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Circo romano di Bovillae
Bovillae
Bovillae plan.png
Planimetria di Bovillae da cui si evincono posizione e grandezza del circo
CiviltàCiviltà romana
UtilizzoCirco
Localizzazione
StatoItalia Italia
Amministrazione
EnteComune di Marino
Sito webwww.comune.marino.rm.it
Mappa di localizzazione

Coordinate: 41°45′27.04″N 12°37′18.16″E / 41.75751°N 12.62171°E41.75751; 12.62171

Il circo romano di Bovillae era un'antica struttura voluta dall'imperatore romano Tiberio e costruita nel 14 (Oggi identificata con la frazione di Frattocchie).

Indice

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Bovillae.

Il circo venne edificato attorno al 14 dall'imperatore Tiberio. Voluto dall'imperatore Tiberio dopo la morte del padrigno e predecessore Augusto (14) per onorarne la memoria con degli speciali giochi circensi, i Ludi Augustales. Questi giochi furono celebrati almeno durante tutta la dinastia Giulio-Claudia, poiché un'iscrizione del 53 ricorda un tale auriga Fuscus della factio prasina[1] vincitore dei giochi bovillensi (Ludi Augustales).

StrutturaModifica

 
Ricostruzione artistica di un circo dell'antica Roma.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Circo (antica Roma).

La lunghezza del circo era di 337.50 metri per una larghezza di 68.60,[1][2] ed era uno dei più grandi circhi di Roma, superando sia il Circo Vaticano sia il Circo Agonale (oggi piazza Navona).[2] La spina del circo era lunga 197 metri, e decorata con statue ed altri ornamenti: parti della spina furono rinvenute durante gli scavi ottocenteschi. La capienza della struttura si aggirava tra gli 8.000 ed i 10.000 spettatori.

Archeologia dell'antico circoModifica

I resti archeologici più importanti rinvenuti a Bovillae nel corso degli scavi di Giuseppe Tambroni (1823-1825) sono quelli appartenenti al circo.[1] Del circo oggi rimangono solo tre arcate in blocchi di peperino, appartenenti alla struttura dei carceres, più una quarta arcata inglobata in un cascinale.[1] In origine dovevano esserci dodici arcate.

NoteModifica

  1. ^ a b c d Coarelli, p. 72.
  2. ^ a b Torquati 1974, vol. I cap. XX p. 190.

BibliografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Bibliografia sui Castelli Romani.

Voci correlateModifica