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La centrale termoelettrica "Eugenio Montale" presso La Spezia, tra le maggiori in Italia per potenza, in grado di erogare circa 1,3 GW, in servizio dal 1962.

La centrale termoelettrica "Eugenio Montale" è situata nella zona industriale del comune della Spezia. È stata inaugurata nel 1962 con il nome Edison-Volta, alimentata a olio combustibile e successivamente trasformata per bruciare carbone[1].

DescrizioneModifica

La centrale a ciclo combinato è di proprietà dell'ENEL S.p.a., con una potenza installata pari a 1,3 gigawatt produce da sola quasi il 3% del fabbisogno energetico nazionale. La centrale ha un camino alto 220 m.

L'impianto fu inaugurato nel 1962 dall'allora Presidente della Repubblica Segni come il più grande d'Italia e il secondo in Europa in ragione della sua potenza produttiva di 1800 megawatt a carbone. Solo negli anni novanta, a seguito delle richieste dei cittadini e delle amministrazioni locali, la centrale fu oggetto di una parziale ambientalizzazione e di un depotenziamento: il referendum popolare consultivo tenutosi nel 1990 sanciva l'uso del metano come "combustibile prevalente" nella fase transitoria, tra un modello di uso dei combustibili fossili a quello delle energie rinnovabili.

Il 13 novembre 1997, con l'intervento del sindaco medico-cardiologo Lucio Rosaia (che, quale prima autorità sanitaria, aveva emesso ordinanza di chiusura temporanea della centrale), Comune di La Spezia ed ENEL firmano una convenzione che prevede investimenti per 675 miliardi di lire per adeguamenti ambientali della centrale termoelettrica di La Spezia-Vallegrande: la costruzione di un unico complesso di desolforazione e denitrificazione per una potenza di 600 MW, che verrà utilizzato alternativamente ed esclusivamente da una delle due sezioni da 600 MW alimentate prevalentemente a carbone, e la trasformazione delle altre due sezioni da 310 e 325 MW in impianti a ciclo combinato.
In sintesi, la Centrale “Eugenio Montale” è costituita da tre sezioni termoelettriche: SP1, ciclo combinato da 345 MW alimentato con gas naturale; SP2, ciclo combinato da 337 MW alimentato con gas naturale; SP3, impianto a vapore da 600 MW alimentato prevalentemente a carbone[2]

Dopo la riconversione dal funzionamento a carbone, la centrale è alimentata da tre gruppi: due che funzionavano a carbone sono completamente convertiti a metano per circa 700 MW di potenza installata, mentre solo il terzo è rimasto a carbone/olio combustibile. Il gruppo a carbone, con i suoi 600 Megawatt e un consumo stimato di 1.200.000 tonnellate di carbone/anno[3], è il secondo in Italia per potenza installata (insieme alla centrale di Torrevaldaliga Nord e dopo gli impianti di Brindisi), è munito dei più sofisticati metodi di abbattimento degli inquinanti desolforatore, denitrificatore e precipitatore elettrostatico per il particolato.

I due gruppi che sono stati convertiti a metano sono stati costruiti dalla Fiat Avio, e funzionano in un ciclo combinato in cui in una prima fase si utilizza una turbina a gas e in una seconda fase i fumi vengono inviati ad un generatore di vapore convenzionale.

Per i fumi emessi da questo gruppo, nella centrale è stato installato l'impianto di depurazione a precipitatori elettrostatici più costoso e moderno d'Europa, mentre la città è dotata di centraline di monitoraggio del livello di polveri sottili e altri parametri d'inquinamento.

Nel 1991 il sindaco Burrafato chiuse la centrale per violazione della legge Merli sugli scarichi termici. La normativa fu in seguito modificata, lasciando invariati i limiti che da misure puntuali diventavano valori medi da riscontrare in un ampio arco marino. La centrale fu riaperta.

Dal 2007 vi è uno scontro acceso tra le forze politiche locali e parte della popolazione riguardo alla possibilità di conferire il CDR nelle caldaie della centrale, per chiudere il ciclo dei rifiuti, idea successivamente abbandonata dalla stessa Enel.

Il 6 settembre 2013 la procedura di rilascio della autorizzazione integrata ambientale (AIA) si conclude in fase di Conferenza dei Servizi, consentendo l'esercizio della centrale nel rispetto delle leggi vigenti (limiti di emissioni più restrittivi di quelli europei) e tuttavia con le seguenti note prescrittive:

  • "Si prescrive l’implementazione di campagne annuali di monitoraggio delle deposizioni atmosferiche, da realizzarsi con ARPAL e Amministrazione Comunale, per il dosaggio di metalli (As, Pb, Cd, Ni, V, Cu, Cr, Mn, Hg e Tl), IPA cancerogeni, diossine e furani e PCB, con particolare riferimento a dioxin like. Anche garantendo la piena collaborazione con Enti Locali ed ARPAL per l’attualizzazione dell’esistente PRQA";
  • "Considerata l'importanza delle attività di scarico, movimentazione, stoccaggio e manipolazione del carbone quale sorgente di inquinamento è auspicabile una verifica dell'efficacia delle iniziative adottate che consenta alle Autorità locali competenti una corretta gestione dei rischi per la salute. Si prescrive pertanto al Gestore, d'intesa con Arpal e Amministrazione comunale, l'attivazione di periodichecampagne di monitoraggio che, anche adottando tecniche di source apportionment, analizzino le deposizioni atmosferiche nelle aree prospicienti gli impianti in relazioine alle potenziali sorgenti"[4]. Successivamente, il comune della Spezia sottoscrive una convenzione socio-economica con ENEL che prevede un rimborso di svariati milioni di euro da utilizzare in opere pubbliche e la cessione di alcune aree da destinare ad altre attività industriali, presumibilmente portuali.

Nel 2015 Enel ne ha annunciato la dismissione entro il 2020.
Ad Aprile 2018, l'ENEA ha scelto la ex centrale di Frascati come sito di costruzione del Centro di ricerca internazionale sulla fusione nucleare[5][6].
A Dicembre 2018 la centrale è parte di Futur-E, il programma di dismissioni e riqualificazioni lanciato dal gestore elettrico[2].

NoteModifica

  1. ^ Dichiarazione ambientale 2008 - Centrale Eugenio Montale – Enel – La Spezia
  2. ^ a b Impianto di La Spezia, su corporate.enel.it. URL consultato il 26 dicembre 2018 (archiviato il 26 luglio 2018).
  3. ^ Comitato Spezia via Dal Carbone e Secolo XIX, 24 dicembre 2011, pag. 31
  4. ^ AIA Enel La Spezia, su arpal, 10 Ottobre 2018. URL consultato il 26 dicembre 2018 (archiviato il 26 dicembre 2018).
  5. ^ Energia: CdA ENEA approva la graduatoria per il Centro di ricerca internazionale sulla fusione, su enea.it, 4 Aprile 2018. URL consultato il 26 dicembre 2018 (archiviato l'8 aprile 2018).
  6. ^ F. Lugarini, Un sogno già tramontato: Enea sceglie Frascati, Vallegrande arriva ultima, su cittadellaspezia.com, 4 Aprile 2018. URL consultato il 26 Dicembre 2018.

Collegamenti esterniModifica