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Invasioni dei Carpi e Goti di Cniva negli anni 249-251.

Cniva (prima del 249 – dopo il 253) condottiero della popolazione germanica dei Goti (probabilmente i Tervingi).

Invase l'Impero romano, conquistando la città di Filippopoli (oggi Plovdiv) e uccidendo nella battaglia di Abritto (in Bulgaria, nei pressi del Danubio) l'imperatore romano Decio e suo figlio, Erennio Etrusco, che avevano tentato di impedirgli di uscire dai confini dell'Impero.

La storiaModifica

Cniva iniziò la sua invasione dell'Impero romano quando, attraversato il Danubio, invase la Mesia. Pose poi l'assedio alla città di Nicopoli, dove gli si fece incontro l'esercito romano. I goti si diressero allora a Filippopoli, inseguiti dai romani. A un certo punto, Cniva invertì la marcia delle sue truppe e piombò di sorpresa sull'accampamento dei romani, sconfiggendoli. Assediò poi Filippopoli, che cadde dopo aver opposto una strenua resistenza: i goti massacrarono 100.000 persone e fecero molti prigionieri. Dopo numerosi preparativi, l'imperatore Decio cercò di bloccare la ritirata dei goti verso il Danubio e diede loro battaglia, ma, preso in una sacca, fu sconfitto e ucciso insieme al figlio Erennio Etrusco ad Abritto 251).

Il nuovo imperatore romano, Treboniano Gallo, permise a Cniva e ai Goti di tornarsene oltre il Danubio col bottino conquistato e accettò di pagare un tributo affinché restassero al di fuori dei confini dell'Impero.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Edward Gibbon, History of the Decline and Fall of the Roman Empire, 10.