Classe 095

Classe 095
Descrizione generale
Naval Ensign of China.svg
TipoSottomarino nucleare da attacco (SSN)
Classe095
VaroPrevisto nel 2010[1]
Completamento2020?
Caratteristiche generali
PropulsioneReattore nucleare
Armamento
Siluritubi lanciasiluri
MissiliMissili HY-4
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Tipo 095 (designazione cinese: 09-IV) è il nome con la quale è conosciuta una classe di cinque sottomarini nucleari da attacco in fase di sviluppo per la People's Liberation Army Navy (PLAN) della Repubblica Popolare Cinese.

Le informazioni diffuse sono state molto poche, con l'eccezione che lo sviluppo di questi battelli è stato avviato in risposta alle scarse prestazioni dei precedenti Tipo 093 (classe Shang)[2][3][4]. Tra le altre informazioni anticipate, inoltre, vi è anche quella secondo cui gli 095 avranno una traccia acustica sensibilmente ridotta, ed incorporeranno le ultime tecnologie subacquee russe. Lo scafo dei nuovi battelli, inoltre, sarà una versione ingrandita di quello dei Classe Xia (Tipo 092) e Jin (094)[1][5][6].

Secondo alcune informazioni, inoltre, questi sottomarini dovrebbero essere armati, oltre che con tubi lanciasiluri, anche con missili da crociera antinave HY-4 con gittata massima di 3000 km[1], e potrebbero svolgere con successo il ruolo di scorta subacquea alle future portaerei in fase di sviluppo oggi in Cina[1]. L'ingresso in servizio è previsto per il 2020[1].

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Ta-chen Chen, Chinese fast developing advanced submarines, in Taipei Times, 6 dicembre 2006, p. 8. URL consultato il 22 agosto 2009.
  2. ^ Type 095, Deagel.com. URL consultato il 22 agosto 2009.
  3. ^ "Chinese Boomers Googled Again", StrategyPage.com, 7 ottobre 2007. URL consultato il 22 agosto 2009.
  4. ^ Richard Fisher, Jr., The Implications of China’s Naval Modernization for the United States, StrategyPage.com, 11 giugno 2009. URL consultato il 2 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 16 settembre 2009).
  5. ^ Warship 2007, p.167
  6. ^ "China's Quest for a Superpower Military", su Backgrounder #2036, The Heritage Foundation, 17 maggio 2007. URL consultato il 22 agosto 2009 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2009).

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica