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Comitato nazionale femminile della Croce Rossa italiana

Comitato femminile
della Croce Rossa italiana
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Logo del Comitato femminile CRI
StatoItalia Italia
Parte diCroce Rossa italiana

Il Comitato femminile era una delle componenti civili della Croce Rossa italiana. È stato sciolto nel 2012.

Potevano farne parte solamente soci della Croce Rossa italiana di sesso femminile.

La storiaModifica

Le origini del Comitato femminile si possono far risalire idealmente all'azione alla seconda metà del XIX secolo, quando nel 1859 durante la battaglia di Solferino le donne lombarde (Castiglione delle Stiviere) insieme al parroco diedero assistenza e cura ai feriti degli eserciti franco-piemontese ed austriaco senza fare distinzione di nazionalità, applicando, sottolinea la studiosa Santa Fizzarotti Selvaggi, quel principio di neutralità che già Ferdinando Palasciano, nato a Capua ma di origine pugliese in linea paterna (Monopoli) aveva enunciato durante i moti di Messina nel 1848 affermando, come notorio, che.: «Non è più un nemico il ferito in guerra». E ancora la stessa precisa spesso nei suoi testi e conferenze che, come anche altri storici rilevano,: "Le origini del Comitato Femminile in una prima forma istituzionale, risalgono al periodo in cui fu istituita l’Unione delle Donne italiane con le norme stabilite dallo Statuto dell’Associazione Italiana di Soccorso ai malati e feriti in guerra. Il 19 gennaio 1879 fu emanato il primo regolamento delle Donne di Croce Rossa, e fu Sua Maestà la Regina Margherita di Savoia a convocare la Commissione Superiore dell’Unione delle Donne della C.R.I.2. Il Comitato Femminile è una Componente storica della Croce Rossa, la cui rappresentatività è sempre stata fondamentale per la sua opera volontaristica al servizio delle persone in stato di vulnerabilità e difficoltà. "

Le attivitàModifica

Fino al suo scioglimento, con circa 30.000 volontarie attive, il Comitato femminile svolgeva attività assistenziali all'interno dei reparti ospedalieri o domiciliarmente, assistendo i pazienti o facilitando i compiti istituzionali, e attività socio-sanitarie, di educazione sanitaria, assistenza al malato, alle madri in difficoltà, ai minori a rischio. Organizzavano, inoltre, raccolte di generi alimentari e di fondi in caso di calamità naturale o disastro, e diffondevano il diritto internazionale umanitario.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica