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Charles-Antoine Campion

compositore italiano nato in Lorena

BiografiaModifica

Primi anni e attività a LivornoModifica

Campion è nato a Lunéville (Meurthe-et-Moselle) in Lorena, da Jacques e Charlotte Bruget. Non molto si sa circa la sua prima formazione musicale in patria, forse fu allievo di Henry Desmarets.[1] Siccome il padre era al servizio della corte lorenese, la sua famiglia si trasferì a Firenze in concomitanza con la salita al trono del Granducato di Toscana di Francesco Stefano di Lorena nel 1737.[1][2][3] In questo periodo è forse venuto in contatto con il maestro Giuseppe Tartini, di cui fu sicuramente allievo.[4] Dal 1752 al 1762 fu maestro di cappella nella cattedrale di Livorno. Ebbe fortuna nelle amicizie aristocratiche e riuscì a far rappresentare una sua opera (Venere placata, su libretto di Marco Coltellini) per la celebrazione livornese (presso l'Accademia degli Avvalorati) delle nozze principesche tra Giuseppe II d'Asburgo-Lorena e Isabella di Borbone-Parma nel 1760.[4] Il 14 febbraio 1763, il granduca in persona, al di fuori della prassi concorsuale, lo nomina maestro della cappella di corte, che assommava quelle del Duomo e del Battistero.[4] A tale nomina contribuì forse il consiglio di padre Giovanni Battista Martini, con il quale Campion era già in contatto (le lettere che si scambiarono i due, che condividevano la passione per la musica antica, sono oggi conservate al Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna).[4][5][6]

 
Lettera di Campion a Martini del 15 dicembre 1772, conservata al Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna[5][7]

L'incarico a Firenze e il riconoscimento internazionaleModifica

L'incarico di Campion obbediva a una logica di ricostruzione della vita musicale di corte a Firenze, che i Lorena intendevano ristabilire dopo il declino degli anni della Reggenza[8]: un intento che si intensificò con il nuovo granduca Pietro Leopoldo. Durante il suo lavoro a Firenze, Campion si guadagnò la stima del mondo culturale italiano ed europeo per il suo gusto e per la sua collezione di musiche antiche.[4] Charles Burney lo menziona come grande collezionista nel suo Viaggio musicale in Italia, affermando che la sua raccolta era seconda solo a quella di Martini.[1][9] Negli anni '60 viaggiò all'estero per promuovere la pubblicazione della sua musica. Si stamparono sue opere ad Amsterdam e Parigi sotto la sua personale supervisione[1][10], e l'editore Walsh pubblicò suoi lavori a Londra.[1] Le edizioni londinesi ebbero diffusione mondiale e vennero apprezzate da Thomas Jefferson, che divenne un grande collezionista dei suoi lavori per violino, di cui stese perfino un catalogo tematico.[1][2] Nel 1766 si sposò con Margherita Perloz Brunet, provetta clavicembalista e pittrice[1][2][9], alla quale dedicò alcuni lavori per tastiera.[1] Si ha notizia di un suo incontro con il quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart, a Firenze nel 1770.[2]

 
Prima pagina del manoscritto autografo dei «Responsori per la settimana santa» del 1780, conservato nel Conservatorio di Firenze.[11][12]

Gli ultimi anni e la querelle con LignivilleModifica

Negli anni '70, Campion fu protagonista di una aspra querelle con il marchese Eugenio di Ligniville.[8] Anch'egli lorenese, partecipò alla ricostruzione della vita musicale fiorentina spalleggiando la nomina di Campion a maestro delle cappelle unificate[4], e ottenendo per sé la carica di Sovrintendete alla Musica della Real Camera e Cappella.[8] La natura delle mansioni di Ligniville e Campion stabiliva con chiarezza che al primo spettavano le esecuzioni più complesse, mentre al secondo rimanevano gli incarichi più ordinari e amministrativi[8], ma nel 1772, forse spinto da manie di protagonismo e da una tendenza competitiva a lui peculiari[13][8], Ligniville, non contento della sua maggiore responsabilità, accusò Campion di non essere in grado di gestire la cappella né economicamente né musicalmente.[8] Le accuse furono sopportate poco a corte: Campion era ben voluto presso il granduca e i suoi funzionari, e riuscì a reagire di persona dimostrando le sue capacità con la stesura del Trattato teorico e pratico dell'accompagnamento del cimbalo con l'arte di trasportare in tutti i toni e sopra tutti gli strumenti, dedicato a Pietro Leopoldo (l'autografo è al Conservatorio di Firenze).[14][8] Nella diatriba, durata quasi quattro anni, prese indirettamente parte anche padre Martini, che, nonostante la sua maggiore vicinanza personale con Ligniville, finì per avvalorare il talento di Campion.[15][6][8] Nel 1776, Ligniville, a causa della sua esuberanza fu esautorato dalle sue mansioni e licenziato[8], mentre Campion rimase in carica coperto di onori fino alla morte nel 1788.[4]

