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Comunione dei santi

concetto cristiano
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Con l'espressione comunione dei santi nella dottrina cristiana si intende la stretta unione che esiste tra i cristiani e Gesù Cristo e conseguentemente tra di loro.

Secondo questa dottrina i cristiani non sono dei singoli credenti ma un "popolo", una "comunità" di credenti; in una parola essi formano il corpo mistico di Gesù Cristo risorto.

Fondamento neotestamentarioModifica

Questa dottrina si fonda su vari passi del Nuovo Testamento; in particolare viene utilizzato l'esempio del corpo descritto da san Paolo nelle sue lettere:

« Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo. E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito. »   (1 Corinzi 12,12-13)

Di conseguenza san Paolo ne ricava l'intima unione tra i cristiani:

« Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte. »   (1 Corinzi 12,26-27)

Nella cristianità anticaModifica

Il testo più antico in cui compare la terminologia di "comunione dei santi" ("communio sanctorum") è il quinto libro delle "Istruzioni per i candidati al battesimo" (Competentibus ad baptismum instructionis libelli sex) scritto da san Niceta di Remesiana nel IV secolo. Il libretto, intitolato De explanatione Symboli, mira a spiegare il simbolo apostolico. Secondo San Niceta la chiesa è "sanctorum omnium congregatio" e in essa partecipano tutti coloro che sono in grazia di Dio, vivi, defunti o nascituri, compresi quindi anche i giusti dell'antico testamento e gli angeli. Egli scrive: «...justi qui fuerunt, qui sunt, qui erunt una ecclesia sunt...Ergo in hac ecclesia crede te communionem consecuturum esse sanctorum...».

Nella teologia cattolicaModifica

Secondo questa dottrina della Chiesa cattolica la comunione non si interrompe con la morte, ma continua anche dopo. Per questo motivo i santi possono intercedere grazie presso Dio per i cristiani che sono in terra. Invece i cristiani possono pregare, ottenere indulgenze in favore dei defunti.

I santi non sono quindi solo quelli proclamati dai papi, che si trovano nel calendario, e venerati in Chiesa: santi sono tutti coloro che si trovano in Paradiso al cospetto di Dio, principio e fonte di ogni regalità e di ogni santità. Quindi i santi sono molti di più, e comprendono tutta la gerarchia degli angeli (puro spirito) del Paradiso rimasti fedeli a Dio, e le anime dei morti in attesa della risurrezione finale della carne:

  • le anime che in vita ripararono i peccati e meritarono di avere il Paradiso subito dopo la morte,
  • le anime condotte da san Michele Arcangelo dal Purgatorio in Paradiso a seguito di preghiere (e Messe) di liberazione e suffragio terrene,
  • le anime rimaste Purgatorio, in attesa che termini il tempo di espiazione;
  • tutti i casi di Assunzione al Cielo in anima e corpo, umano-terreno: dal dogma di Maria Assunta, fino al Rapimento della Chiesa.

Inoltre la fede e le buone azioni dell'uno possono influire su tutti gli altri.

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