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Cento Camerelle
CiviltàRomana
UtilizzoImpianto idrico
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneBacoli
Amministrazione
EnteSoprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli
Mappa di localizzazione

Coordinate: 40°47′53.56″N 14°05′02.72″E / 40.79821°N 14.08409°E40.79821; 14.08409

Il complesso Cento Camerelle è un monumento archeologico romano sito nel comune di Bacoli, nella Città metropolitana di Napoli.

È un impianto idrico dotato di due cisterne, una al piano superiore e l’altra al piano inferiore, costruite in epoche diverse.

StoriaModifica

Era un edificio appartenente al console romano Quinto Ortensio Ortalo. L'edificio fu poi acquistato da Antonia minore, madre dell'imperatore Claudio. Sarebbe in seguito appartenuta a Nerone, ed infine a Vespasiano[1]. Costruito in età repubblicana a Miseno, a picco sul mare del golfo di Napoli. Il nome attuale le fu attribuito nel tardo Seicento e in quello stesso periodo venne riconosciuta col nome di "Prigioni di Nerone".

StrutturaModifica

L'edificio consta di numerosi vani, distribuiti in altezza su tre-quattro piani interamente scavata nel tufo. Ha una pianta rettangolare. La struttura muraria è realizzata in opus reticulatum e, così come i pilastri, è rivestita di materiale impermeabilizzante. Strutturato in una serie di cisterne, è caratterizzato da due parti sovrapposte appartenenti ad epoche diverse. L'edificio superiore presenta un ampio serbatoio di età imperiale. Al livello inferiore è possibile individuare una rete di cunicoli per l'approvvigionamento idrico, databile all'età repubblicana.[2]

NoteModifica

  1. ^ Cento Camerelle - Bacoli — Circuito Informativo Regionale della Campania per i Beni Culturali e Paesaggistici, su www.cir.campania.beniculturali.it. URL consultato il 19 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 13 luglio 2015).
  2. ^ Assessorato al Turismo e Beni Culturali Regione Campania, Cento Camerelle, su incampania.com, 20/06/2015. URL consultato il 20/06/2015 (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2015).

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica