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La chimografia è una metodica diagnostica, ottenuta tramite un chimografo, che determina una rappresentazione meccanica a forma di curva ("chimogramma") di variazioni di determinati processi fisiologici.

Indice

StrumentazioneModifica

La chimografia prevede l'utilizzo di un macchinario denominato chimografo, un dispositivo in grado di fornire una registrazione in continuo di una variazione temporale di qualsiasi processo fisiologico o muscolare (la pressione arteriosa, la contrazione muscolare, la fonazione, la respirazione ed altre). L'apparecchio è sostanzialmente formata da un tamburo rotante, avvolto da un foglio di carta da registrazione (in origine della carta affumicata), sul quale un pennino si muove avanti ed indietro, perpendicolarmente al moto del cilindro, registrando i cambiamenti percepiti del fenomeno oggetto di studio. Il pennino è montato su di un'asta scrivente e generalmente il tamburo ruota ad una velocità costante e voluta, grazie ad un meccanismo ad orologeria.

Cenni storiciModifica

Il chimografo fu inventato e messo a punto dal tedesco fisiologo Carl Ludwig nel 1840. Per la sua semplicità di funzionamento e manutenzione divenne lo strumento di riferimento nell'ambito della ricerca sperimentale in fisiologia. Grazie all'apposito trasduttore in grado di recepire il fenomeno fisiologico considerato e trasmetterlo per via meccanica, idraulica, pneumatica o, (alcuni anni più tardi), elettrica, producendo il tracciato, il chimografo di Ludwig si diffuse rapidamente dalla Germania in tutti i laboratori d'Europa. Ma più ancora che le caratteristiche dello strumento era l'idea di fondo, la concezione che ogni fenomeno fisiologico potesse considerarsi correttamente interpretato solo se misurabile e traducibile nei termini della fisica e della chimica, che ne facilitò la rapida diffusione. L'apparecchio oltre alla registrazione del dato sperimentale ne consentiva la trasposizione grafica, la misurazione precisa e, di conseguenza, anche l'elaborazione in termini matematici. I successivi perfezionamenti che permisero la registrazione in contemporanea di diversi parametri con più pennini, fecero di questo dispositivo uno strumento indispensabile per lo studio della fisiologia.

«Ludwig costrusse un orologio speciale […] Lo strumento al quale Ludwig diede il nome di chimografo, è nato perfetto come succede soventi per la ispirazione dei grandi artisti. Per la prima volta i movimenti rapidissimi del cuore, le contrazioni dei vasi sanguigni, le oscillazioni del respiro e la pressione del sangue si videro scritti su un medesimo foglio. Queste esperienze di Ludwig aprirono un campo nuovo fecondissimo di studi. E ora da mezzo secolo tutte le scienze si affaticano per trasformare i loro strumenti in apparecchi registratori.»

(Angelo Mosso,fisiologo torinese, (1846-1910)[1])

«Nella vita alcuni movimenti sono così delicati e fuggitivi, che l'imperfezione dei nostri sensi è incapace a seguirli e comprenderli. [...] La memoria stessa è incerta per raffrontare le cose fuggevoli. Perché la scienza progredisse occorreva un metodo di registrazione automatica, che scrivesse tutti i fenomeni di movimento. - Tale è il metodo grafico. – Il palpito del cuore, l’affanno del respiro, il tremito dei muscoli, la velocità del sangue, la parola, il pensiero e la percezione lasciano con il metodo grafico di sé una traccia indelebile. Nulla è tanto veloce nella vita e nell’universo che il metodo della registrazione automatica non riesca a eseguire e direi quasi a trattenere per farne un’analisi minuta e darne una precisa misura»

(Angelo Mosso, fisiologo torinese, (1846-1910)[1])

Nel 1911 il polacco Sabat grazie ad una telecamera mobile a fessura adattata alle esigenze radiologiche riuscì a catturare e registrare i movimenti del cuore. L'anno successivo, sembra grazie a studi indipendenti rispetto a quelli di Sabat, Gott e Rosenthal giunsero alla stessa scoperta[2]. Al dispositivo venne dato il nome di radiochimografo o chimografo a raggi x[3]. Successivamente, nel 1934, Stumpf e collaboratori progettarono il chimografo a fessure multiple[4] che riuscendo a dare una buona registrazione (per l'epoca) dei contorni 'mutevoli' dell'ombra cardiaca ne permetteva la determinazione della portata, e del rapporto del movimento delle varie porzioni del cuore con alcune differenziazioni topografiche delle varie strutture che la componevano. Per tale motivo il radiochimografo restò in auge per molti anni[5][6][7].

Funzionamento ed utilizziModifica

La chimografia mostra attraverso esemplificazioni su grafico le variazioni di energia (di movimento, di temperatura o similari) del corpo. Nel passato trovò un grande impiego soprattutto nell'ambito cardiovascolare[8].
Gli psicologi sperimentali adottarono il chimografo come strumento per la registrazione di vari eventi tempo correlati: tempo di risposta, presentazione dello stimolo, sforzo muscolare e vibrazioni diapason[9].

NoteModifica

  1. ^ a b Mosso A. Carlo Ludwig. Nuova Antologia. Rivista di Scienza, Lettere ed Arti. Vol. 57, 1895, pagg.650-671
  2. ^ Gott, T., and Rosenthal, J. (1912). Munch. med. Wschr., 38, 2033.
  3. ^ Editorial. British Journal of Radiology (1934) 7, 705-706.
  4. ^ Stumpf, P. (1934). Brit. J. Radiol., 7, 707.
  5. ^ Kymography (Section of Radiology). Proc R Soc Med. 1939 July; 32(9): 1157–1168. PMCID: PMC1997913
  6. ^ Thomas S.F., Garland L.H. Roentgen cardiac Kymography: elettrocardiographic correlation. Calif Med. 1948 March; 68(3): 126–129.
  7. ^ Davies L.G., Venning G.R. Electrokymography-preliminary studies. Br Heart J. 1952 January; 14(1): 33–41.
  8. ^ Juliani G.,Quaglia C. Testo Atlante di Chimografia Cardiovascolare. Torino, Minerva. Medica, 1963, 217 pages, 164 illustrations.
  9. ^ Titchener, E. B. Experimental Psychology, a Manual of Laboratory Practice: Volume I, Quantitative Experiments, Part II. Instructor's Manual. (1918) New York: Macmillan. pp. 172-176.

BibliografiaModifica

  • Grande Enciclopedia Medica Curcio, Curcio Editore, 1973
  • Douglas M. Anderson, A. Elliot Michelle, Mosby’s medical, nursing, & Allied Health Dictionary sesta edizione, New York, Piccin, 2004, ISBN 88-299-1716-8.

Collegamenti esterniModifica