Opere e stileModifica

Fu un compositore prolifico e rappresenta un trait d'union tra il modo di comporre tradizionale e lo stile classico.[14] Scrisse molti lavori strumentali per cembalo e per archi, che, come abbiamo visto, ebbero molta fortuna anche all'estero, e presentano un acceso stile cromatico, sul solco dei risultati del suo maestro Tartini.[2][16][17] Lavorò molto nel campo della musica sacra, dove, al contrario, presenta una severa prassi contrappuntistica.[14][17] Molte sue composizioni sacre ebbero origini celebrative e cortigiane: si ricordano il Requiem per la morte di Francesco I di Lorena del 1766 (il cui autografo è a Berlino, vedi sezione Fonti); il Te Deum, scritto per la nascita dell'erede al trono granducale Francesco II d'Asburgo-Lorena (1768), che prevedeva quasi 200 esecutori[1][2][14]; e il Requiem per la celebrazione fiorentina della morte di Maria Teresa d'Austria (1781), oggi a Vienna (vedi Fonti). Paradossalmente, non ci sono giunte sue composizioni celebrative profane[18][19], se non la citata Venere placata per le nozze di Giuseppe II, e l'incompiuta Etruria fortunata[20][19], scritta per Pietro Leopoldo, che forse Campion non riuscì a finire a causa della morte (l'autografo è conservato a Fiesole, vedi Fonti).[21] Da citare le cantate profane non granducali T'amo bell'idol mio, per voce sola e strumenti (conservata nel Conservatorio di Firenze)[2][14][16][17], e Parmi o balena il ciel, cantata epitalamica scritta per famiglia Pichi, oggi ad Ancona (vedi Fonti).

FontiModifica

AutografiModifica

Gli autografi di Campion sono segnalati a:

  • Firenze: il Conservatorio Luigi Cherubini, conserva il citato Trattato teorico e pratico dell'accompagnamento del cimbalo con l'arte di trasportare in tutti i toni e sopra tutti gli strumenti, dedicato a Pietro Leopoldo e rimasto inedito[14], e possiede almeno 5 autografi di musica sacra, oltre a numerose copie manoscritte coeve: tutti documenti in gran parte digitalizzati su Internet Culturale.[22][23]
  • Ancona: la Biblioteca comunale Luciano Benincasa conserva un probabile autografo della cantata epitalamica per la famiglia Pichi.[16][24]
  • Fiesole: nella Biblioteca della Scuola di Musica è stato rinvenuto l'autografo incompleto della citata Etruria fortunata, conservato in un'elegante rilegatura tardo-settecentesca nel Fondo Stefanelli.[19]
  • Vienna: l'Österreichische Nationalbibliothek ha l'autografo del citato Requiem per Maria Teresa d'Austria (1781).[19]
  • Parigi: nella Bibliothéque Prunières è presente un Concerto per oboe a lui attribuito.[14]
  • Münster: la Santini-Bibliothek ha un Mottetto a 4 voci e strumenti datato 1766.[25]
  • Berlino: la Musikabteilung del Preußischer Kulturbesitz nella Staatsbibliothek zu Berlin conserva il citato Requiem per Francesco I del 1766.[26]
 
Copia manoscritta della prima pagina del terzo movimento della Sonata per clavicembalo n. 3 in Re maggiore di Campion, conservato nel Fondo Ricasoli dell'Università del Kentucky a Louisville, che la data al 1790

ManoscrtittiModifica

Copie manoscritte delle sue opere sono sparse in tutto il mondo. Il maggior numero si trova, in Italia, nelle citate biblioteche di Firenze e Ancona e a

All'estero si segnalano copie a Stoccolma (Musik- och teaterbiblioteket), Berkeley (Jean Gray Hargrove Music Library) e Louisville (Fondo Ricasoli della University of Kentucky: i manoscritti contenuti in questo fondo sono digitalizzati in IMSLP).[23][31]

ComposizioniModifica

Musica vocaleModifica

‘Salve Regina' op. VIII per soprano e strumenti (ed. Paris, Le Clerc)

‘Venere placata' Azione scenica (Livorno 1760)

Cantata ‘T'amo bell'idol mio'

Messa (1780)

Requiem (1781)

Te Deum, scritto per la nascita dell'erede al trono Francesco II di Lorena (1768)

Circa 40 composizioni liturgiche a 4 voci e BC

Parmi o balena il ciel, cantata epitalamica scritta per famiglia Pichi

L'Etruria fortunata

Musica strumentaleModifica

Sinfonia per archi

Concerto per oboe (attribuito)

Concerto per clavicembalo con violini obbligati

3 concerti per flauto (ms)

Concerto per 2 flauti e archi

8 raccolte di Triosonate per 2 violini e violoncello (ed. Hummel, Le Chevardiere, Randall, Walsch, Le duc, ecc.)

Divertimento per flauto, violino e basso

2 raccolte di 6 duetti per violino e violoncello (op. 7 e op. 9 – ed. Hummel, Walsch)

6 divertimenti op. 8 per 2 violini

Sonata per violino e cembalo

3 sonate da camera per flauto e cembalo

6 sonate per clavicembalo

Caccia in Re Magg. per clavicembalo

Fuga in Fa Magg. per pianoforte

Opere teoricheModifica

Trattato teorico e pratico dell'accompagnamento del cimbalo

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i Ronald R. Kidd, Voce Campioni [Campione], Carlo Antonio [Campion, Charles Antoine], in The New Grove of Music and Musicians. Second Edition, edited by Stanley Sadie, executive editor John Tyrrell, vol. 4: Borowski to Canobbio, London, Macmillan, 2001-2002, pp. 892-893.
  2. ^ a b c d e f g Scheda di Campion, su Tesori musicali toscani di Ausermusici.
  3. ^ Sull'arrivo dei lorenesi a Firenze vedi Alessandra Contini, Maria Grazia Parri (a cura di), Il Granducato di Toscana e i Lorena nel secolo XVIII. Incontro internazionale di studio: Firenze, 22-24 settembre 1994, Firenze, Olschki, 1999.
  4. ^ a b c d e f g Gabriele Giacomelli, Charles-Antoine Campion: breve profilo biografico, in Charles-Antoine Campion, L'Etruria fortunata, facsimile della partitura autografa a cura di Stefania Gitto, Kuno Trientbacher e Hans Ernst Weidinger, Wien, Hollitzer, 2013, pp. 23-25.
  5. ^ a b Lettere di Campion a Martini, su Catalogo Carteggi del Museo della Musica di Bologna.
  6. ^ a b Gabriele Giacomelli, Monsieur Campion e padre Martini: un "armonico segreto" fra lettere e ritratti, in «Recercare», XIV (2002), Lucca, LIM, 2002, pp. 159-189.
  7. ^ Digitalizzazione della lettera, su Catalogo Carteggi del Museo della Musica di Bologna.
  8. ^ a b c d e f g h i Duccio Pieri, Il marchese Eugenio de Ligniville. Sovrintendente alla musica della Real Camera e Cappella, in «Philomusica. Rivista del dipartimento di filologia musicale», V/1 (2006), Pavia, Pavia University Press, 2006, consultabile on-line.
  9. ^ a b Charles Burney, The Present State of Music in France and Italy, London, Becket & Co., 1771, trad. it. di Enrico Fubini: Torino, EDT, 1979, seconda edizione 2013.
  10. ^ Tra le edizioni di Parigi c'è un Salve regina che è l'unica sua opera sacra pubblicata.
  11. ^ Digitalizzazione integrale, su Internet Culturale.
  12. ^ Scheda del Documento, su Internet Culturale.
  13. ^ Ligniville aveva in precedenza sbeffeggiato l'operista fiorentino Alessandro Felici per le sue carenze contrappuntistiche.
  14. ^ a b c d e f g Renzo Bragantini, Voce Campioni, Carlo Antonio, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 17, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1974, consultabile on-line su Treccani.it.
  15. ^ Per applicare le sue teorie sul contrappunto, Campion compose 55 canoni basati su un tema desunto dalla Storia della musica di Martini: partecipando alla correzione di quei canoni, Martini finì per ammettere l'abilità contrappuntistica di Campion.
  16. ^ a b c Constantin Floros, Voce Campioni, Campion, Campione, Carlo Antonio, Charles Antoine, in Die Musik in Geschichte und Gegenwart. Allgemeine Enzyklopädie der Musik begründet von Friedrich Blume, a cura di Ludwig Finscher, serie I: Personenteil, vol. 4: Cam-Cou, Kassel-Basel-London-New York-Praha, Bärenreiter/Stuttgart-Weimar, Metzler, 2000, pp. 47-50.
  17. ^ a b c Franco Piperno, Voce Campion, Charles-Antoine (Carlo Antonio Campioni), in Dizionario enciclopedico universale della musica e dei musicisti, diretto da Alberto Basso, serie II: Le biografie, vol. 2: BUS-FOX, Torino, UTET, 1985, p. 86.
  18. ^ Tra i compiti di Campion come maestro della cappella di corte ci sarà senz'altro stato quello di comporre cantate celebrative, ma ciò non trova riscontro nelle opere a noi pervenute.
  19. ^ a b c d e f Stefania Gitto, Una cantata inedita di Charles-Antoine Campion, in Charles-Antoine Campion, L'Etruria fortunata, facsimile della partitura autografa a cura di Stefania Gitto, Kuno Trientbacher e Hans Ernst Weidinger, Wien, Hollitzer, 2013, pp. 29-30.
  20. ^ La cantata ci è giunta adespota, e questo titolo deriva dai versi 69-71 del testo, in cui si invitano le muse a festeggiare con musica e canti «la sorte bella e grata/d'Etruria fortunata/sotto il toscano Re».
  21. ^ Charles-Antoine Campion, L'Etruria fortunata, facsimile della partitura autografa a cura di Stefania Gitto, Kuno Trientbacher e Hans Ernst Weidinger, Wien, Hollitzer, 2013.
  22. ^ Opere digitalizzate di Campion, su Internet Culturale. URL consultato il 30 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2017).
  23. ^ a b Opere di Campioni, su SBN.it. (ultimo accesso 20 marzo 2018)
  24. ^ Scheda del documento, su SBN.it.
  25. ^ Scheda del documento, su RISM.
  26. ^ Scheda del documento, su RISM.
  27. ^ a b c d e f g h Cerca Campion, su URFM.
  28. ^ Opere di Campioni nel Fondo Venturi, su SBN.it (archiviato dall'url originale il 13 novembre 2016).
  29. ^ Teresa Dolfi, Luciano Vannucci (a cura di), Catalogo del Fondo Musicale Rospigliosi, Lucca, LIM, 2011, documenti 4573-4576, pp. 520-521.
  30. ^ Umberto Pineschi, Inventario Archivio Capitolare Pistoia Biblioteca Musicale, testo non pubblicato: per info consulta il pdf online disponibile qui e sui siti dell'Archivio Capitolare di Pistoia e della Sezione bibliografica pistoiese del Centro Documentazione Musicale della Toscana.
  31. ^ Cerca Campioni, su RISM. URL consultato l'11 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2017).

BibliografiaModifica

  • Arnaldo Bonaventura, Musicisti livornesi, in «Rivista di Livorno» (gennaio 1927), Livorno, Belforte, 1930, pp. 5-9.
  • Renzo Bragantini, voce Campioni, Carlo Antonio, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 17, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1974, consultabile on-line su Treccani.it.
  • Charles Burney, The Present State of Music in France and Italy, London, Becket & Co., 1771, trad. it. di Enrico Fubini: Viaggio musicale in Italia, Torino, EDT, 1979, seconda edizione 2013.
  • Charles-Antoine Campion, L'Etruria fortunata, facsimile della partitura autografa a cura di Stefania Gitto, Kuno Trientbacher e Hans Ernst Weidinger, Wien, Hollitzer, 2013. Oltre alla partitura contiene i saggi:
    • Gabriele Giacomelli, Charles-Antoine Campion: breve profilo biografico (pp. 23-25), contenente anche un'ottima bibliografia;
    • Ottaviano Tenerani, La cantata celebrativa del settecento (pp. 26-28);
    • Stefania Gitto, Una cantata inedita di Charles-Antoine Campion (pp. 29-30);
    • Stefania Gitto, Hans Ernst Weidinger, Note al testo della cantata e al suo presupposto autore (pp. 31-32).
  • Nikolaus Delius, I duetti per flauto di Nardini e la «scuola flautistica» a Firenze, in Federico Marri (a cura di), Pietro Nardini violinista e compositore. Atti del Convegno, Livorno, 12 febbraio 1994, numero monografico di «Quaderni della Labronica», 64 (luglio 1996), Livorno, Debatte, 1996, pp. 35-51.
  • Mario Fabbri, Giovanni Battista Pescetti e un concorso per maestro di cappella a Firenze, in «Rivista Italiana di Musicologia», I (1966), Firenze, Olschki, 1966, pp. 120-126.
  • Mario Fabbri, Enzo Settesoldi, Precisazioni biografiche sul musicista pseudolivornese Carlo Antonio Campioni (1720-1788), in «Rivista Italiana di Musicologia», III (1968), Firenze, Olschki, 1968, pp. 180-188.
  • Constantin Floros, Carlo Antonio Campioni als Instrumentalkomponist, tesi di dottorato dell'Università di Vienna, 1955.
  • Constantin Floros, Musicisti livornesi: Carlo Antonio Campioni, in «Rivista di Livorno», V (1955), Livorno, SET, 1955, pp. 134-150.
  • Constantin Floros, L'opera strumentale di Carlo Antonio Campioni, in «Rivista di Livorno», IX (1959), Livorno, SET, 1959, pp. 27-39.
  • Constantin Floros, voce Campioni, Campion, Campione, Carlo Antonio, Charles Antoine, in Die Musik in Geschichte und Gegenwart. Allgemeine Enzyklopädie der Musik begründet von Friedrich Blume, a cura di Ludwig Finscher, serie I: Personenteil, vol. 4: Cam-Cou, Kassel-Basel-London-New York-Praha, Bärenreiter/Stuttgart-Weimar, Metzler, 2000, pp. 47-50. Si rimanda a questo articolo per ottenere ulteriori numerose indicazioni bibliografiche.
  • Hans Freiberger, Anton Raaf (1714-1797). Sein Leben und Wirken als Beitrag zur Musikgeschichte des 18. Jahrhunderts, tesi di dottorato dell'Università di Bonn, 1929, pp. 23, 73.
  • Riccardo Gandolfi, La Cappella musicale della corte di Toscana (1539-1859), in «Rivista musicale italiana», XVI/3 (1909), Torino, Bocca, 1909, p. 520.
  • Gabriele Giacomelli, Monsieur Campion e padre Martini: un "armonico segreto" fra lettere e ritratti, in «Recercare», XIV (2002), Lucca, LIM, 2002, pp. 159-189.
  • Gabriele Giacomelli, Cherubini e la cappella musicale di San Giovanni, in Sergio Miceli (a cura di), Cherubini al "Cherubini" nel 250° della nascita. Atti del convegno internazionale, Firenze, Olschki, 2011, pp. 213-229.
  • Stefania Gitto, Le musiche di Palazzo Pitti al tempo dei granduchi Asburgo-Lorena. Storia della collezione musicale granducale, in «Annali di storia di Firenze», VI (2011), Firenze, Firenze University Press, 2011, pp. 121-154, consultabile on-line.
  • Ronald R. Kidd, The Sonata for Keyboard and Violin Accompaniment in England (1750-1790), tesi di dottorato della Yale University, 1967.
  • Ronald R. Kidd, voce Campioni [Campione], Carlo Antonio [Campion, Charles Antoine], in The New Grove of Music and Musicians. Second Edition, edited by Stanley Sadie, executive editor John Tyrrell, vol. 4: Borowski to Canobbio, London, Macmillan, 2001-2002, pp. 892-893.
  • Warren Kirkendale, Fuge und Fugato in der Kammermusik des Rokoko und der Klassik, Tutzing (Baviera), Schneider, 1966.
  • William S. Newman, The Sonata in the Classic Era, Chapel Hill (NC), University of North Carolina Press, 1963; terza edizione: New York-London, Norton, 1983.
  • Duccio Pieri, Il marchese Eugenio de Ligniville. Sovrintendente alla musica della Real Camera e Cappella, in «Philomusica. Rivista del dipartimento di filologia musicale», V/1 (2006), Pavia, Pavia University Press, 2006, consultabile on-line.
  • Duccio Pieri, I musicisti di corte. La Real Camera e Cappella, in Paola Gibbin, Lucia Chimirri, Mariella Migliorini Mazzini (a cura di), Mozart a Firenze: ...qui si dovrebbe vivere e morire. Mostra bibliografica e catalogo, Firenze, Vallecchi, 2006, pp. 37-45.
  • Franco Piperno, voce Campion, Charles-Antoine (Carlo Antonio Campioni), in Dizionario enciclopedico universale della musica e dei musicisti, diretto da Alberto Basso, serie II: Le biografie, vol. 2: BUS-FOX, Torino, UTET, 1985, p. 86.
  • John A. Rice, Music in the Duomo during the Reign of Pietro Leopoldo I (1765-1790), in Piero Gargiulo, Gabriele Giacomelli, Carolyn Gianturco (a cura di), Cantate Domino. Musica nei secoli per il duomo di Firenze. Atti del convegno internazionale di studi (Firenze, 23-25 maggio 1997), Firenze, Edifir, 2001, pp. 259-274.
  • Fausto Torrefranca, Le origini italiane del romanticismo moderno. I primitivi della sonata moderna, Torino, Bocca, 1930, pp. 587-598.

Collegamenti esterniModifica

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