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Chiesa di Santo Stefano (Chiusanico)

edificio religioso di Chiusanico
Chiesa di Santo Stefano
Chiusanico-chiesa santo stefano1.jpg
La chiesa e il campanile durante i lavori di restauro (2009-2011)
StatoItalia Italia
RegioneLiguria
LocalitàChiusanico
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Titolaresanto Stefano
Diocesi Albenga-Imperia
Consacrazione1594; 1825
Inizio costruzioneXVI secolo
CompletamentoXX secolo

Coordinate: 43°58′20.47″N 7°59′29.46″E / 43.972353°N 7.991517°E43.972353; 7.991517

La chiesa di Santo Stefano è un luogo di culto cattolico di Chiusanico, in provincia di Imperia, situato in via IV Novembre. La chiesa è sede della parrocchia omonima della zona pastorale di Pontedassio della diocesi di Albenga-Imperia.

Indice

StoriaModifica

Il primo documento ufficiale attestante la presenza di un luogo di culto nel borgo di Chiusanico è risalente all'atto di fedeltà adempiuto dagli stessi abitanti, nel 1298[1], in favore del vescovo di Albenga Nicolò Vaschino. Meno di duecento anni dopo, in un testamento del 1447 di Giovanni Colombo[1], si menziona ancora la chiesa di Santo Stefano di Chiusanico.

Del precedente edificio d'epoca medievale, tuttavia, non se ne ritrovano tracce in quanto nel corso del XVI secolo[1] la struttura religiosa fu completamente rifatta e al 25 settembre 1594[1] risale la consacrazione della stessa ad opera del vescovo ingauno Luca Fieschi[1]. In quella stessa occasione furono collocate presso l'altare maggiore le reliquie dei santi Marziano, Sinforiano, Cosma, Maurizio, Innocenziano, Agostino, Nicola e Maria Maddalena[1].

Nel corso del XVIII secolo[1], forse a causa dei primi cedimenti strutturali, dalla comunità chiusanichese furono stanziati investimenti per il recupero e ripristino e nell'occasione pure di abbellimento dell'edificio; fu rifatta, inoltre, la sacrestia tra gli anni 1738-1740, gli altari in marmo e arredi interni[1].

Nuovi cedimenti alla struttura e la ventata minaccia di crollo nei primi anni del XIX secolo[1] provocarono tra la popolazione locale malumori e divisioni su chi voleva una nuova chiesa in un luogo diverso e chi, invece, prediligeva nuovi interventi per il consolidamento del primario edificio[1]. Per arrivare ad una conclusione condivisa fu contattato l'architetto Gaetano Cantoni[1] - quest'ultimo progettista delle tre chiese in stile neoclassico di Porto Maurizio (duomo), Pieve di Teco (collegiata di San Giovanni) e Pietra Ligure (basilica di San Nicolò)[1] - che nel 1821 inviò alla diocesi di Albenga una dettagliata relazione[1] sulla pericolosa staticità della parrocchiale di Chiusanico. Con seduta del Consiglio comunale del 15 marzo 1822[1] l'amministrazione civica optò per la costruzione di un nuovo edificio, in luogo più sicuro dall'erosione delle acque, originariamente avente una struttura a tre navate.

La posa della prima pietra avvenne il 22 marzo 1824[1] e già il 26 dicembre 1825[1], nella ricorrenza del santo protomartire, il parroco di Chiusanico poté consacrare la nuova chiesa che fu edificata poi ad unica navata e con facciata neoclassica ad opera di Pietro Gandolfo[1].

I primi interventi di recupero e di abbellimento avvennero nel 1909[1], nel 1921 fu sostituita la pavimentazione[1] e tra gli anni 1927-1930 la chiesa fu dotata del nuovo coro, delle nuove panche per i fedeli e collegata all'energia elettrica[1].

DescrizioneModifica

Esternamente la facciata della chiesa, compiuta nel 1887[1], è in stile neoclassico avente una fronte maestosa, a guisa di pronao, con sei colonne di stile ionico sorreggenti un timpano d'architettura classica. Nelle nicchie laterali trovano spazio le due statue di san Lorenzo (lato destro) e di santo Stefano (lato sinistro).

L'interno è ad unica navata, sovrastata da due volte a vela e con quattro cappelle ai lati[1]. Le decorazioni sono state eseguite dal pittore Pietro Isnardi nel corso del 1864[1] (riprese poi negli anni quaranta del Novecento da Piero Comaschi[1]), mentre la paternità delle opere scultoree sono da attribuire a Domenico Baglioni che le realizzò nel 1890[1].

Nella cappella delle Anime o del Suffragio (anticamente intitolata a santa Lucia[1] e poi, tra il 1925 e il 1949[1], al Sacro Cuore di Gesù[1]), voluta e finanziata nel 1621 da Guglielmo Agnesi[1], è conservata una tela seicentesca raffigurante le Anime purganti di un anonimo pittore di Aurigo[1].

Presso l'altare maggiore, realizzato nel 1706 dal maestro Francesco Stella di Lucinasco[1], è collocato il cinque-seicentesco crocifisso di scultore ignoto[1] mentre nella zona absidale campeggia il trittico attribuito al Pancalino[1] raffigurante l'Annunciazione, la Crocifissione di Gesù e i santi Lorenzo, Stefano, Giovanni Battista; ai lati del presbiterio le due tele riproducenti San Francesco e, dall'altra parte, la Madonna di Guadalupe del XVIII secolo[1]. Le altre cappelle laterali della Madonna del Rosario, del Carmelo e del Sacro Cuore conservano altre riproduzioni statuarie[1]. Il fonte battesimale è datato al 1791 e opera del maestro Sebastiano da San Lazzaro Reale[1].

L'attiguo campanile è il frutto della nuova ricostruzione che avvenne nel 1834[1] su progetto di Giuseppe Lorenzetti in sostituzione del precedente che già subì interventi di recupero nel 1639 e ancora nel 1757[1].

Tra il 2009 e il 2011[2] l'intero complesso è stato sottoposto ad un intervento di recupero.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al Fonte dal libro di Andrea Gandolfo, La provincia di Imperia: storia, arti, tradizioni. Volume 1, Peveragno, Blu Edizioni, 2005.
  2. ^ Chiusanico: sabato 6, inaugurazione della chiesa parrocchiale di Santo Stefano, su sanremonews.it. URL consultato il 21-11-2013.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica