Castello di Maccastorna

edificio del comune italiano di Maccastorna
Castello di Maccastorna
Paolo Monti - Servizio fotografico (Maccastorna, 1980) - BEIC 6330817.jpg
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneLombardia
CittàMaccastorna
Coordinate45°08′47.81″N 9°51′09.29″E / 45.146615°N 9.85258°E45.146615; 9.85258Coordinate: 45°08′47.81″N 9°51′09.29″E / 45.146615°N 9.85258°E45.146615; 9.85258
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello di Maccastorna
Informazioni generali
TipoCastello medievale
Inizio costruzioneXIII secolo
MaterialeCiottoli, malta, laterizio
voci di architetture militari presenti su Wikipedia

Il castello di Maccastorna (o Belpavone) è una struttura militare sorta nel XIII secolo nell'omonima località, in provincia di Lodi.

StoriaModifica

Fu edificato a pianta quadrangolare ma irregolare nel XIII secolo dai ghibellini cacciati da Cremona in prossimità della riva destra dell'Adda.

Nel 1371 venne acquisito dalla nobile famiglia Vismara da Gian Galeazzo Visconti signore di Milano che nel 1385 lo regalò, assieme al feudo, a Guglielmo Bevilacqua in segno di riconoscimento dell'aiuto per essersi sbarazzato di Bernabò Visconti.

Nel XV secolo la struttura, assieme al feudo di Maccastorna, passò nelle mani di Cabrino Fondulo, condottiero al servizio dei cremonesi Cavalcabò, signori di Cremona. Costui si stabilì nel maniero ed apportò importanti modifiche: edificò le mura di cinta, il fossato con il suo ponte levatoio e le prigioni. Il 24 luglio 1406 diede ospitalità nel castello a Carlo Cavalcabò, cugino di Ugolino Cavalcabò e signore di Cremona, e al suo seguito di ritorno da Milano dopo una visita ai Visconti.[1] Cabrino Fondulo, aiutato dai suoi sgherri, dopo la cena sgozzò gli ospiti e ne buttò i corpi nel pozzo delle taglie. Da allora si narra che nelle sale del castello riecheggino ancora le grida dei morti.[2] Dopo poco si autoproclamò signore di Cremona.

Il castello è rimasto, sino al 1901, in proprietà alla famiglia veronese dei Bevilacqua.

NoteModifica

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica