Corpo mistico

Con l'espressione Corpo Mistico ( o Corpo Mistico di Cristo, Corpus Misticum Christi in latino ) nella dottrina della Chiesa cattolica si intende la speciale unione che lega i cristiani a Gesù Cristo.

Secondo questa dottrina, il Cristo di Dio (Mt16, 13-20), e' un solo Corpo con gli angeli rimasti fedeli a Dio, con le anime dei defunti non finite nel Purgatorio o all'Inferno, con i pochi del genere umano assunti in Paradiso in corpo e anima (come per l'Maria). Tutti sono a Lui strettamente ed intimamente uniti, nello stessa forma di un unico corpo in cui Egli è il capo e tutti gli altri sono le membra. Il Salvatore e Redentore ha fondato la Chiesa, al fine di comunicare mediante lei all'umanità la Sua verità e la Sua grazia fino alla fine dei tempi[1].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Comunione dei santi e Risurrezione della carne.

Tale dottrina prende le mossa dall'esempio riportato da san Paolo nelle sue lettere. Si legga ad esempio:

« Voi tutti siete figli di Dio mediante la fede in Gesù Cristo; infatti, quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c'è più né Giudeo né Greco, né schiavo né libero, né uomo né donna, perché tutti siete una sola persona in Gesù Cristo »   (Lettera ai Galati 3,28 [1])
« Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri. »   (Rom 12,4-5)

La stessa dottrina altrove è illustrata con l'esempio di un'unica vite di cui Gesù Cristo è la pianta viva e tutti gli altri sono i tralci alimentati da lui (cfr. Gv 15,5).

Un ruolo speciale e sommo, nella preghiera e devozione rivoltale, e nel potere di intercessione per una grazia, spetta a Maria, la Madre di Gesù Cristo Dio, sempre Vergine e sempre Immacolata da qualsiasi peccato. In tutto questo, e' prima del genere umano in tutta la storia, e seconda soltanto al Figlio di Dio: concetto indicato come iperdulia.

Per questa intima unione e unità, tutto il bene compiuto da un singolo membro si riversa in beneficio di tutti gli altri, mentre il male compiuto da uno è sofferenza di tutti, anche se non sarà mai tale da poter sminuire o offuscare l'infinita sorgente di grazia che è il Cristo.

Papa Pio XII ha scritto l'enciclica Mystici Corporis Christi per illustrare questa dottrina.

Indice

Teologia scolasticaModifica

Secondo la narrazione del fiat lux, Dio (che è il Verbo) creò tutto ciò che esiste in soli sette giorni e con poche parole, imprimendo alla creazione un ordine divino e naturale, che resta la traccia permanente della Sua opera.

La teologia scolastica, rifacendosi alla metafisica del filosofo greco Aristotele, distingue nella creazione tre ordini di sostanza: corpo, anima e spirito.
Se gli animali possiedono un corpo, il genere umano possiede invece un'anima che è tota in toto corpore, vale a dire che non si trova localizzata in un particolare organo (cuore, cervello, ecc), ma è totalmente e identicamente presente in ogni punto del corpo vivente.

Gli angeli sono incorporei, puro Spirito (es.Tobia 12,19), che appunto appare senza poter essere in forme umane.

In questo ordine, il genere umano fu creato da Dio a Sua immagine e somiglianza (Gn 1,26-27), ma la creatura più simile a Dio erano gli angeli, il più piccolo dei quali superava anche nell'Eden in perfezione Giovanni battista, il più grande tra i nati di donna (Lc 7,28). Gli angeli infatti fin dall'inizio avevano la scienza del bene e del male, che era invece il frutto proibito per l'uomo.

Tuttavia, Dio ha amato l'uomo fino a sacrificare nella morte di croce il Suo Figlio Unigenito perché potesse tornare a partecipare della vita divina e immortale, perduta col peccato originale: l'uomo nell'Eden era immortale e aveva tutto ciò di cui può avere bisogno, ma con la cacciata dall'Eden perse questa condizione (Gen 3,14-19). Gesù Cristo Dio, secondo Adamo, si offerse senza colpa in sacrificio per il genere umano, e con la redenzione dal peccato originale, diede di nuovo a tutti la possibilità di meritarsi la vita eterna in Paradiso con la fede e le opere della vita terrena.

Dopo la resurrezione dalla morte di croce, Gesù appare ad Emmaus, agli apostoli per 40 giorni, fino al giorno dell'Ascensione, quando i dodici lo vedono salire al cielo alla destra del Padre. E soprattutto appare al Tommaso incredulo che tocca il costato del Cristo risorto, vedendo che questo corpo ha il Preziosissimo Sangue e le Cinque Sante Piaghe dei chiodi della croce. È quindi anche il corpo della vita terrena, che Cristo aveva prima di morire. E che i tre apostoli diletti vedono da terra avvolto da una nube di luce, nella Trasfigurazione sul Monte Tabor, prima della passione e morte di croce.

Quindi, una duplice natura, umana e divina, del Verbo fattosi carne, e immutabile, mostratasi:

  • sul Monte Tabor, natura già divina, prima della morte e resurrezione
  • al Tommaso dubbioso, natura ancora umana, anche dopo la morte e resurrezione.

È dunque un corpo terreno e umano, con anima e sangue, ed anche un corpo con la sostanza spirituale degli angeli. Ha queste caratteristiche:

  • luminoso e in grado di sollevarsi da terra (Tabor e Ascensione),
  • col bagaglio di umanità, ricordi ed emozioni della vita terrena
  • privo di malattia, invecchiamento, imperfezione, dolore e peccato
  • Verbo ordinatore (creante corpo e anima): in grado di creare e materializzare dal nulla la vita fuori di sé con la semplice parola (fiat lux e risurrezione di Lazzaro). Non possno creare un altro Dio o un angelo.
  • onnisciente: conosce e comprende tutte le scienze e tutte le lingue umane, vede nel passato e nel futuro, vede a distanza nello spazio, legge nel pensiero e conosce i peccati e le volontà più intime dell'animo umano
  • in grado di apparire ovunque anche in bilocazione (detto impropriamente spostarsi a velocità istantanee), come avviene nelle apparizioni di Gesù dopo la risurrezione.
  • immortale, non necessita di nutrirsi o dormire, non può procreare (come gli angeli, che sono incorporei).

Quindi, viene esclusa una possibile unione carnale fra spiriti ed esseri umani, come invece si ritrova in vari semidei delle mitologie antiche.

Anche se nel Corpo Mistico l'anima possiede tutti i doni e serve Dio nella vita terrena come e quanto un angelo, permane sempre la differenza fra anima e spirito: gli angeli non possono avere un'anima (e quindi un corpo umano), mentre le anime restano in attesa della resurrezione finale della loro carne terrena.

La caduta dei demoni dal Paradiso equivale alla loro esclusione eterna dal Corpo Mistico del Cristo risorto.

Non essendo di Dio, possono creare solo la materia ma non l'anima (o lo Spirito e Dio). I demoni possono uccidere, apparire in un corpo umano o animale, ma non possono:

  • crearsi un anima per farsi uomo,
  • creare un'anima che porta un nascituro alla vita
  • resuscitare un morto in vita, dando la sua anima allo stesso corpo terreno che aveva peima di morire.

In sintesi: Dio che e' Atto puro, o anche Atto di Atto, conosce e vede tutto, non si sposta ma appare, non muta, crea semplicemente parlando.

Gli angeli rimasti fedeli a Dio hanno già tutte questi doni dello Spirito Santo:

  • profezia: Annunciazione, Visitazione
  • creazione: Michele crea la manna per il popolo ebraico
  • spostamento istantaneo: Raffaele esorcizza il desmone Amodeo, e un istante dopo lo incatena in Egitto (Tobia 8,2).

Il genere umano partecipa alla proprietà della natura e alla realtà della sostanza del Cristo risorto. Sul Tabor, insieme e grazie all'apparizione di Gesù Cristo Dio, gli apostoli vedono anche:

  • il profeta Elia assunto al cielo in anima e corpo senza morire,
  • l'anima di Mosè, morto poco prima di giungere nella Terra Promessa (Deuteronomio 34,4).

La Trasfigurazione di Gesù sul Monte Tabor è l'unico caso in tutta la Bibbia in cui l'anima (e il corpo, per Elia) di un morto riescono a mostrarsi "dall'al di là" a qualche uomo durante la sua vita terrena: le altre apparizioni di anime riguardano solo sogni, ma non visioni diurne come questa.

In merito alla gerarchia degli angeli, nella voce relativa citando Summa theologiae, viene spiegato che in Paradiso non esiste differenza tra le creature, in relazione a Dio. Infatti, angeli, anime, quanto le persone assunte in cielo in anima e corpo vedono nello stesso modo e con la stessa intensità il Dio Uno e Trino, che è: Amore (1Gv 4,8), Luce (1Gv 1,5), Spirito e Verità (1Gv 5,6).

E che è tutte queste cose da sempre e per sempre, non solo come Persona, che liberamente sceglie di essere tale, ma anche e soprattutto come Sostanza, che tale è necessariamente e immutabilmente (e con ciò non limita la Sua libertà, anzi la rende esente dal male, che è errore e imperfezione).
Tutte le creature contemplano il Volto di Dio, e in piena gioia e beatitudine, Lo lodano, onorano, ringraziano e glorificano con un canto all'unisono, incessante e senza fine (Ap 19): i cori angelici della spiritualità medioevale.

La differenza determinante è il modo dell'essere nel Corpo Mistico. Gesù Cristo Dio è tale Corpo Mistico per essenza, e lo era prima della Incarnazione nel grembo di Maria Vergine. Invece, angeli e genere umano lo sono per partecipazione: entrambi ne furono esclusi con la caduta dell'uomo e la caduta dei demoni dall'Eden. Il Corpo Mistico è detto del Cristo risorto non perché muti dopo la morte, ma perché solamentd con e dopo la resurrezione di Gesù il genere umano riacquista la possibilità di parteciparvi.

Mediante questo Corpo Mistico, non solo gli angeli, ma anche le anime viventi in Paradiso possono essere soggetto di ripetuta teofania nella vita terrena ed operare la grazia, in sogno o in visione diurna, come Mosè ed Elia sul Tabor, come le apparizioni di Maria nella storia, o come numerose attestazioni delle vite dei santi (es. Pietro che appare a Sant'Agata prima del martirio).

Identità del corpo storico di Cristo e corpo eucaristico di CristoModifica

Tommaso di Aquino nel trattato De venerabili sacramento altaris (liber de utili ac oportuna institutione sacramenti Eucharistiae) afferma che esistono due corpi mistici nel mondo, tra i quali ogni essere umano è inevitabilmente chiamato a scegliere, crescendo nell'uno o nell'altro:

« Ad intelligentiam tam mirae rei sciendum quod duo sunt corpora mystica in hoc mundo: scilicet corpus mysticum Christi, et corpus mysti cum diaboli, sive Antichristi, ad quorum alterum pertinent omnes mundi. Corpus mysticum Christi sancta est Ecclesia tam quam ipsius munda et fidelis sponsa, cujus ipse caput est. »

(De venerabili sacramento altaris, opuscolo LI)

Il Corpo mistico è la chiesa di cui Cristo è a capo e sua sposa, quanti decrescono spiritualmente nel corpo di Cristo, inevitabilmente crescono nel corpo mistico del male[2].

« La concordia dei demoni, derivante dall'obbedienza degli uni verso gli altri, non deriva dall'amore scambievole, ma dalla loro comune malvagità, con la quale odiano gli uomini e si ribellano alla giustizia di Dio; è infatti caratteristica degli uomini empi unirsi e assoggettarsi a coloro che vedono dotati di maggiore potenza, per dare sfogo alla propria malvagità. »

(Summa Theologiae, questione 109, art. 2)

Affine all'esistenza dei due corpi mistici è il pronunciamento di Agostino da Ippona sulle due civitas:

« Due amori generarono le due città; l'’amore di sé fino al disprezzo di Dio generò la città terrena, e l'amore di Dio fino al disprezzo di sé generò la città celeste »

(De Civitate Dei, lib. XIV, c, 17)

« Col sacramento del pane eucaristico, viene rappresentata ed effettuata l'unità dei fedeli, che costituiscono un solo corpo in Cristo (cfr. 1 Cor 10,17). Tutti gli uomini sono chiamati a questa unione con Cristo, che è la luce del mondo; da lui veniamo, per mezzo suo viviamo, a lui siamo diretti. [...] In quel corpo la vita di Cristo si diffonde nei credenti che, attraverso i sacramenti si uniscono in modo arcano e reale a lui sofferente e glorioso [S. TOMMASO, Summa Theol. III, q. 62, a. 5, ad 1.]. Per mezzo del battesimo siamo resi conformi a Cristo: « Infatti noi tutti « fummo battezzati in un solo Spirito per costituire un solo corpo » (1 Cor 12,13). Con questo sacro rito viene rappresentata e prodotta la nostra unione alla morte e resurrezione di Cristo: « Fummo dunque sepolti con lui per l'immersione a figura della morte »; ma se, fummo innestati a lui in una morte simile alla sua, lo saremo anche in una resurrezione simile alla sua » (Rm 6,4-5). Partecipando realmente del corpo del Signore nella frazione del pane eucaristico, siamo elevati alla comunione con lui e tra di noi: « Perché c'è un solo pane, noi tutti non formiamo che un solo corpo, partecipando noi tutti di uno stesso pane» (1 Cor 10,17). Così noi tutti diventiamo membri di quel corpo (cfr. 1 Cor 12,27), «e siamo membri gli uni degli altri» (Rm 12,5). »

(Enciclica 'Lumen Gentium, capitolo 1)

Nel corpo mistico cessano le differenze fra mogli e mariti, fratelli e sorelle:

« Voi vi ingannate, perché non capite né le Scritture, né la potenza di Dio. Infatti alla risurrezione né si ammoglieranno né si mariteranno, ma saranno come angeli di Dio in cielo »

(Matt. 22, 29, 30).)

NoteModifica

  1. ^ Radiomessaggio del 24 Dicembre 1951, papa Pio XII
  2. ^

    « Sed non manducando spiritualiter corpus Christi, et male vivendo, tollunt Christi membra, et faciunt ea membra diaboli, et sic diminuunt, quantum in se est, corpus Christi: quod enim diabolo in animabus accrescit, Christo decrescit: et sic corpus Christi mysticum diminuitur. »

    (De venerabili sacramento altaris, OPUSCULUM LI.)

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica