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1leftarrow blue.svgVoce principale: Mamoiada.

Sfilata di mamuthones e issohadores

Il Carnevale di Mamoiada è "uno degli eventi più celebri del folclore sardo" [1]. Le sue maschere sono:

  • I Mamuthones: uomini col viso ricoperto da una maschera nera dai rozzi lineamenti, vestiti col pellicce scure e con campanacci appesi alla schiena. Fanno la prima apparizione il 17 gennaio in occasione della festa di sant'Antonio, subito dopo per la Domenica e il Martedì del carnevale mamoiadino, e oggi sono anche attrazione di molte feste folkloristiche di altri paesi dell'isola e nel mondo.[2][3]
  • Gli Issohadores: uomini vestiti in corpetto rosso, maschera bianca, Sa Berritta (copricapo), cartzas (o cartzones, pantaloni bianchi) e s'issalletto (piccolo scialle), che scortano i Mamuthones. Con dei lacci catturano le giovani donne in segno di buon auspicio per una buona salute e fertilità. Un tempo venivano catturati i proprietari terrieri per augurare loro una buona annata ed essi, per sdebitarsi dell'onore ricevuto, portavano tutto il gruppo a casa loro e offrivano vino e dolci. Oggi l'attenzione spesso viene rivolta alle autorità locali, ma l'intento rimane immutato.[4][5]

NoteModifica

  1. ^ italica rai, su italica.rai.it. URL consultato il 16 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 17 gennaio 2014).
  2. ^ Raffaello Marchi, Le maschere barbaricine, in "Il Ponte", VII, 9-10 settembre/Ottobre 1951, pp. 1354-1361
  3. ^ Giulio Angioni, Sagre, riti e feste popolari della Sardegna, (a cura di) G. Deidda e A. Della Maria, Newton Compton, Roma
  4. ^ Raffaello Marchi, Le maschere barbaricine, cit.
  5. ^ Giulio Angioni, Sagre, riti e feste popolari della Sardegna, cit.

Collegamenti esterniModifica

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