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Chiesa di San Rocchetto

edificio religioso di Verona
Chiesa di San Rocchetto
SanRocchetto Quinzano.jpg
StatoItalia Italia
RegioneVeneto
LocalitàQuinzano
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareRocco di Montpellier
Diocesi Verona
Stile architettonicoromanico, barocco
Inizio costruzioneXV secolo
CompletamentoXVII secolo
Sito web

Coordinate: 45°28′07.4″N 10°58′12.85″E / 45.468723°N 10.970236°E45.468723; 10.970236

La chiesa di San Rocchetto è un luogo di culto cattolico che sorge su una collina tra Quinzano e Parona.

La chiesa ha assunto tale nome per distinguersi dalla più imponente chiesa di San Rocco, che il Comune di Verona aveva elevato nel 1486 e che sorge ai piedi della collina.

DescrizioneModifica

Si può far risalire al XV secolo il nucleo originale del santuario insieme alla sacrestia e altri ambienti. Il nucleo originale è costituito dall'attuale aula con le tre absidi che si aprono sul lato nord. L'edificio non versa allo stato attuale in condizioni ottimali. Il campanile ospita due campane settecentesche, la più grande montata per il suono dei concerti di campane alla veronese.

EsternoModifica

Se il complesso originario è del XV secolo, fu, invece, negli ultimi decenni del XVI secolo realizzato il portico antistante la chiesa, formato da cinque colonnine. Il piccolo campanile invece è posteriore alla struttura quattrocentesca e contiene due campane settecentesche. Sulla facciata esterna sottostante il portico sono dipinti a fresco san Rocco nel tipico atteggiamento di mostrare la piaga ed un Cristo trionfante nella Resurrezione.

Intorno al 1700 fu cominciata una sistemazione dell'esterno con l'intento di dare un aspetto più monumentale al complesso: fu costruita un'esedra delimitata da murature con terminali in pietra sagomata e sedili ricavati in grossi monoliti di tufo; una scalinata che, partendo dall'esedra, raggiunge l'arco centrale del portico. Sul portico furono inseriti quattro sedili in pietra.

InternoModifica

All'interno sono presenti affreschi di Paolo Ligozzi raffiguranti un ciclo sulla vita di san Rocco, alla cui devozione è ascrivibile l'insieme di opere architettoniche e pittoriche eseguite in quegli ultimi decenni del XVI secolo.

Il ciclo pittorico illustrativo della vita di san Rocco si sviluppa in episodi che si susseguono sulle pareti sviluppandosi da destra a sinistra: sulla parete sud ove sono illustrati quattro episodi: la nascita del santo, la sua partenza da Montpellier, il suo primo miracolo in favore degli appestati, il suo incontro con il cardinale Britanni; sulla parete est con due affreschi relativi al suo incontro in Roma col papa ed al suo eremitaggio in compagnia del fido cane che gli offre il pane, secondo la celebre tradizione, e si conclude sulla parete ovest con i tre episodi dell'incarceramento, della morte e della costruzione a Venezia di un tempio in suo onore.

Con le sistemazioni dell'esterno nel XVIII secolo si realizzò anche l'altare maggiore, su cui è rappresentato san Rocco con l'immancabile cagnolino, situato al centro del basamento, mentre sovrasta una pala di un pittore ignoto raffigurante san Rocco, la Madonna e san Sebastiano. Nell'apside di destra c'è una tela in cui compare san Rocco e san Francesco, attribuita a Michelangelo Aliprandi, pittore veronese, in quella di sinistra invece è rimasta una tela, pure attribuita all'Aliprandi, che sappiamo aveva per oggetto l'orazione di Gesù nell'orto degli ulivi, che si trova in uno stato avanzato di degrado.

Vie d'accessoModifica

La chiesetta è raggiungibile solamente a piedi attraverso due sentieri, uno parte ai piedi del colle dalla chiesa di San Rocco; l'altro si stacca invece dal paese di Quinzano.

FIlmografiaModifica

  • L'eremo di San Rocchetto: la vita del silenzio, regia di Mauro Vittorio Quattrina (2017).

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