro bersaglio";[143] la lettera riporta anche delle parole attribuite da essa a don Puglisi stesso:

«Fui più volte contattato da Caselli e dai suoi uomini [...] pretendevano accuse, nomi, circostanze... volevano che denunciassi la mia gente e miei ragazzi... che rivelassi cose apprese in confessione [...]. Caselli disprezza i siciliani, mi vuole obbligare a rinnegare i miei voti e la mia veste, pretende che mi prostituisca a lui. Più che nemico della mafia, è un nemico della Sicilia. Orlando è un mafioso vestito da gesuita [...]. Caselli ha fatto di me consapevolmente un sicuro bersaglio. Avrà raggiunto il suo scopo quando un prete impegnato nel sociale verrà ucciso [...]. Caselli, per aumentare il suo potere, ha avuto la sua vittima illustre.»

Caselli in vita sua non conobbe mai don Puglisi.[143]
Per queste dichiarazioni Sgarbi è stato condannato per diffamazione in primo e secondo grado.[144] Nel suo libro Un magistrato fuorilegge, Caselli ha affermato che la Cassazione ha in seguito dichiarato la prescrizione del reato,[144] ma Sgarbi, tramite il suo avvocato, ha contestato questa ricostruzione sostenendo che la Cassazione aveva invece annullato le precedenti sentenze rimandando quindi il tutto a un nuovo giudizio che non c'è mai stato per l'intervenuta prescrizione.[145]

AssoluzioniModifica

Processo per diffamazione dei giudici Franco Battaglino e Paolo Gengarelli di Rimini
Commentando la richiesta, da parte dei due magistrati, di acquisire le cartelle cliniche del fondatore di San Patrignano Vincenzo Muccioli, Sgarbi aveva detto: "Nessuna pietà per questi giudici. Per salvaguardare la dignità di piccoli uomini dovevano insultare un uomo che sta morendo. Mentalità di uomini di paese che si comportano come vigili urbani...".[146]
Procedimento per resistenza a pubblico ufficiale
Nel 2015 Sgarbi ha avuto un diverbio con alcuni agenti di polizia locale per una contravvenzione stradale compiuta nell'area Expo a Milano. A seguito di questa lite, nella quale è stato riconosciuto colpevole di oltraggio a pubblico ufficiale, ha tentato di forzare col proprio autista il posto di blocco, costringendo un agente a indietreggiare. La richiesta di condanna del PM in primo grado è stata di 1 anno e 6 mesi.[147] Il 12 marzo 2018 la Corte d'Appello di Milano dichiara il "non doversi procedere" per Sgarbi ai sensi del 'ne bis in idem' e il suo autista viene assolto.[148]

Procedimenti in corsoModifica

Procedimento per diffamazione contro Daniele Benati
Nel 2015 gli viene recapitato l'avviso di fine indagine per diffamazione nei confronti dello storico dell'arte Daniele Benati, presidente della sezione bolognese di Italia Nostra, nell'ambito della lite sulla mostra, Da Cimabue a Morandi, curata dal critico ferrarese.[149]
Condanna in sede civile per diffamazione contro Italo Tomassoni (primo grado)
Condannato a una multa di 20.000 euro e al risarcimento di 20.000 euro per aver accusato di incompetenza e plagio il critico d'arte Italo Tomassoni.[150]

Sgarbi e la fedeModifica

Il rapporto tra Vittorio Sgarbi e la fede è alquanto ambiguo e complesso: si è dichiarato molto spesso ateo[151] e talvolta cattolico. Infatti durante la trasmissione "Confronti", Sgarbi ha dichiarato di "essere fiero di essere cattolico". In due recenti interviste - l'una con il Corriere della Sera, l'altra da IO e TE su Rai 1 - ha rilasciato di nuovo altre due dichiarazioni contrastanti: alla prima ha dichiarato di non essere una persona di fede ma di credere all'esistenza di un Dio e che la prova definitiva della sua esistenza ne sono l'arte e tutte le manifestazioni benevole dell'uomo («Credere è una forma di presunzione; al massimo si può credere di credere. La ragione non ne darebbe motivo: Dio è indimostrabile, quindi non c’è. La dimostrazione che Dio esiste è una sola. ( [...] ) L'arte. C’è della divinità nell'uomo, perché l’artista aggiungendo bellezza al mondo continua la creazione. Attraverso l’arte l’uomo si immortala. Dante direbbe che “s'etterna”. Cosa c'è nell'aldilà? Nulla. Di Leonardo non resta l’anima; resta la Vergine delle Rocce»)[152]; nella seconda ha ammesso di considerarsi cattolico ma solo per una questione culturale e filosofica, vedendo nel cristianesimo più una filosofia dell'uomo che una religione, secondo cui l'idea di Dio non è altro che un principio di perfezione che spinge gli uomini a perseguire gli scopi più alti[153].

Più volte Sgarbi ha attaccato l'UAAR, l'associazione italiana degli atei e agnostici razionalisti:[154] nel novembre 2009, durante la trasmissione Domenica Cinque, Sgarbi ha attaccato la tesoriera dell'UAAR, definendola "ignorante come una capra". Nel gennaio 2010, durante la trasmissione La vita in diretta, Sgarbi ha rivolto pesanti attacchi all'associazione UAAR, accusandola di essere una "associazione di zucche vuote" e mettendo in dubbio la legittimità dell'esistenza delle associazioni atee:[155] nel corso della trasmissione aggiunse, inoltre, «io sono ateo, ma non mi sento rappresentato da nessuno» e accusò l'associazione di essere «peggio di una religione organizzata».[156]

Nel 2009, su Il Giornale, Sgarbi ha affermato che se le chiese moderne sono brutte è colpa di architetti atei.[157]

Nel 2016, nel corso della trasmissione Fuori onda, su La 7, in una puntata nella quale si affrontava un dibattito relativo alle unioni omosessuali, svolse una sua disamina criticando il matrimonio in generale, sia come istituzione che come sacramento, definendolo un'istituzione inutile. Prendendo a riferimento il passo della Bibbia relativamente alla lettera di San Paolo agli Efesi, nel quale il Santo ammoniva le mogli di "essere soggette ai propri mariti come al Signore", aggiunse, "Il mondo cristiano non c'è più, è finito. Il mondo cristiano è stata una grande illusione che è ancora nei cuori di molti, ma la vita di ogni persona ne contraddice ogni principio, ed è molto incerto che Dio esista!".[158]. In una puntata al Maurizio Costanzo Show, sempre in riferimento allo stesso tema gridò ad alta voce, «Perché dobbiamo lodare il matrimonio? Va cancellato perché è cristiano! Proprio per quello! Non va conservata questa istituzione di m***a, da cui escono solo violenze, omicidi, assassini!».[159]

Sempre nel 2019, nel corso della trasmissione L'aria che tira, attaccò un decano, l'arcivescovo Vincenzo Paglia, in riferimento al caso di Noa Pothoven, difendendo il suo estremo gesto e definendolo "un atto di vita supremo" e sostenendo che "Dio non può essere usato per fingere di poter riscattare chi non vuole esserlo" e "che deve consentire anche di uccidersi".[160] Nel corso della trasmissione il sacerdote replicò sostenendo che l'amore è un atto di Dio e che bisogna intervenire quando qualcuno sta soffrendo, come nel caso della ragazza, ma Sgarbi replicò a sua volta dicendo "non può usare Dio a suo uso e consumo".[160]

OpereModifica

  • Il populismo nella letteratura italiana del Novecento, Messina-Firenze, D'Anna, 1977.
  • Carpaccio, Bologna, Capitol, 1979; Milano, Fabbri, 1994. ISBN 88-450-5538-8; Milano, Rizzoli libri illustrati, 2002. ISBN 88-7423-006-0. (pubblicato anche negli Stati Uniti e in Francia)
  • Palladio e la Maniera. I pittori vicentini del Cinquecento e i collaboratori del Palladio, 1530-1630, catalogo di, Milano, Electa, 1980.
  • Gnoli, Milano, Ricci, 1983. ISBN 88-216-0030-0.
  • Capolavori della pittura antica, Milano, A. Mondadori, 1984.
  • Tutti i musei d'Italia, a cura di, Rozzano, Domus, 1984. ISBN 88-7212-010-1.
  • Antonio da Crevalcore e la pittura ferrarese del Quattrocento a Bologna, Milano, A. Mondadori, 1985.
  • L'opera grafica di Domenico Gnoli, a cura di, Milano, A. Mondadori, 1985.
  • Carlo Guarienti, a cura di, Milano, Fabbri, 1985.
  • Il sogno della pittura. Come leggere un'opera d'arte, Venezia, Marsilio, 1985. ISBN 88-317-4795-9. (Premio Estense 1985)
  • Mattioli. Antologia 1939-1986, Modena, Il Bulino, 1987.
  • Rovigo. Le chiese. Catalogo dei beni artistici e storici, Venezia, Giunta regionale del Veneto-Marsilio, 1988.
  • Chaim Soutine, Brescia, L'obliquo, 1988.
  • Storia universale dell'arte, a cura di, Milano, A. Mondadori, 1988. ISBN 88-04-33874-1.
  • Davanti all'immagine. Artisti, quadri, libri, polemiche, Milano, Rizzoli, 1989. ISBN 88-17-53755-1. (Premio Bancarella 1990)
  • Giovanni Segantini. I capolavori, Trento, Reverdito, 1989. ISBN 88-342-4070-7.
  • La stanza dipinta. Scritti sull'arte contemporanea, Palermo, Novecento, 1989. ISBN 88-373-0108-1.
  • Il pensiero segreto. Viaggi incontri emozioni. Prose di conversazione, Milano, Rizzoli, 1990. ISBN 88-17-84045-9; Milano, Sonzogno, 1994.
  • W. Alexander Kossuth, a cura di, Milano, Mazzotta, 1990. ISBN 88-202-0954-3.
  • Botero. Dipinti sculture disegni, a cura di, Milano, A. Mondadori arte, 1991. ISBN 88-242-0099-0.
  • Dell'Italia. Uomini e luoghi, Milano, Rizzoli, 1991. ISBN 88-17-84119-6. (Premio Fregene 1991)
  • Dizionario dei monumenti italiani e dei loro autori. Roma. Dal Rinascimento ai giorni nostri, Milano, Bompiani, 1991. ISBN 88-452-1801-5.
  • La mia vita, Milano, Condé Nast (supplemento a Vanity Fair n. 11), 1991.
  • Arturo Nathan. Illusione e destino, una esposizione a cura di, Milano, Fabbri, 1992.
  • Lo Sgarbino. Dizionario della lingua italiana. I sinonimi e i contrari, divisione in sillabe, coniugazione dei verbi, Bergamo, Larus, 1993.
  • Le mani nei capelli, Milano, A. Mondadori, 1993. ISBN 88-04-37351-2.
  • Onorevoli fantasmi. Due anni di polemiche parlamentari, Milano, A. Mondadori, 1994. ISBN 88-04-38165-5.
  • Lezioni private, Milano, A. Mondadori, 1995. ISBN 88-04-41172-4.
  • Lezioni private 2, Milano, Mondadori, 1996. ISBN 88-04-42519-9.
  • Alfredo Protti, a cura di, Milano, G. Mondadori, 1997. ISBN 88-374-1607-5.
  • A regola d'arte. Libri, quadri, poesie. Nuove lezioni sul bello, Milano, Mondadori, 1998. ISBN 88-04-45771-6.
  • Notte e giorno d'intorno girando..., Milano, Rizzoli, 1998. ISBN 88-17-85887-0.
  • Gli immortali, Milano, Rizzoli, 1999. ISBN 88-17-86147-2.
  • La casa dell'anima. Educazione all'arte, con VHS, Milano, Mondadori, 1999. ISBN 88-04-43345-0.
  • Giotto e il suo tempo, mostra ideata e curata da, Milano, Motta, 2000. ISBN 88-7179-278-5.
  • Le tenebre e la rosa. Un'antologia, Milano, Rizzoli, 2000. ISBN 88-17-86529-X.
  • Balthus, Firenze, Giunti, 2001. ISBN 88-09-02055-3.
  • Elogio della medicina di Jacovitti. Breve storia di un capolavoro sconosciuto, a cura di, Milano, Mazzotta, 2001. ISBN 88-202-1330-3.
  • Percorsi perversi. Divagazioni sull'arte, Milano, Rizzoli, 2001. ISBN 88-17-86852-3.
  • Giorgio De Chirico. Dalla Metafisica alla "Metafisica". Opere 1909-1973, a cura di, Venezia, Marsilio, 2002. ISBN 88-317-8167-7.
  • Il Bene e il Bello. La fragile condizione umana, Milano, Bompiani, 2002. ISBN 88-452-5329-5.
  • Wolfgang Alexander Kossuth, 1982-2002, testi di e con Michael Engelhard e Mario De Micheli, Milano, Skira, 2002. ISBN 88-8491-221-0.
  • Da Giotto a Picasso. Discorso sulla pittura, Ginevra-Milano, Rizzoli libri illustrati, 2002. ISBN 88-7423-070-2.
  • Viaggio sentimentale e pittorico di un emiliano in Romagna, Milano, Rizzoli, 2002.
  • Parmigianino, Collana Arte moderna e contemporanea, Milano, Rizzoli, 2003, ISBN 88-7423-114-8. Milano, Rizzoli-Skira, 2003. ISBN 88-7423-195-4. - riedito col titolo Parmigianino tra Classicismo e Manierismo, Collana i Delfini, La nave di Teseo, 2016, ISBN 978-88-934403-9-4.
  • Francesco del Cossa, Milano, Rizzoli-Skira, 2003. ISBN 978-88-6130-401-7.
  • Dell'arte e della morte. Gli ultimi giorni del Parmigianino. Atto unico, Milano, Skira, 2003. ISBN 88-8491-642-9.
  • La ricerca dell'identità. Da Antonello a De Chirico, a cura di, Milano, Skira, 2003. ISBN 88-8491-782-4.
  • L'Odéo Cornaro, Torino, Allemandi, 2003. ISBN 88-422-1194-X.
  • Francesco Scaramuzza, a cura di, Torino, Allemandi, 2003. ISBN 88-422-1234-2.
  • Un paese sfigurato. Viaggio attraverso gli scempi d'Italia, Milano, Rizzoli, 2003. ISBN 88-7423-154-7.
  • Guercino. Poesia e sentimento nella pittura del '600, a cura di e con Denis Mahon e Massimo Pulini, Novara, De Agostini, 2003.
  • Per un partito della bellezza, supplemento al bimestrale ARTE IN n. 90 (2004), EAE Edizioni d'Arte Europee, 2004.
  • Andrea Palladio. La luce della ragione. Esempi di vita in villa tra il XIV e XVIII secolo, con DVD, Milano, Rizzoli libri illustrati, 2004. ISBN 88-17-00454-5.
  • Dell'anima, Milano, Bompiani, 2004. ISBN 88-452-1125-8.
  • Le ceneri violette di Giorgione. Natura e Maniera tra Tiziano e Caravaggio, a cura di, Milano, Skira, 2004. ISBN 88-7624-120-5.
  • Gaspare Landi, a cura di, Milano, Skira, 2004. ISBN 88-7624-219-8.
  • San Giuseppe con il bambino di Giovan Battista Piazzetta, a cura di, Torino, Allemandi, 2004. ISBN 88-422-1291-1.
  • Un capolavoro di Rubens. L'adorazione dei pastori, a cura di, Milano, Skira, 2004.
  • Arte e realtà, in Antonio Nunziante, Opere, I, Giaveno, Metamediale, 2004.
  • Visioni sospese, in Catalogo generale delle opere di Antonio Nunziante, III, Milano, G. Mondadori, 2004. ISBN 88-374-1832-9.
  • Aroldo Bonzagni, a cura di, Milano, Mazzotta, 2005. ISBN 88-202-1766-X.
  • Caravaggio, Milano, Skira, 2005. ISBN 88-7624-606-1.
  • I giudizi di Sgarbi. 99 artisti dai cataloghi d'arte moderna e dintorni, Milano, Editoriale Giorgio Mondadori, 2005. ISBN 88-374-1826-4.
  • Il ritratto interiore: da Lotto a Pirandello, a cura di, Milano, Skira, 2005. ISBN 88-7624-326-7.
  • Monteforte. Paesaggi della memoria, testi di Rossana Bossaglia e Emanuela Mazzotti, Milano, G. Mondadori, 2005. ISBN 88-374-1822-1.
  • Ragione e passione. Contro l'indifferenza, Milano, Bompiani, 2005. ISBN 88-452-3497-5.
  • Vedere le parole. La scrittura d'arte da Vasari a Longhi, Milano, Tascabili Bompiani, 2005. ISBN 88-452-3402-9.
  • Le meraviglie della pittura tra Venezia e Ferrara. Dal Quattrocento al Settecento, Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2005. ISBN 88-366-0612-1.
  • Clausura a Milano (e non solo). Da suor Letizia a Salemi (e ritorno), con Marta Bravi, Milano, Bompiani, 2008. ISBN 978-88-452-6178-7.
  • L'Italia delle meraviglie. Una cartografia del cuore, Milano, Bompiani, 2008. ISBN 978-88-452-6381-1.
  • Donne e dee nei musei italiani, Milano, Banca Network Investimenti, 2009.
  • Klaus Karl Mehrkens: opere 1983-2008, a cura di, Siena, Protagon, 2009. ISBN 978-88-8024-262-8.
  • Viaggio sentimentale nell'Italia dei desideri, Collana Saggi, Milano, Bompiani, 2010, ISBN 978-88-452-6591-4.
  • La visione interiore di Piero Landoni, a cura di, Varese, Agema Corporation Editore, 2010
  • Lo stato dell'arte: Regioni d'Italia. (Padiglione Italia, LIV Esposizione internazionale d'arte della Biennale di Venezia, iniziativa speciale per il 150º anniversario dell'unità d'Italia, a cura di, Milano, Skira, 2011. ISBN 978-88-572-1159-6.
  • Lo stato dell'arte: accademie di belle arti. [Padiglione Italia, LIV Esposizione internazionale d'arte della Biennale di Venezia, iniziativa speciale per il 150º anniversario dell'unità d'Italia), a cura di, Milano, Skira, 2011. ISBN 978-88-572-1160-2.
  • Lo stato dell'arte: istituti italiani di cultura nel mondo. (Padiglione Italia, LIV Esposizione nazionale d'arte della Biennale di Venezia, iniziativa speciale per il 150º anniversario dell'unità d'Italia), a cura di, Milano, Skira, 2011. ISBN 978-88-572-1179-4.
  • Le meraviglie di Roma. Dal Rinascimento ai giorni nostri, Collana Dizionari dei monumenti italiani, Milano, Bompiani, 2011, ISBN 978-88-452-6716-1.
  • Piene di grazia. I volti della donna nell'arte, Collana Saggi, Milano, Bompiani, 2011, ISBN 978-88-452-6819-9.
  • L'ombra del divino nell'arte contemporanea, Siena, Cantagalli, 2011. ISBN 978-88-8272-755-0.
  • L'arte è contemporanea, ovvero L'arte di vedere l'arte (con un dialogo con Gillo Dorfles), Collana PasSaggi, Milano, Bompiani, 2012, ISBN 978-88-452-7042-0.
  • Nel nome del Figlio. Natività, fughe e passioni nell'arte, Milano, Bompiani, 2012. ISBN 978-88-452-7146-5.
  • Mattia Preti, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2013. ISBN 978-88-498-3578-6.
  • Il punto di vista del cavallo. Caravaggio, Collana PasSaggi, Milano, Bompiani, 2014, ISBN 978-88-452-7332-2. - Collana I fari, Milano, La nave di Teseo, 2021, ISBN 978-88-346-0450-2.
  • Michele Ainis-Vittorio Sgarbi, La Costituzione e la Bellezza, Collana i Fari n.2, Milano, La Nave di Teseo, 2016, ISBN 978-88-9344-028-8.
  • V. Sgarbi-Giulio Tremonti, Rinascimento: con la cultura (non) si mangia, Collana Le boe, Milano, Baldini & Castoldi, 2017, ISBN 978-88-9388-057-2.
  • Diario della capra 2019/20, con 16 capre disegnate da Staino, Milano, Baldini + Castoldi, 2019, ISBN 978-88-938-8210-1.
  • Leonardo. Il genio dell'imperfezione, Collana I fari, Milano, La nave di Teseo, 2019, ISBN 978-88-346-0048-1.
  • Giulio Giorello-V. Sgarbi, Il bene e il male. Dio, Arte, Scienza, Milano, La nave di Teseo, 2020, ISBN 978-88-939-5028-2.
  • Ecce Caravaggio. Da Roberto Longhi a oggi, Collana I fari, Milano, La nave di Teseo, 2021, ISBN 978-88-346-0817-3.

Il Tesoro d'ItaliaModifica

  • La lunga avventura dell'arte. Il tesoro d'Italia. Volume I, Introduzione di Michele Ainis, Collana Saggistica, Milano, Bompiani, 2013, ISBN 978-88-452-7456-5.
  • Gli anni delle meraviglie. Da Piero Della Francesca a Pontormo. Il tesoro d'Italia. Volume II], Collana Saggistica, Milano, Bompiani, 2014, ISBN 978-88-452-7747-4.
  • Dal cielo alla terra. Da Michelangelo a Caravaggio. Il tesoro d'Italia. Volume III, Introduzione di Luca Doninelli, Collana Saggistica, Milano, Bompiani, 2015, ISBN 978-88-452-8011-5.
  • Dall'ombra alla luce. Da Caravaggio a Tiepolo. Il tesoro d'Italia. Volume IV, Introduzione di Paolo Di Paolo, Collana I fari, Milano, La nave di Teseo, 2016, ISBN 978-88-9344-064-6.
  • Dal mito alla favola bella. Da Canova a Boldini. Il tesoro d'Italia. Volume V, Prefazione di Arturo Carlo Quintavalle, Collana I fari, Milano, La nave di Teseo, 2017, ISBN 978-88-9344-292-3.
  • Il Novecento. Volume I. Dal Futurismo al Neorealismo. Il tesoro d'Italia. Volume VI, Tomo I, Introduzione di Franco Cordelli, Collana I fari, Milano, La nave di Teseo, 2018, ISBN 978-88-9344-647-1.
  • Il Novecento. Volume II. Da Lucio Fontana a Piero Guccioni. Il tesoro d'Italia. Volume VI, Tomo II, Prefazioni di Angelo Guglielmi e Italo Zannier, Collana I fari n.46, Milano, La nave di Teseo, 2019, ISBN 978-88-9344-822-2.

FilmografiaModifica

NoteModifica

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  154. ^ Raffaele Carcano, Sgarbi attacca l’UAAR durante comizio elettorale, su uaar.it, UAAR, 19 marzo 2010. URL consultato il 18 settembre 2012.
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  158. ^ Vittorio Sgarbi a Fuori Onda, su youtube.com.
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  160. ^ a b Sgarbi, Noa: 'Il suicidio è un atto supremo di vita. Monsignor Paglia sta abusando di Dio', su youtube.com.

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