Apri il menu principale

Chiesa di Santa Maria Immacolata e San Giuseppe Benedetto Labre

Chiesa di Santa Maria Immacolata e San Giuseppe Benedetto Labre
Eglise Santa Maria Immacolata e San Giuseppe Benedetto Labre.JPG
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneLazio
LocalitàRoma
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareMaria Immacolata
Diocesi Roma
Consacrazione31 ottobre 1931
ArchitettoGino Benigni
Stile architettonicoecclettico
Inizio costruzione1928
Completamento1930

Coordinate: 41°53′04.79″N 12°30′55.35″E / 41.884663°N 12.515375°E41.884663; 12.515375

Interno

La chiesa di Santa Maria Immacolata e San Giuseppe Benedetto Labre è un luogo di culto cattolico di Roma, situato nel quartiere Tuscolano, all'incrocio tra via Taranto e via Monza.

La chiesa è un luogo sussidiario di culto della parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio ed è annessa all'Istituto scolastico omonimo delle Suore dell'Immacolata (dette di Genova), fondate dal sacerdote Agostino Roscelli.[1]

Storia e descrizioneModifica

La chiesa venne costruita su progetto di Gino Benigni tra il 1928 e il 1930;[2] venne consacrata il 31 ottobre del 1931.[3]

L'esterno, in stile neoromanico è caratterizzato dalla facciata, posta a quarantacinque gradi sull'incrocio tra via Taranto e via Monza; il prospetto è preceduto da una scalinata ed è caratterizzato da un portico a tre arcate sorrette da colonne, sormontato da una trifora, nella cui lunetta è posto un mosaico raffigurante Cristo con angeli. In posizione arretrata, sulla destra, si trova la torre campanaria in stile neocosmatesco.[4]

L'interno, che si rifà ai modelli paleocristiani, si presenta in stile basilicale, con tre navate, matronei, soffitto ligneo e abside; nel catino absidale è presente un mosaico raffigurante la Crocifissione, e sopra di esso è posto un altro mosaico con la Gloria di Maria Immacolata. Le pareti laterali sono quasi totalmente coperte da mosaici con le rappresentazioni delle quattordici stazioni della Via Crucis. Sulla cantoria in controfacciata trova luogo l'organo a canne Tamburini opus 150, costruito nel 1932; esso, integro nelle sue caratteristiche originarie, è a trasmissione elettrica e dispone di 22 registri su due manuali e pedale.[5]

NoteModifica

  1. ^ Chiesa annessa Santa Maria Immacolata e San Benedetto Giuseppe Labre, su vicariatusurbis.org.
  2. ^ Benigni Gino, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 9 settembre 2017.
  3. ^ G. Fronzuto, p. 272.
  4. ^ M. Alemanno, p. 85.
  5. ^ G. Fronzuto, pp. 272-273.

BibliografiaModifica

  • T. Dore, L'opera dell'architetto Gino Benigni (1889 - 1948), Università degli Studi di Roma La Sapienza, Facoltà di Architettura, tesi di laurea, relatore prof. G.Muratore, 1997.
  • G. Ciarpaneto, Quartiere VIII. Tuscolano, in I quartieri di Roma, Roma, Newton & Compton, 2006, ISBN non esistente.
  • Graziano Fronzuto, Organi di Roma. Gli organi delle quattro basiliche maggiori, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 2007, ISBN 978-88-222-5674-4.
  • Massimo Alemanno, Le chiese di Roma Moderna, vol. III, Roma, Armando Editore, 2007, ISBN 978-88-6081-147-9.

Altri progettiModifica