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Corpo mistico

Nella teologia cristiana l'espressione Corpo Mistico ( o Corpo Mistico di Cristo, Corpus Mysticum Christi in latino ) indica la speciale unione che lega i cristiani a Gesù Cristo risorto e che viene descritta con la dottrina teologica della comunione dei santi. La dottrina assume significati diversi nelle diverse confessioni cristiane.

L'espressione è una metafora coniata da Paolo di Tarso e trova il suo fondamento nel fatto che i cristiani condividono un unico spirito e si nutrono di un unico cibo spirituale.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Comunione dei santi.

Indice

Negli scritti di San PaoloModifica

Nella Lettera ai Galati Paolo afferma la solidarietà ontologica dei cristiani, senza parlare di "corpo di Cristo" (ma il significato è lo stesso), e la attribuisce al comune battesimo:

« Voi tutti siete figli di Dio mediante la fede in Gesù Cristo; infatti, quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c'è più né Giudeo né Greco, né schiavo né libero, né uomo né donna, perché tutti siete una sola persona in Gesù Cristo »   (Gal 3,26-28 [1])

I passi più importanti in cui Paolo parla della chiesa come corpo di Cristo si trovano nella prima Lettera ai Corinzi: 1 Cor 6,12-20, 1 Cor 10,14-22, 1 Cor 12,4-27. Il brano in 1 Corinzi 12 è forse il più famoso e attribuisce l'unità del corpo di Cristo al possesso di uno stesso spirito. La pericope nel capitolo 10, invece, mette in evidenza la connessione dovuta al comune pane eucaristico.

La diversità delle membra è utile per dare pari dignità alle diverse funzioni che i fedeli sono in grado e sono chiamati a svolgere. Su questo tema Paolo ritorna brevemente anche nella successiva Lettera ai Romani (Rm 12,4-8):

« Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri. »   (Rom 12,4-5)

Le lettere deutero-pauline, in particolare la lettera agli Efesini e la lettera ai Colossesi, chiariscono la metafora specificando il ruolo di Gesù come "capo" del corpo mistico: Ef 2,11-18, Ef 1,22-23, Ef 4,4.12.15-16, Ef 5,30, Col 1,18.24, Col 2,19, Col 3,15. Se Cristo è il capo della chiesa ossia, secondo un'altra metafora, è la pietra angolare su cui viene edificata la chiesa, non è teologicamente ammissibile alcuna sopravvalutazione trionfalistica della chiesa terrena.

La dottrina cristianaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Mystici Corporis Christi e Lumen Gentium.

Secondo questa dottrina tutti i cristiani vivi o morti sono strettamente ed intimamente uniti a Cristo, come le membra di un unico corpo di cui Egli è il capo. Per questa intima unione e unità, tutto il bene compiuto da un singolo membro si riversa in beneficio di tutti gli altri, mentre il male compiuto da uno è sofferenza di tutti, anche se non sarà mai tale da poter sminuire o offuscare l'infinita sorgente di grazia che è il Cristo. La stessa dottrina è illustrata anche nel vangelo con la metafora di un'unica vite di cui Gesù Cristo è la pianta viva e tutti gli altri sono i tralci alimentati da lui (cfr. Gv 15,5).

Nel 1943 Papa Pio XII ha esposto la dottrina cattolica con l'enciclica Mystici Corporis Christi. In questa circostanza, inoltre, egli raccomandò di imitare la tenerezza di Gesù verso i membri più deboli della famiglia umana e deprecò la loro eliminazione da parte di alcuni Stati (soprattutto i nazisti, ma non solo).[1]

La dottrina fu ancor più autorevolmente affermata dal Concilio Vaticano II nella costituzione dogmatica Lumen Gentium, da cui sono estratte le seguenti brevi frasi:

«Il Figlio di Dio, unendo a sé la natura umana e vincendo la morte con la sua morte e resurrezione,ha redento l'uomo e l'ha trasformato in una nuova creatura (cfr. Gal 6,15; 2 Cor 5,17). Comunicando infatti il suo Spirito, fa sì che i suoi fratelli, chiamati tra tutte le genti, costituiscano il suo corpo mistico. In quel corpo la vita di Cristo si diffonde nei credenti che, attraverso i sacramenti si uniscono in modo arcano e reale a lui sofferente e glorioso [S. Tommaso, Summa Theol. III, q. 62, a. 5, ad 1.]. Per mezzo del battesimo siamo resi conformi a Cristo: « Infatti noi tutti « fummo battezzati in un solo Spirito per costituire un solo corpo » (1 Cor 12,13). Con questo sacro rito viene rappresentata e prodotta la nostra unione alla morte e resurrezione di Cristo: « Fummo dunque sepolti con lui per l'immersione a figura della morte »; ma se, fummo innestati a lui in una morte simile alla sua, lo saremo anche in una resurrezione simile alla sua » (Rm 6,4-5). Partecipando realmente del corpo del Signore nella frazione del pane eucaristico, siamo elevati alla comunione con lui e tra di noi: « Perché c'è un solo pane, noi tutti non formiamo che un solo corpo, partecipando noi tutti di uno stesso pane» (1 Cor 10,17). Così noi tutti diventiamo membri di quel corpo (cfr. 1 Cor 12,27), «e siamo membri gli uni degli altri» (Rm 12,5).»

(Costituzione dogmatica Lumen Gentium, cap. I par. 7)

Secondo molte confessioni cristiane, ma non tutte, la comunione dei santi implica che i santi in cielo possono intercedere per i viventi e che questi possono intercedere per le anime purganti. Queste possibilità sono escluse dalle chiese nate dalla Riforma protestante.

Nel cattolicesimo e nell'ortodossia un ruolo speciale e sommo, nella preghiera e devozione rivoltale, e nel potere di intercessione per una grazia, spetta a Maria, la Madre di Gesù Cristo Dio, sempre Vergine e sempre Immacolata da qualsiasi peccato. In tutto questo, è prima del genere umano in tutta la storia, e seconda soltanto al Figlio di Dio: concetto indicato come iperdulia.

Il corpo mistico di Cristo e quello dell'Anticristo secondo Tommaso d'AquinoModifica

Tommaso di Aquino nel trattato De venerabili sacramento altaris (liber de utili ac oportuna institutione sacramenti Eucharistiae) afferma che esistono due corpi mistici nel mondo, tra i quali ogni essere umano è inevitabilmente chiamato a scegliere, crescendo nell'uno o nell'altro:

«Ad intelligentiam tam mirae rei sciendum quod duo sunt corpora mystica in hoc mundo: scilicet corpus mysticum Christi, et corpus mysticum diaboli, sive Antichristi, ad quorum alterum pertinent omnes mundi. Corpus mysticum Christi sancta est Ecclesia tam quam ipsius munda et fidelis sponsa, cujus ipse caput est.»

(De venerabili sacramento altaris, Opusculum LI)

Il Corpo mistico è la chiesa di cui Cristo è a capo e sua sposa, quanti decrescono spiritualmente nel corpo di Cristo, inevitabilmente crescono nel corpo mistico del male[2].

«La concordia dei demoni, derivante dall'obbedienza degli uni verso gli altri, non deriva dall'amore scambievole, ma dalla loro comune malvagità, con la quale odiano gli uomini e si ribellano alla giustizia di Dio; è infatti caratteristica degli uomini empi unirsi e assoggettarsi a coloro che vedono dotati di maggiore potenza, per dare sfogo alla propria malvagità.»

(Summa Theologiae, questione 109, art. 2)

Affine all'esistenza dei due corpi mistici è il pronunciamento di Agostino da Ippona sulle due civitas:

«Due amori generarono le due città; l'’amore di sé fino al disprezzo di Dio generò la città terrena, e l'amore di Dio fino al disprezzo di sé generò la città celeste»

(De Civitate Dei, lib. XIV, c, 17)

NoteModifica

  1. ^ "con profonda afflizione vediamo che ai deformi di corpo, ai deficienti ed agli affetti di malattie ereditarie vien talora tolta la vita, come se costituissero un molesto peso per la società" (Parte III, Esortazione per amare la Chiesa).
  2. ^ Sed non manducando spiritualiter corpus Christi, et male vivendo, tollunt Christi membra, et faciunt ea membra diaboli, et sic diminuunt, quantum in se est, corpus Christi: quod enim diabolo in animabus accrescit, Christo decrescit: et sic corpus Christi mysticum diminuitur. in: De venerabili sacramento altaris, Opusculum LI.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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