Chiroteche

Chiroteche pontificali violacee

Le chiroteche sono un paramento liturgico cattolico usato dai prelati durante una forma particolarmente solenne (in pontificalibus) di celebrazione eucaristica del rito romano. Dal 1968 sono state rese facoltative.[1]

Sono dei guanti che possono essere indossati dai vescovi, i cardinali e dal pontefice in tali circostanze. Riportano solitamente degli ornamenti e una croce, entrambi dorati, e coprono tutta la mano e metà dell'avambraccio anche se alcune arrivano quasi al gomito. Il loro colore varia a seconda del tempo liturgico.[2] Se indossate, l'anello episcopale/pontificale dev'essere portato sopra di esse.

Nel Pontificale Romano pubblicato nel 1595 da papa Clemente VIII e nelle edizioni posteriori fino al Concilio Vaticano II, le chiroteche venivano imposte dopo l'ordinazione episcopale, dopo l'imposizione della mitria, il celebrante le benediceva (se non erano state già benedette) e poi le faceva indossare al nuovo vescovo, infine si concludeva il rito con l'imposizione dell'anello pontificale.[3]

Chiroteche pontificali bianche

Nel Messale Romano fino all'edizione del 1962, in quelle celebrazioni nelle quali si usavano le chiroteche, si imponeva al prelato l'obbligo di recitare la seguente formula mentre le indossava[4][5]:

(LA)

«Circúmda, Dómine, manus meas mundítia novi hóminis, qui de cælo descéndit: ut, quemádmodum Iacob diléctus tuus, pellículis hædórum opértis manibus, patérnam benedictiónem, obláto patri cibo potúque gratíssimo, impetrávit; sic et obláta per manus nostras salutáris hóstia, grátiæ tuæ benedictiónem mérear. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui in similitúdinem carnis peccáti pro nobis obtulit semetípsum.»

(IT)

«Circonda le mie mani, o Signore, con la purezza dell'uomo nuovo che discese dal cielo: affinché, come il tuo diletto Giacobbe con le mani ricoperte di pelli d'ariete, offrendo al padre un cibo e una bevanda assai graditi, ottenne la benedizione paterna; così anch'io, offrendo con le mie mani la vittima della salvezza, possa meritare la benedizione della tua grazia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che apparso in forma umana offrì se stesso per i nostri peccati.»

Durante la messa vengono indossate fino all'offertorio, vengono poi tolte e non più indossate per il resto della celebrazione.

Dal 1968, prima cioè della pubblicazione della rivista edizione del Messale Romano del 1970, le chiroteche sono state rese facoltative per le celebrazioni in cui ne è previsto l'impiego.[1]

Nelle successive edizioni del Messale Romano non si parla più né delle chiroteche né dei copripiedi (le caligulae), la cui menzione sparì già dell'edizione 1962, ma che, secondo le edizioni anteriori, il vescovo che celebrava in pontificalibus doveva indossare, mentre recitava l'apposita preghiera: Calcea, Domine, pedes meos in praeparationem evangelii pacis, et protege me in velamento alarum tuarum.[5]

Fino a papa Giovanni XXIII le chiroteche fecero inoltre parte dei paramenti sacri dei quali doveva essere rivestita la salma del papa per essere esposta all'ultimo saluto dei fedeli, in quello che un tempo era noto come "bacio del piede". A partire da papa Paolo VI, artefice di una netta spoliazione e pauperizzazione delle esequie pontificie, esse non sono state più impiegate.

In tempi recenti le chiroteche sono state utilizzate nel corso di alcune cerimonie dai tradizionalisti americani Salvatore Cordileone, arcivescovo di San Francisco, e Alexander King Sample, arcivescovo di Portland.

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Cattolicesimo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cattolicesimo